giovedì 25 ottobre 2018

B-Bilingual, Ancona 1 convegno 28.10.2018

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Sapevate che nel mondo ad essere monolingue sono in pochissimi?
Ci avete mai fatto caso?
A dire che il bilinguismo fa male e crea de disturbi di linguaggio, sono ancora meno.
In America sono quasi tutti bi/tri-lingue.
Anche in Cina è così, in India, nella penisola Scandinava ... e noi italiani?
In qualche modo lo siamo anche noi, pensate a quanti dialetti coesistono in Italia.  Ora si usa meno e tutti vogliamo essere bravi italiani che parlano la propria lingua come a scuola e guai a farsi sentire in dialetto ma i nostri nonni no!
Loro sapevano.
Molti dei nostri nonni potevano parlare dialetto stretto (che in alcuni casi equivale ad un'altra lingua) e italiano.

Da quando sono diventata mamma "bilinguismo e allattamento" sono due argomenti che mi hanno davvero sorpreso e a tratti fatto ridere. Ricordo ancora, ero con mio figlio in ospedale, aveva 3 mesi e non voleva il ciuccio e non ha mai voluto il latte artificiale.
Lo sputava!
Venne una pediatra giovane, brava ma giovane.
Mi disse:
"Signora lo dico per lei, allatta troppo!"
Come si fa ad allattare troppo un bambino?
Quanti casi di mamme morte per allattamento esistono nella statistica?
Quanti casi di morti precoci per allattamento?
Con il bilinguismo è la stessa cosa, qual è la reale statistica nel mondo di bambini affetti da disturbi del linguaggio o ADHD (malattia nuova e ancora in fase di elaborazione) dovuti al bilinguismo.
Dal mio punto di vista il bilinguismo sfavorisce (e sottolineo la S iniziale) l'insorgere dei disturbi del linguaggio, dei disturbi comportamentali e anche di disturbi di attenzione, anzi migliora notevolmente il potenziale dei bambini che crescono bilingui in modo sereno, divertente e armonioso.

La ricerca genetica ... ah la ricerca genetica, che passione.
Il genotipo di ciascuno di noi. Sarebbe bello avere in mano tutti i genotipi di tutti gli esseri viventi per poterli studiare, confrontare e catalogare a ritroso fino a trovare il gene principe di ... di che? Sicuramente un argomento difficile per me, sicuramente una ricerca importante.
Io, da quel poco che ho capito, sospetto che il genotipo abbia un problema difficile da risolvere.
Si chiama Fenotipo.
Il fenotipo raccoglie tutte le caratteristiche di un organismo ambientale, non solo quelle di origine chimica, ma anche quelle culturali, educative, sociali, affettive e ... chi disturba di più il genotipo o il fenotipo?
Questa troppo semplice spiegazione per ricordare che l'ambiente circostante il bambino, lo stile di vita, la relazione parentale, amicale, scolastica, sportiva ... ebbene si la relazione è la base di ogni beneficio (e maleficio) che riguarda l'uomo.
Per questo il Bi-linguismo fa male se somministrato da manuale con rigidità e alte aspettative.
Ma noi parliamo di altro, parliamo di Bi-linguismo nel senso di apertura mentale, capacità di accettazione del diverso, capacità di focalizzazione e di problem solving, desiderio di socializzazione e coinvolgimento.
In fondo l'apprendimento riguarda la relazione e l'esperienza (riporto da wikipedia che è di pubblico accesso, ma trovate in ogni manuale pedagogico di riferimento):
L'apprendimento è un cambiamento relativamente permanente che deriva da una nuova esperienza o dalla pratica di nuovi comportamenti, ovvero una modificazione di un comportamento complesso, abbastanza stabile nel tempo, derivante dalle esperienze di vita e/o dalle attività dal soggetto. Esso è dunque un processo "esperienziale": le nostre esperienze, compresa l'attuazione di nuove attività, possono infatti influenzare significativamente le nostre connessioni neuronali e quindi le nostre strutture cerebrali. (https://it.wikipedia.org/wiki/Apprendimento)
... possono infatti influenzare significativamente le nostre connessioni neuronali ... fino a diventare persone isolate, arrabbiate, depresse e molto altro. 
In tutto questo però il Bi-linguismo non c'entra nulla. 

Ad Ancona le colleghe Magic Teachers, hanno organizzato un convegno, siete ancora in tempo per acquistare il biglietto e vederlo in streaming

Acquista il biglietto del 1 convegno B-Bilingual oragnizzato ad Ancona dalla Coop Soc. Magicteachers Siamo nell’era della globalizzazione. Sapere l’inglese è diventato un must. Integrare nella nostra comunità scolastica un numero sempre crescente di bambini immigrati un’esigenza. 

Ma cosa significa essere bilingui e quali sono gli strumenti a disposizione dei genitori che oggi vogliano far crescere i propri figli in un contesto plurilingue?

E qual è l’impatto del bilinguismo su quei bambini che presentino BiLS o più in generale BES, ovvero una fragilità significativa nell’area dell’apprendimento linguistico?

Smontare i pregiudizi più comuni che etichettano l’essere bilingui come una diversità, una stranezza, anziché un valore aggiunto è l’obiettivo del nostro convegno. Grazie agli interventi di professionisti specifici per ogni tematica, illustreremo i meccanismi di acquisizione di una e più lingue, approfondiremo e spiegheremo se e come il bilinguismo e il DSA possano essere collegati, ed evidenzieremo cosa possono fare le famiglie e la scuola per confermare il bilinguismo un punto di forza e favorire l’integrazione sociale dei bambini immigrati e dei DSA nella nostra comunità, rispettando la loro emotività e superando le barriere linguistiche. 

Una famiglia e una comunità che vogliano crescere nel bilinguismo possono farlo, con la giusta consapevolezza. È un obiettivo alla nostra portata, anche in caso di disturbi specifici del linguaggio, perché conoscere più lingue non aggrava necessariamente le difficoltà di comunicazione verbale.


Buon apprendimento a tutti
Silvia

sabato 28 luglio 2018

Storytelling con Giulia e Carolina

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Giulia e mamma Carolina cercavano qualcosa di speciale da fare da sole, un magico posto tutto per madre e figlia e così ho proposto loro un percorso di English storytelling di 10 ore.
Pedagogicamente parlando dal mio punto di vista, tutto quello che un bambino fa con la famiglia è apprendimento; soprattutto se la relazione è felice, positiva, propositiva, affettuosa e divertita.
Purtroppo non tutti i genitori si prestano o possono prestarsi a simili esperienze che però sono le più significative nella vita del futuro adulto.

In dieci ore abbiamo letto e rivisto insieme circa 25 storie, antiche e moderne. Tutti fantastici albi illustrati (i miei preferiti) e tanta narrazione inventata. In questo corso Giulia ha portato un tocco magico, la sua voglia di disegnare e di scrivere fumetti.

Come sempre un'esperienza davvero magica, si inizia leggendo, si ride, si commenta, si inventa, ci si confida (per lo più i sogni dei bambini che poi diventano storie). Tutto avviene in modo naturale e così si perde la vergogna di parlare una seconda lingua ad alta voce, si apprendono vocaboli, si impara a scrivere, si impara a costruire storie e setting, a vedere ciò che gli altri non vedono.

Per nominare alcuni dei magnifici libri che abbiamo letto:

1. Red,
2. The colour monster,
3. I want my hat back,
4. We're going on a bear hunt,
5. Lion hunt,
6. How to catch a star,
7. Put on your shoes,
8. The little giraffe,
9. The three billy goat gruff,
10. Tuesday,
11. Shadow,
12. Where the wild things are,
13. The wish fish,
14. A frog in the bog,
15. Room on the broom,
16. The musicians of Bremen,
17. The inch prince,
18. Duncan the story dragon,
19. The storm whale in winter,
20. The fat cat (an old Danish folk tale),
21. The very hungry caterpillar,
22. Fortunately,
23. The princess and the pea,
24. The frog prince,
25. Shh! We have a plan,
26. The magic porridge,
27. Little red riding hood.

Abbiamo poi letto, che Giulia Francese mi perdoni, due storie di Hocus and Lotus. All'inizio del corso abbiamo narrato secondo i criteri del Format Narrativo della professoressa Taeschner Rat in the jungle. Il Format Narrativo è secondo me il metodo migliore e più rapido per trasportare le persone nel magico mondo della narrazione. Dico le persone e non i bambini perché più vado avanti in questo percorso di storyteller e più mi rendo conto della forza del metodo. Infatti anche mamma Carolina si divertiva a scoprire la giungla nei panni di Rat. Alla fine del corso, invece, abbiamo letto Fire. A parte la voglia di alzarsi e correre dietro alla mosca che è venuta a tutti, questa storia introduce l'argomento culinario. L'abbiamo assaporata dopo aver tanto letto di streghe e stregoni che cucinano e preparano pozioni e alla fine anche Giulia ha preparato la sua pozione magica.

The magical recipe to be faster .                   

by Giulia

Take an empty bottle,
put water in,
add fanta and coca,
then 3 eggs,
1 lightning and 2 thunders
and then mix it up.

Dopo aver letto Room on the broomstick e subito prima di leggere The little giraffe dal quale ho preso spunto per l'incipit (e senza ancora aver nemmeno nominato The musicians of Bremen), ho chiesto a mamma Carolina e a Giulia di portare a termine la seguente storia:
Incipit
Once upon a time, a long time ago, in a dry forest with no grass but just tall trees, there lived a little giraffe and his best friend rhino. The grass was dry and the trees to tall to be reached. They were so hungry! One day ...
Mamma e figlia si sono prese dieci minuti per portare a termine la storia con tanto di illustrazione:

Giraffe and Rhyno decided that Giraffe, having a long neck and long legs, could have reached the leaves on the trees just jumping on the back of the strong Rhyno. So they did and once there, Giraffe took some sticks from the top of the tree, she built a bowl where to put leaves in. So they could eat together. 
Bellissima è la storia che mamma e figlia hanno inventato insieme partendo da alcuni elementi imposti: a forest, a river, a castle, a goat, a cat, a boat, a princess, a prince, a troll.
The prince on a goat
by Giulia and Carolina
Once upon a time, in a very dark forest, there was a golden castle with very high towers. A beautiful princess was imprisoned in one of the towers and she was controlled by a dragon inside the castle, and a terrible troll was outside the door of the castle. The poor princess felt alone in the tower with the only company of her cat. The only way to reach the castle was the river, because the forest was too wild. Once a brave prince saw the tower of the golden castle with the poor princess at the window. The brave prince had just his goat that digging found a box with a golden apple in, but any boat to across the river and reach the castle.
While he was thinking he got hungry and ate the golden apple inside the box. After a bite he discovered he had super jump powers, so he jumped so high to reach the princess and save her. The dragon could not stop him because he could not fly so high.
The prince and the princess got married with the goat and the cat as wedding witnesses. 
Un'altra bellissima storia ha scritto Giulia con tanto di illustrazioni, ma di questa vi metto le fotografie perché è davvero bella così come l'ha strutturata.








Dopo questo fantastico fumetto tutto opera di Giulia e della sua grandissima immaginazione e capacità creativa, voglio ringraziare Carolina per le bellissime parole che mi ha lasciato a fine corso.

Al prossimo corso di storytelling con tutti voi. Buone vacanze Silvia di leggicon.blogspot.it

venerdì 25 maggio 2018

Splendidi DinoParents per formidabili DinoKids, grazie a tutti!

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Quest'anno è stato un anno particolarmente duro. Un trasloco, situazioni affettive dolorose, una anno scolastico dei miei figli difficile e pesante, un anno da maestra faticoso, un anno di fine percorso formativo su due binari e in fase di valutazione finale.
Per fortuna il trasloco è finito. Per fortuna mio marito, i miei figli, i miei genitori (ai quali non sarò mai abbastanza grata) e i miei suoceri (in particolare grazie nonna Anna per la forza che sempre hai nel cercare la gioia di tutti) sono persone davvero speciali.
Per fortuna la scuola dei miei figli ha saputo raccogliere, accogliere, dialogare e alla fine trovare soluzioni.
Per fortuna (non c'entra nulla ma lo voglio dire lo stesso) ho incontrato Erica e la sua grinta.
Per fortuna sono Magic Teacher di DinoKids e DinoParents davvero speciali.
Per tutta questa Magia che ho incontrato in questo faticoso percorso scolastico sotto diversi aspetti, in questo post di fine anno voglio dire GRAZIE.

Anche quest'anno i corsi pomeridiani di Hocus & Lotus presso la scuola materna Tomizza di Trieste, sono giunti al termine con ottimi risultati.
12 diplomi consegnati, non molti per alcune Magic Teachers, ma sono 12 diplomi di qualità assicurata.
Sento il dovere, ma soprattutto il piacere, di ringraziare la scuola con le sue insegnanti, referenti, dirigente e tutte le gentilissime signore che hanno aspettato i miei ritardi nel lasciare l'aula per riordinarla. Grazie per avermi aiutato a rendere questo spazio felice.
Voglio ringraziare tutti i genitori dei miei DinoKids perché ciascuno a modo suo, ciascuno con le sue possibilità, ciascuno ... ha collaborato a far funzionare al meglio questo fantastico viaggio con Hocus & Lotus. Viaggio che tanto mi ha arricchito.
Grazie a tutti voi!
Soprattutto voglio ringraziare i miei DinoKids perché non è stato soltanto un viaggio nel Magico Mondo Inglese di Hocus & Lotus ma è stato un viaggio all'interno di una relazione magica e piena di vita ed emozioni.
In particolare vorrei ringraziare Enka per la sua ... perché lei ... e poi perché ... lei è Enka e le parole non bastano a descriverla.
Grazie di tutto Enka.

Quello che in questo post vorrei condividere con voi che mi leggete è l'importanza dell'incontro positivo e armonico tra tutti i soggetti coinvolti in un corso al fine di una buona riuscita, ovvero quando l'obiettivo finale è il benessere dei bambini.
Un corso di poche ore annue è magico se incontra tanta magia, nel metodo, nella struttura e nella relazione umana. Noi l'abbiamo trovata!

Ho un background di studi abbastanza importante in Italia e all'estero (laurea quinquennale in lingue, erasmus in Finlandia, corsi di lingua in Inghilterra, Spagna, Francia e Finlandia, corso biennale sulla gestione delle risorse umane, scuola biennale di teatro e corso biennale in arte-terapia, diploma quadriennale di gestalt counselor con un anno di specializzazione nell'uso del teatro, corso triennale in glotto-didattica infantile con il metodo del format narrativo della professoressa T. Taeschner (Hocus & Lotus), sto per finire proprio in questi due mesi il corso sull'apprendimento atipico e la questione BES.

Anche le esperienze professionali non mancano. Ho partecipato all'organizzazione di grandi eventi come i mondiali di atletica leggera a Osaka o ai diversi meeting romani del Golden Gala, ho tradotto testi per i Musei Vaticani, ho insegnato italiano in Finlandia che ero molto giovane, ho organizzato spettacoli teatrali e laboratori per bambini in giro per l'Italia, sono blogger, lettrice, scrivo ...

All'interno di queste molteplici esperienze professionali e di ricerca esiste un filo rosso che è quello che mi permette di andare avanti con buoni frutti (nel caso di questi particolari bambini direi ottimi), sto parlando dell'incontro di una relazione umana positiva, collaborativa, emozionale, non giudicante né competitiva.
Un ottimo metodo, una struttura scolastica competente e organizzata e l'armonia di un incontro relazionale felice anche nelle difficoltà e nella stanchezza.
Mi sento fortunata e felicemente stanca.
La stessa professoressa Taeschner, che sa di aver strutturato un metodo funzionale, ottimo anche dove troviamo delle lacune professionali, ci spinge sempre ad avere fiducia nella vita, ad essere positivi, a stabilire relazioni positive che portano al sorriso e alla felicità del bambino.
Diciamo che il metodo ottimo, con questa relazione Magica, diventa superlativo, eccellente.

Come ogni anno, anche quest'anno, alla consegna dei diplomi, io non ho organizzato recite o feste ma improvviso con i bambini e i genitori in base al dialogo, alle domande, alle stanchezze.
Le ultime due lezioni del corso abbiamo giocato con le DinoCards o DinoMemory.
Abbiamo usato le carte per inventare nuove storie e ognuno dei miei mini gruppi ha inventato una bellissima storia che di seguito vado a raccontare. Storia della quale abbiamo fatto il format narrativo per i genitori alla consegna dei diplomi.
I bambini fino ai 4 anni quando vedono le immagini (che conoscono perché sono delle storie di Hocus&Lotus) mi dicono delle parole (ovviamente in inglese) e io strutturo una storia semplicissima.
Poi la raccontiamo ai genitori attraverso il format da loro inventato.
Alcuni di 4 anni di fronte all'immagine mi sanno dire intere frasi, qualcuno come la bellissima Emma, mi ha raccontato intere storie.
Hanno potuto scegliere tra tante immagini e io ne metto solo alcune, giusto per far capire la complessità del metodo e i risultati che si possono ottenere riconoscendo e sfruttando a pieno le potenzialità dei bambini.

Con i bimbi più piccoli è molto difficile inventare storie in un lingua altra.
Prima delle cards abbiamo lavorato con i sassi dipinti.
I sassi dipinti sono per loro qualcosa di straordinario, dimostrano un interesse molto forte, ma prima ovviamente devono aver vissuto la storia che si propone oppure non si innesca il meccanismo dell'apprendimento bilingue.
Quanto scritto tra parentesi sono gli aggiustamenti che ho apportato per consegnare loro le storie stampate in ricordo di un così importante percorso di apprendimento.


The storm
by Leonardo, Leonardo, Davide, Emma (3/4 anni)
Corso Giallo

Hocus and Lotus go to Frog.
They Toc Toc Toc (knock) (at) the door.
"Hello frog!"
"The storm arrived"          
"the roof crack (broke)"
"Can you help?"
"Yes" said Frog.




All (their) friends come (came) to help (to) bilt (build) a (new) roof.
Hocus & Lotus are happy now.
Hocus & Lotus are happy again.








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Strawberries
by Alessandro, Federico, Chiara (4/5 anni)
Corso Giallo

Hocus (was) in the pond
"splash splash"
Hocus went to run in the park
"hop hop hop"
The butterfly (went) on Hocus ('es) head.
"flap flap flap"
Hocus meet(s) frog and duck.





Hocus meet(s) Lotus in the park.
(Together), (they) eat strawberries.
They are happy now!






********************************************
Rat in the jungle
by Ilaria, Giulia, Lara, Korun, Giovanni (5/6 anni)
Corso Azzurro

Hocus is on the clouds with two big foot (feet).
Hocus is reading the book "Rat in the jungle".
Rat was walking in the jungle when he saw a lion.
Rat was afraid and go up (he run up) to the tree.
Rat call for help
"Heeeelp, heeeelp!"





Lotus cannot (couldn't) help because the (tolgo the metto her) house was on fire.










Rabbit saw the lion and call hocus.
"Hocus heeeelp, Hocus coooome!"










Hocus arrived (from) the clouds and took his scarf.
Lotus cut the scarf into two pieces (and) Hocus rescued Rat.









Hocus receive(ed) an invitation from Lotus.
Hocus was happy!









Mi dispiace molto sentirmi ancora dire da mamme e papà di bambini di 5/7 anni che questo è un metodo per bambini piccoli, come a dire che se nel metodo tolgo i DinoCrocs e metto Harry Potter i bambini dai 6 anni in su apprendono meglio.
Quando l'apparenza fa l'abito! 

Mi dispiace molto che ci siano in giro False Magic Teachers che lavorano a prezzi bassi sulla quantità, come se al posto del metodo fosse sufficiente leggere la storia, far cantare la canzone e far vedere il video.
Come se "più impari la canzone (a memoria) più sei (sembri) bravo"... no!!
Noi non insegniamo nulla a memoria e non chiediamo di sapere la canzone a memoria, mai! Ma questa è un'altra storia, è la storia che fa la differenza.
Buone vacanze miei piccoli DinoKids, divertitevi e spero vedervi tutti a ottobre, più alti più puzzolenti e pronti a diventare più bravi della vostra Magic Teacher.

Buone vacanze a tutti!
Magic Teacher Silvia
(anche su facebook)

domenica 22 aprile 2018

Storia e inclusività. Studiamo Roma (ma anche le altre città) attraverso l'immondizia

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Il 21 aprile è la festa di Roma, ma anche della Regina Elisabetta e anche del nostro amichetto Federico, al quale auguriamo di trovare tanta serenità e tanta voglia di studiare (Federico qui a Trieste ci dicono sempre che la felicità e la longevità nascono dalla fatica e noi sospettiamo sia vero) ma torniamo al 21 aprile, noi romani che viviamo a Trieste abbiamo il dovere di sapere che Roma è stata fondata il 21 aprile del 753 a.C. dal poco raccomandabile Romolo (ricordate quello abbandonato col fratello Remo dalla Rea Silvia e trovato dalla Lupa che lo ha allattato e salvato, lo stesso che ha ucciso suo fratello Remo e via dicendo ...?).

  Per raccontare questa storia ci siamo fatti aiutare da Mirco Maselli con la sua fantastica Storia dell'Immondizia (dagli avanzi di Mammut alla plastica riciclabile):

Roma non rimase a lungo il piccolo villaggio di pastori fondato da Romolo nel 753 a.C.. Capitale di una fiorente repubblica prima, e del più grande impero mai esistito al mondo poi, divenne una città immensa, fornita delle più funzionali strutture urbanistiche. Acquedotti, fontane, terme [...] ma soprattutto una rete fognaria che Plinio il Vecchio definì "L'opera più grandiosa in assoluto": la Cloaca Maxima.

La Cloaca Maxima

Ragazzi sapevate che la costruzione della Cloaca Maxima cominciò nel 616 a.C., pensate 2018 anni fa + altri 616, mamma mia sono troppi anni, non li so contare.
Certo tutto si rigettava nel Tevere e povero fiume cominciò ad essere maleodorante e il suo colore non era più tanto trasparente, sul limpido Tevere tanto tempo prima Romolo decise di fondare Roma ... a proposito, sapete dove nasce il fiume Tevere? E dove sfocia? Ma avete mai visto un fiume nascere, scorrere e sfociare? Come lo immaginate? E che attinenza ha con la Cloaca Maxima?

Nel corso degli anni, studiando storia scoprirete che si sono fatte un sacco di guerre al mondo e che spesso lo studio della storia viene organizzato in base al periodo letterario, papale o guerrafondaio; ma leggendo la storia con gli occhi di Mirco scoprirete che altro poteva essere evitato tanto tempo fa ... Giulio Cesare, bimbetti, è vissuto tantissimo tempo fa, addirittura prima di Cristo e Mirco ci racconta che ...
Il Tevere poi, inghiottiva ogni sorta di immondizia e dopo le sue piene lasciava carcasse e rifiuti organici a marcire nelle strade della città. Questa era la situazione igienica che i governanti dovettero cercare di risolvere: a cominciare da Giulio Cesare che, di ritorno dalla fangosa campagna di Gallia del 49 a.C., tutto si aspettava di dover affrontare a Roma, fuorché l'aria malsana che appestava la città!
Ma ve lo immaginate il più grande condottiero, dittatore, imperatore del mondo di ritorno dalla guerra dover affrontare il problema cacca?
Gente che buttava i bisogni (ebbene sì, cacca e pipì) dalla finestra o nel Tevere, passanti che sporgevano denuncia e chiedevano un risarcimento quando venivano colpiti in testa dalla cacca, il Fiume Tevere che restituiva ai cittadini quanto loro vi gettavano dentro ... ma Cesare non si perse d'animo e costituì il gruppo degli scopini ... ops scoparri di Roma ... dei veri missionari per la patria e, nel 49 a.C. da Veni, Vidi, Vici passò a Veni, Vidi ... WC promulgando la Lex Iulia Municipalis, con la quale diede vita al Servizio di Pulizia della Nettezza Urbana.

scoparri di Roma al servizio di Cesare
  Quella è una battaglia ancora non finita, ancora in piedi e se qualcuno ha suggerimenti sono sempre ben accetti.

Cesare fu tradito e ucciso alle idi di marzo del 44 a.C.  ... chissà cosa è successo?
Ma questa è un'altra storia e la scoprirete con la vostra meravigliosa maestra a scuola o, in qualche altro libro di Mirco.

Buono studio a tutti
Silvia

mercoledì 21 marzo 2018

Insegnare le lingue: tra metodi, strategie e relazione felice

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Il tempo corre e sempre meno ne dedico ai miei post ma vedo con piacere che il blog viene letto, riletto e studiato lo stesso. Tanto da essere stata chiamata da insegnanti di lingue all'estero per dei consigli su metodi, libri e apprendimento.
Ho tanto riflettuto su questo inaspettato successo:
  • Una laurea in lingue. 
  • Buone esperienze di vita e di insegnamento all'estero. 
  • La voglia di insegnare le lingue ai miei figli da subito. 
  • La passione per la lettura e per la natura. 
  • Un blog aperto per passare il tempo in maternità. 
  • Un ottimo corso di specializzazione sulla glotto-didattica infantile
Ma tutto nasce molto prima. Tutto nasce sulle spiagge della greca Andros.
All'epoca non c'era nulla e il pompiere e il bagnino erano la stessa persona, Cristòs si chiamava e una volta mi è anche venuto a riprendere al largo in mare con mio fratello, perché ho rischiato di affogare.
Dèspina amava l'Italia e parlava benissimo l'italiano e per la nostra amicizia mi insegnò a suonare Giochi Proibiti con la sua chitarra.
Con tutti gli altri ci arrangiavamo con l'inglese ... avevo più o meno 6 anni.
Nasce la passione per la Grecia!
Per quei bellissimi momenti passati in Grecia ancoro ricordo tutti i numeri in greco, elasticità delle dita permettendo so suonare Giochi Proibiti alla chitarra (e solo quella) e mi è rimasta la voglia di imparare l'inglese.
Un'amica, a volte tata, ora madrina, per la mia voglia di imparare l'inglese mi regalò dei libretti presi in uno dei suoi primi viaggi a Londra:

Michael Bond, Paddington, New Room
A ladybird Book, Smoke and Fluff
A ladybird Book, The Elves and Shoemaker
A ladybird Book, first favourite tales, The Magic Porridge
A ladybird Book, first favourite tales, Chicken Licken
A ladybird Book, first favourite tales, The Gingerbread Man
A ladybird Book, first favourite tales, The Enormous Turnip
A ladybird Book, first favourite tales, Little Red Riding Hood
A ladybird Book, first favourite tales, The Three Billy Goats Gruff
A ladybird Book, first favourite tales, The Little Red Hen

Alcuni di questi libri sono datati 1942 ... ma io sono molto più giovane di loro, di circa 30 anni.
Così grazie al mare greco e alla magica Donatella ho coltivato goccia goccia la mia passione.
Quando arrivò l'ora del liceo scelsi una scuola commerciale perché insegnava due lingue (inglese e francese) invece di una. Il liceo linguistico era una scuola privata ma io preferivo le scuole pubbliche. Così per arrivare a questa scuola (che oggi ahimè è stata chiusa per decadimento della struttura) tutte le mattine prendevo il treno alla 6.50 per entrare a scuola alle 8.20.

Un sacrificio?
Sì, un grosso sacrificio direi.
Ma eravamo in tanti e una bella comitiva di adolescenti stanchi sul treno la mattina si diverte.
Ci siamo sostenuti per cinque anni a non cedere al sonno, soprattutto al ritorno, quando dovevamo aspettare 40 minuti seduti sule panchine della stazione di Piramide stanchi e affamati, ma ce l'abbiamo fatta. Siamo tutti vivi!! (almeno spero).

Una nuova era si apre: L'università!
Mio fratello si trasferisce in Umbria per lavoro e mi dice: "Non mi lascerai mica solo, vieni a studiare qui, si sta bene. Prendiamo casa insieme"
Nasce l'amore per la città di Perugia e per il vicino borgo medievale Corciano!
Ebbene sì. Perugia era una città di cultura, con poche persone, professori con i quali si poteva parlare, e per fortuna ancora ci posso parlare.
Preparavo gli esami con amici greci (vi state chiedendo come mai avevo legato proprio con i greci? È facile, il suono della loro lingua generava in me ricordi meravigliosi del mio passato) seduta al Caffè Morlacchi mentre c'era sempre musica jazz.
Diversi capitoli importanti si sono aperti in questa città:
Amicizie molto forti.
La predilezione per il jazz (non ho mai mancato un appuntamento di Umbria Jazz in quegli anni)
Un'amica che amava balli latino americani e un'amica che amava il flamenco mi hanno portato a iscrivermi a numerosi corsi di danza e a cambiare il francese con lo spagnolo.
Nasce una nuova passione: la Spagna!

Una professoressa di inglese molto brava, prima come persona e poi come professoressa. Le i mi fa amare la letteratura più che la lingua ed è lei a spedirmi in Finalndia, dove dovevo fermarmi 3 mesi e invece sono rimasta 2 anni.
Nasce una nuova passione: la Finlandia!
Dove sono rimasta per amore del posto, per amore delle nuove amicizie, per amore di un ragazzo e per un'ottima esperienza di lavoro come insegnante di italiano.
Da allora ogni tanto, grazie alla madrina dei miei figli, porto avanti la tradizione finlandese attraverso le letture:

Tove Jansson, I Mumin
Mauri Kunnas, Koirien Kalevala (La vera storia del Kalevala è entrato profondamente nel mio cuore e anche un racconto ne ho scritto, ma inedito, lo abbiamo letto credo in tre), L'antico libro degli gnomi e Il timido rocker di Baulandia (non posso certo leggerli in finlandese ma un ciorno chissà ... certo un rocker timido viene in mente proprio a un finlandese, come mai? Sono forse timidi i Finlandesi?)

Potrei andare avanti ancora e ancora per parlarvi di come sono finita a studiare a Canterbury, a Salamanca, a Parigi del viaggio Coast to Coast in America, della mia esperienza di lavoro in Giappone, del lungo viaggio in Costa Rica, della mia passione per le storie del mondo e finire al mio diventare moglie e mamma quando proprio avevo perso la speranza e delle storie che ho scritto per i miei figli e ...

Tutto questo racconto per dire che la vita per prima cosa è fatta di relazioni umane e incontri fortuiti che tanto ci condizionano nel positivo e nel negativo, che tanto ci aiutano a seguire una strada piuttosto che un'altra e nulla vale più di una relazione positiva. Dopo tanti anni di lavoro e viaggi e relazioni ho incontrato Hocus & Lotus, proprio quando stavo diventando mamma. Ho riconosciuto nel metodo la mia vita, il forte legame affettivo con le persone che in qualche modo, anche senza volerlo, hanno accompagnato i miei desideri verso la loro realizzazione.

Così oggi insegno le lingue con il metodo del Format Narrativo della prof.ssa T. Taeschner (Hocus & Lotus) che ha dato una struttura di consapevolezza, materiale meraviglioso e metodologia riconosciuta in 30 anni di ricerca alla mia professionalità.
Insieme al metodo, sempre fortemente sostenuto dalla relazione positiva che stabilisco con i bambini, leggo loro tantissimo le storie del mondo e le vado a pescare ovunque, a partire da quelle prime storie che mi furono regalate a 6 anni e che portavano la data del 1942, ad arrivare ai meravigliosi albi illustrati di oggi in italiano ma anche e soprattutto in inglese e spagnolo, per finire alle storie che invento io e che sono ancora inedite.



           
La scelta dei testi in lingue è abbastanza lunga e divertente.
Comincio dalla fiera (anche quest'anno infatti mi troverete a Bologna), spulcio i libri che attraggono la mia attenzione e cerco di capire se la storia trova la sua strada nel mio cuore, a quel punto prendo la storia e la leggo e rileggo a parenti e amici cercando il piacere di condividerla. Nel momento in cui ogni suono, significato, azione, colore e sentimento della storia è diventato parte della mia vita la porto ai bambini/ragazzi ai quali insegno e insieme facciamo la stessa esperienza. La leggo io, la leggono loro, la commentiamo, la mettiamo in scena, ne facciamo laboratori ... fino ad esaurimento, per passare alla successiva.

Quest'anno le storie che mi hanno accompagnato sono state tante:
Lingua inglese


 

Suze Lee, Shadow
Anna Llenas, The colour monster
Oliver Jeffers con How to catch a star, The moose belongs to me and Stuck
Eric Carle con The Grouchy ladibag and The very hungry Caterpillar
Simon James, The wild woods
Anthony Browne con Little beauty and Gorilla
Remy Charlip, Fortunately
Michael Rosen e Helen Oxenbury, We're going on a bear hunt
Karma Wilson & Joan Rankin, A frog in the Bog
Benji Davies, The storm whale in winter
Jon Klassen, I want my hat back
Chris Haughton, Shh! We have a plan
Roald Dahl e i suoi fantastici personaggi: Mr fox, Matilda, The BFG, James and the Giant Peach ...

 


Per l'educazione all'arte in inglese
Peter and the Wolf illustrated by Charles Mikolaycak
Patrick McDonnell, Art
Peter H. Reynolds, The Dot, Sky color
Emma Lewis, The museum of me
Michael Hall, Red (a crayon's story)




 Della Usborne
I phonics books
Kings and Queens, History of Britain
Fairy Tale Treasury
Atlanti del mondo terreste e del mondo marino




Lingua spagnola
Pinillos J. S. & Grela A. V., ¿Dónde estás oscuridad?
Pinillos J. S. & Ruiz J. R., Mi camita
Pinillos J. S. & Ruiz J. R., El viaje de papelote
Pinillos J. S. & A. Sáez del Arco, El caballero que no tenía caballo
Adélia Carvalho & Till Charlier, La vaca que leía libros
Juan Senís & Federico Delicado, Un viaje nunca visto
Mar Pavon & J. V. de Carvalho, Un señor encantador
Susanna Isern & Marco Somá, El momento perfecto
Paula Carbonell & Oliveiro Dumas, El dragón (que no era verde)
Adélia Carvalho & Sebastião Peixoto
Menena Cottin & Rosana Faría, El libro negro de los colores
Stéphane Servant & Emmanuelle Houdart, Madre (entre el sol y la noche)
V. Pérez Sauguillo & A. Aparicio, Cuentos con beso para las buenas noches
M. Roca & E. Burgueño, 25 cuentos para leer en 5 minutos

 


Per l'educazione all'arte
Los mejores poemas para niños de Federico García Lorca
Mi primer platero
El primer Quijote
Descubre el juego de Dalí

Va detto che i libri non sono l'unico materiale che utilizzo. Spesso mi servo di canzoni, video, audiolibri e materiale didattico inglese o spagnolo (ovvero usato nelle loro scuole per insegnare tutte le materie come matematica, scienze, geografia, arte...) e materiale interattivo digitale.
Devo dire una gran fatica stare al passo con tutto.
Ora mi preparo ad affrontare la fiera di Bologna.
A presto

giovedì 19 ottobre 2017

Prova a dire ABRACADABRA di M. L. Giraldo e N. Bertelle

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"Mamma ma io non ci riesco, questi compiti sono troppo difficili."
"Ho paura non voglio nuotare, l'acqua è fredda e alta per me."
"Non posso correre ho paura di inciampare e poi io non sono veloce come gli altri, non sono bravo."
"Non ci riuscirò mai, mamma non insistere."

Insistere!
Spesso mi chiedo:
"Che vuol dire insistere con un bambino?" 

Bisogna mettersi nei panni del bambino, guardare il mondo così grande e veloce e nuovo e sconosciuto e rumoroso ... come lo è per un bambino per capire perché un bambino non vuole fare una cosa, perché piange, perché fa i capricci ...

I capricci?
"Cosa sono i capricci?" 

Ricordiamoci cari genitori che i capricci dei bambini nascono dai meccanismi che inneschiamo noi. Dire tante volte no e poi fare ciò che ci chiede urlando (meglio dire subito si), dire no urlando come pazzi a pugni serrati perché ... siamo stanchi? Non riusciamo a farci ascoltare? Non sappiamo essere assertivi? Decisi? Sicuri? ... dipende da noi.
I bambini sono degli eroi, ai quali però sarebbe il caso non insegnare subito che esiste la lotta, la guerra, le armi. Magari cominciamo dalle storie, dalle canzoni e dagli abbracci che forse si sta tutti più sereni.
I bambini, dicevo, sono degli eroi che molto piccoli e incompetenti affrontano il mondo a testa alta e indifesi, hanno quindi bisogno di stimoli e rinforzi positivi, anche quando sbagliano.

Immaginate di essere un gufetto appena nato che deve spiccare il suo primo volo e soffre di vertigini o ha paura (i gufi non soffrono di vertigini lo sanno tutti, non è mai successo e se così si dice tutti, così è e deve essere e guai a dire il contrario).
Comunque, provate ad immaginare di essere un gufetto che ha paura di spiccare il suo primo volo dalla cima dell'albero.
Tutti lo fanno e voi no. Avete paura. Non siete capaci. Vi si stringe il cuore e molto altro.
Allora, arriva la maestra che sa tutto e vi urla

"Vergogna, devi volare, tutti i gufi volano. Vergognati!" 

e il genitore che si vergogna per suo figlio insiste

"Dai buttati, vola, ti prego vola, non farmi questo, buttati ho detto, 
vola o ti spenno come un pollo..."

Magari il povero gufetto salta e vola, immaginate:

Un salto nel vuoto con il cuore stretto, solo, senza mano, ad occhi chiusi, vado giù, sempre più giù io sono forte, coraggioso, fortissimo, non ho paura di niente, nulla mi fa paura, io posso fare tutto, posso anche spaccare il mondo perché nulla mi fa paura. 

Qui mi fermo e rifletto:
Che uomo sarà quel bambino che non ha paura di nulla, che nulla lo può fermare, che può da solo spaccare il mondo? Un uomo senza paura? Che cosa vuol dire essere un uomo senza paura?

Dovete sapere che le emozioni non sono scollegate l'una dall'altra ma coesistono. Sono diversi risvolti di una stessa cosa e morta una, morte tutte.
Ora rifletto di nuovo sulla domanda: cosa è un adulto senza paura?
Bisogna anche ricordare che le emozioni sono contagiose, proprio come il raffreddore e allora mi chiedo che cosa è un mondo senza paura? Un mondo senza emozioni? Senza amore?

Che brutto!

Ma ricominciamo daccapo.
Se invece di uccidere la paura la trasformassimo in coraggio?
Ah che bello sarebbe.
Ma per diventare coraggiosi ci vuole tempo, osservazione, calma, fiducia, sostegno.
Allora l'affetto e la magia sono i migliori maestri in questo campo.
Nessuno obbligo, nessuna frustrazione come la vergogna (che brutto dire a un bambino vergognati. Ci si può sbagliare, va bene anche pagare ma vergognarsi per aver sbagliato in buona fede, a un bambino? Che brutto. I ladri si vergognano, gli assassini, i malfattori ... ma i bambini no!).

Quanto sono difficili l'affetto e la magia?
Oggi sembrano un binomio quasi impossibile eppure, le Magic Teachers di Hocus e Lotus la conoscono e funziona. Ma dove la si trova? Dove si compra? Chi ce l'ha?

Non è poi così difficile.
Proviamo a trasformare gli insulti in parole positive e abbracci e leggiamo ad alta voce con i nostri bambini
Prova a dire Abracadabra di Maria Loretta Giraldo e Nicoletta Bertelle 

Niente di più facile che essere affettivi, magici, positivi e trasformare la paura di un piccolo gufo in coraggio.
Non solo il piccolo gufo cresce coraggioso ma anche si contagia di questa voglia di aiutare gli altri piccoli e subito ripropone l'affetto, la magia e la positività e un altro bambino diventa uomo coraggioso, capace di affrontare le sue paure e di amare. Un uomo che non si vergogna di esistere.

Fantastico!! Vorrei che questi fossero gli insegnamenti ai nostri bambini.
Peccato che i complimenti pesino tanto agli animi contemporanei.
Pesano?
Alla prossima RifLettura.
Silvia

giovedì 12 ottobre 2017

Zagazoo di Quentin Blake

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Dopo un lungo riposo dalla mia attività di blogger nel quale ho riflettuto su cosa, chi, come, quando ma soprattutto ho viaggiato e cambiato ancora casa,  torno con un libro che ha catturato il mio cuore, ma anche quello dei bimbi ai quali leggo.
Parlo del libro di Quentin Blake che cameloZampa ci regala nella splendida traduzione di Sara Saorin:



L'ho letto naturalmente ai miei figli, a dei fratellini che sono stati adottati, ai bambini di un corso e ad alcuni amici adulti.
Tutti, ma proprio tutti, hanno riso di gran cuore, e anche io!
La prima lettura è stata la peggiore di tutte.

Leggevo ai miei figli e ridevo nelle trasformazioni mostriche di questi bambini che puzzano, fanno rumore, piangono, fanno danni ... crescono in modo orribile.
Mentre leggevo ridevo e li guardavo con aria minacciosa e furbetta, i miei figli sorridevano e dicevano "noi no".

L'errore più grande che ho fatto è stato leggerlo subito con loro perché quando sono arrivata alla fine e mi sono trovata di fronte due ... pellicani ... loro ridevano come matti e io ho dovuto necessariamente dire insieme a Quentin Blake:

Certo che la vita è proprio incredibile!

Un libro quasi nietzscheano, che parla della vita e del suo ripetersi, riprodursi, faticosamente ma per fortuna felicemente nonostante tutto e poi continua, e poi diversa ... ma pur sempre uguale...

No! non si tratta della Divina Commedia ma della storia più semplice del mondo, basta saperla raccontare con i giusti toni.

L'avrò letta centinaia di volte eppure ancora adesso, se prendo il libro, rido e dico:

Certo che la vita è proprio incredibile!
A presto
Silvia