giovedì 12 ottobre 2017

Zagazoo di Quentin Blake

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Dopo un lungo riposo dalla mia attività di blogger nel quale ho riflettuto su cosa, chi, come, quando ma soprattutto ho viaggiato e cambiato ancora casa,  torno con un libro che ha catturato il mio cuore, ma anche quello dei bimbi ai quali leggo.
Parlo del libro di Quentin Blake che cameloZampa ci regala nella splendida traduzione di Sara Saorin:



L'ho letto naturalmente ai miei figli, a dei fratellini che sono stati adottati, ai bambini di un corso e ad alcuni amici adulti.
Tutti, ma proprio tutti, hanno riso di gran cuore, e anche io!
La prima lettura è stata la peggiore di tutte.

Leggevo ai miei figli e ridevo nelle trasformazioni mostriche di questi bambini che puzzano, fanno rumore, piangono, fanno danni ... crescono in modo orribile.
Mentre leggevo ridevo e li guardavo con aria minacciosa e furbetta, i miei figli sorridevano e dicevano "noi no".

L'errore più grande che ho fatto è stato leggerlo subito con loro perché quando sono arrivata alla fine e mi sono trovata di fronte due ... pellicani ... loro ridevano come matti e io ho dovuto necessariamente dire insieme a Quentin Blake:

Certo che la vita è proprio incredibile!

Un libro quasi nietzscheano, che parla della vita e del suo ripetersi, riprodursi, faticosamente ma per fortuna felicemente nonostante tutto e poi continua, e poi diversa ... ma pur sempre uguale...

No! non si tratta della Divina Commedia ma della storia più semplice del mondo, basta saperla raccontare con i giusti toni.

L'avrò letta centinaia di volte eppure ancora adesso, se prendo il libro, rido e dico:

Certo che la vita è proprio incredibile!
A presto
Silvia


lunedì 21 agosto 2017

Cari Genitori settembre è alle porte e ...

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Cari Genitori,

Ci siamo, settembre è alle porte!
Si ricomincia a pensare alla scuola e alle altre attività dei nostri figli e come ogni anno, io sono qui per accompagnarli nel percorso di apprendimento della lingua straniera.
Ho una modalità di insegnamento poco tradizionale, come molti avranno capito, e sono orientata al bilinguismo (anche se spesso non va di moda).
Ma Bilinguismo non è una parolaccia e non è "una questione complicata" come una volta mi sono sentita rispondere.
Il bambino bilingue può capire ed esprimersi in due lingue e, in base alla sua età e al suo percorso scolastico, piano piano saprà anche leggere e scrivere nelle due lingue.
Voglio solo precisare che un bambino bilingue conosce le due lingue come un bambino monolingue conosce la sua unica lingua: impara a comprendere e a parlare facendo tanti errori e migliorandosi con il tempo, all'inizio storpia le parole per poi riderci sopra quando le impara giuste e piano piano va avanti .... come succede a tutti i bimbi del mondo, che siano o no bilingui.
Se ci pensate il mondo è pieno di bambini bilingui.
Forse i monolingue sono una minoranza.
In tutti i paesi di confine ci sono bilingue, in tutto il centro e sud America ci sono bilingue.
Alcuni cinesi sono addirittura trilingue per via dei diversi ceppi del cinese, gran parte degli africani sono bilingue.
Per il bilinguismo non serve un vaccino di protezione (ma attenti a non suggerirlo) e non crea alterazioni della comprensione, disturbi patologici o complicanze relazionali.
Semplicemente abitua la mente a l'uso rapido e naturale di due lingue invece che di una lingua. Questo mio post un po' scherzoso e un po' ironico, è per dirvi che io sono qui per quei genitori che volessero saperne di più, per quelle scuole che volessero aprirsi al bilinguismo, per laboratori nelle scuole internazionali ...

- Consulenze sul bilinguismo
- Corsi di lingua (inglese, spagnolo e italiano) con il metodo Hocus&Lotus
- Laboratori di StoryTelling
- Creazione di eventi di lettura in lingua
- Giornate di lettura in lingua con Usborne Books

e molto altro ... a presto
Silvia


Chi sono:
Magic Teacher Silvia
Curriculum Vitae
Dicono di me
I miei post sul bilinguismo
Il mio contributo a di Hocus&Lotus






sabato 15 luglio 2017

Hocus&Lotus. La mia esperienza di auto-formazione all'interno del metodo.

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Sono oramai un paio di anni che faccio ricerca con il metodo Hocus & Lotus: apprendo dal metodo, sperimento sul campo, confronto le mie esperienze di linguista e traduttrice con quanto appreso e sperimentato, rifletto sul materiale messo insieme e condivido con le colleghe della Rete di Eccellenza le mie conoscenze, tutto sotto la supervisione della professoressa Traute Taeschner. Essendo io laureata in lingue, avendo avuto esperienze di studio in Spagna, Francia, Inghilterra e Finlandia, avendo lavorato come traduttrice e avendo insegnato italiano in Finlandia, ovviamente, ho abbracciato il metodo da linguista con una certa esperienza e conoscenza delle lingue che insegno (inglese, spagnolo e italiano).
Questo ha fatto si che io avessi una certa familiarità con i concetti incontrati e appresi.

In questo mio eclettico percorso formativo, ho anche una discreta formazione come Arte Teatro Terapeuta con il metodo Rosati-Hansen e come Gestalt Counselor specializzata nell'uso del teatro come mezzo educativo. Ovviamente anche questa formazione ha contribuito a farmi essere in sintonia con il metodo della professoressa Taeschner, che vede in primo piano l'uso del format narrativo, uno strumento molto vicino al teatro.

Così, visto che io ritengo che la formazione non sia mai abbastanza e che la relazione sia la principale fonte di apprendimento, per meglio comprendere il meccanismo che accompagna i miei DinoAlunni, ho passato due settimane in auto-formazione con il metodo Hocus&Lotus in una lingua che non conosco: il tedesco.
Ho cercato di capire nella pratica cosa succede a un bambino che approccia la seconda lingua straniera con il metodo e ho cominciato a studiare il primo format narrativo del primo livello in tedesco.
Per due settimane, un giorno si e uno no, ho studiato un'ora al giorno il primo format narrativo organizzando la lezione come di seguito descritta:
Essendo auto-formazione la lezione è stata un po' diversa da quella che normalmente propongo ai bambini. Ho iniziato ascoltando la canzone per cercare di ricostruire i gesti del format narrativo in un altra lingua. Un passaggio dunque contrario a quanto propongo io di solito (prima il format narrativo e poi la canzone) ma avendo io già conoscenza del format sono subito passata al recupero della vocalità e della gestualità dalla canzone.
Dopo la terza volta che praticavo questa formazione ho messo insieme le seguenti informazioni (uso qui la traduzione solo per comodità di chi legge e come me non conosce il tedesco): 
ein ei (un uovo)
Was is das? (che succede?)
Wer bist du? (Chi sei tu?)
Da war (c'era)
Vogel (uccello o fenicottero - dubbio che viene probabilmente dalla mia esperienza nelle altre lingue)
Entlein (papera)
Frosch (rana)
Ich auch (anche io)
Nein (no)
ja (si)
Ich habe (io ho)
Ich bin (io sono)
Bist du ... ? (sei tu ...?)
Hallo (ciao quando arrivi)
Tschüss (ciao quando vai via) 
Ovviamente se avessi cominciato la lezione con il rituale della conta come sempre facciamo noi Magic Teachers, avrei già imparato i numeri da 1 a 10. Alcune parole posso averle apprese non perfettamente corrette ma questo è normale e con la pratica costante e prolungata nel tempo, tutto migliora e si perfeziona. 
Una volta acquisita conoscenza di alcuni vocaboli direttamente in tedesco, attraverso il ripetersi dell'ascolto, della pratica del format, della visione del cartone animato e della lettura ho migliorato la pronuncia, la capacità di lettura e ho aggiunto vocaboli. In nessun caso, durante l'apprendimento, associavo il vocabolo acquisito alla traduzione in italiano o in inglese (la lingua che uso più spesso con i format narrativi di Hocus&Lotus) ma piuttosto legavo la parola al gesto, formando i miei primi concetti in tedesco. Ogni volta che un suono diventava parola e si legava al gesto si apriva nella mia mente un varco in cui si andava a depositare un concetto in tedesco che generava in me la soddisfazione di essere riuscita. Un sentimento di piacere ha accompagnato questa piccola sperimentazione di due settimane. Lo stesso sentimento che accompagna i miei DinoAlunni ogni volta che un lumino si accende dentro di loro e apre un varco ad un concetto in lingua. Saperi ed emozioni che conquistano attraverso la relazione tra me (in quanto Magic Teacher) e loro in un mondo Magico come solo Hocus, Lotus e i bambini sanno divertirsi tanto.

All'interno di questa relazione, in uno spazio magico che è quello del mondo di Hocus&Lotus, i miei DinoAlunni, piano piano, fanno proprio il sapere che io offro loro. Più è lunga l'esperienza di questo mondo magico, migliore è la qualità dell'apprendimento. Un'esperienza che ha vita all'interno di quel magico spazio in lingua che condividiamo nel tempo che passiamo insieme e che loro rivivono ogni volta che, anche in silenzio, si accostano a Hocus&Lotus quando non siamo insieme.

Ho deciso di condividere questo breve e semplice percorso di auto-formazione nel blog per offrire uno spunto ai DinoGentiori che mi leggono e che spesso sono impazienti, più dei figli, di passare alla storia successiva. Addirittura alcuni genitori provano a copiare i gesti del format o forzano la lettura per accelerare i tempi di apprendimento. È proprio questo il caso in cui il genitore potrebbe trasformare un apprendimento funzionale al bilinguismo in un apprendimento di carattere meramente quantitativo. Il piacere e la soddisfazione sono conquiste che affrontano percorsi lenti, ripetitivi e a tratti noiosi. Il famoso detto "disimparare per imparare" prevede l'accettazione del non sapere per poter apprendere. Vorrei ricordare ai genitori che i bambini hanno una grandissima capacità reattiva nel giocare a "facciamo finta che ..." e ad entrare in un mondo diverso da quello reale rendendolo reale (nel nostro caso nel mondo di Hocus&Lotus). Capacità che generalmente hanno perso gli adulti che nel tempo hanno costruito complesse strutture e filtri di bloccaggio, le cosiddette barriere emotive all'apprendimento (vergogna nel caso di una lingua, paura nel caso di uno sport, pudore nel caso del teatro o della danza e molto altro). Quando si accompagnano i DinoAlunni dalla Magic Teacher di riferimento, è giusto e funzionale che un genitore ricordi al proprio figlio che sta andando ad un corso in cui si apprende una lingua straniera e non ad una ludoteca a giocare, ma è disfunzionale forzare il bambino creando in lui uno stato di competizione o di ansia, sia nei confronti della maestra che per valutare il bambino non ha bisogno che lui ripeta continuamente la canzoncina a memoria, sia nei confronti del corso stesso, sia nei confronti delle aspettative genitoriali.

Uno dei fondamentali del metodo Hocus&Lotus prevede l'accettazione del fatto che un bambino, soprattutto nel pomeridiano, ha bisogno di muoversi. In particolare i bambini dai 0 agli 8 anni, e in alcuni casi specifici anche oltre, hanno bisogno di movimento e vivono come una vera punizione l'essere costretti immobili, muti e dritti al banco. Addirittura alcuni bambini per stare fermi, immobili e muti si devono concentrare talmente tanto che non riescono a concentrarsi per apprendere la lingua. Anche attraverso il movimento passa l'apprendimento, per questo il Format Narrativo di Hocus&Lotus è un metodo funzionale che raggiunge i suoi obiettivi. Come potete vedere dal sito, gli obiettivi del metodo sono principalmente linguistici ma non solo, ed è proprio questo che fa la differenza.

Bravi quei genitori che sanno dare il tempo giusto di apprendimento ai propri figli senza creare ansia da prestazione o da accettazione per le aspettative genitoriali piuttosto che amore per il percorso educativo. Grazie a quelle maestre che, quando ci permettono di portare Hocus in classe, non rompono la magia con frasi tipo:
"Luca ti ho detto di non muovere la gamba" 
oppure
"Stai ascoltando Elena? Guarda la maestra!". 
Con questa esperienza personale di auto-apprendimento vi saluto e vi do appuntamento a settembre.
Buone DinoVacanze a tutti!!
Magic Teacher Silvia

lunedì 19 giugno 2017

Magic Teachers. Dalla Lombardia: Elisa Baroni

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Elisa Baroni è una Magic Teacher dinamica e preparata con una storia molto intensa. Laurata in Lingue. Specializzata in glottodidattica infantile con il metodo Hocus &Lotus. Supporter Team Member del Trinity College di Londra e Team Member di EP Academy … ma dietro ai titoli di studio c'è molto di più. Andiamo a curiosare nella sua vita. 

Mi è stato chiesto di raccontare il mio viaggio con Hocus e Lotus, penso che potrei scriverne un libro. Ma facciamo un passo indietro.
Credo di essere nata con la passione per le lingue, ma di certo me ne sono innamorata ancora di più grazie a un papà che ne parlava ben quattro e mi portava con lui nei viaggi di lavoro in giro per il mondo quando poteva, e anche grazie al fatto che una parte della famiglia viveva e ancor vive in Francia. Da bambini spesso ci si trovava tutti insieme da loro e io passavo il tempo a chiedere come si dice “questo e quello” per poter imparare il più possibile. Ho ricordi meravigliosi di Natali trascorsi in Francia tutti riuniti (eravamo tantissimi, zii, nipoti, nonni) a festeggiare.
Dopo il liceo ho lavorato nei villaggi vacanze in giro per il mondo con una compagnia straniera per un paio di anni a stretto rapporto con tantissime persone di diverse nazionalità, un’esperienza meravigliosa e formativa, e una volta tornata mi sono iscritta a lingue e letterature straniere sperando un giorno di poter trovare la mia collocazione nel mondo.
Poi l’imprevisto … durante una vacanza in un paese straniero (guarda un po’ il destino) mi sono innamorata, dopo poco mi sono sposata e ho terminato l’università da sposata e mentre lavoravo in un ufficio per mantenermi. Si sa, la vita a volte fa dei giri strani ma se tu ci credi poi torni da dove volevi partire. E così è stato per me.
Quando è nata mia figlia mi sono licenziata dall’ufficio e ho scelto di dedicarmi per un paio d’anni a lei e di crescerla bilingue con l’inglese, in realtà non da subito, ho aspettato che avesse circa un anno, più per una mia insicurezza su come proporre questa lingua che per altro.
Oggi dopo il mio percorso di studi in glotto-didattica infantile grazie al metodo delle avventure di Hocus e Lotus e dopo aver studiato e approfondito il tema del bilinguismo infantile, partirei dal primo giorno di vita.
Il mio incontro con Hocus risale al 2012, quando la maestra della scuola dell’infanzia di mia figlia, dove io facevo un progetto gratuito di inglese per lei e compagni, mi parlò di un metodo e di una maglietta magica, un corso che aveva fatto tempo prima nel progetto “Brescia Bilingue” e mi mostrò dei materiali. Fu amore a prima vista!!
Mi iscrissi subito al corso perché sentivo forte dentro di me la necessità di trovare un metodo valido per trasmettere le mie conoscenze alla mia bimba. Ormai le filastrocche, le canzoncine, le letture in inglese, non ci bastavano più. Mancava il tassello per fare il passo decisivo verso una vera educazione bilingue.
Trovai in questa metodologia tutto quello che cercavo e che di più amavo al mondo: teatro, musica, ritmo, movimento, comunicazione e relazione affettiva coi bambini.
Mi buttai in questa avventura mettendoci il cuore, la passione e tanto sacrificio. Fare la mamma, lavorare, studiare, non sempre sono compiti facili da portare avanti in contemporanea.
Elisa mette in risalto la relazione umana che ci distingue tutte per il rispetto tra di noi, del volere dei genitori, dei bambini. Il rispetto dei loro tempi, del loro apprendere e del loro sognare … e la fatica che il vivere nel rispetto della buona relazione comporta. Leggiamo cosa ci dice:
Alle Magic Teachers che si affacciano a questo mondo sento di dire che non cambierei questa professione con altre, ma anche che richiede tanto sacrificio, studio, tempo (a volte sottratto a noi e ai nostri cari), infinita passione e rispetto. Rispetto di chi siamo, di quale messaggio offriamo con Hocus e Lotus e di questo metodo. E rispetto tra di noi. Ma soprattutto rispetto per i bambini che ci vengono affidati.
I bambini sono esseri speciali, delicati, puri, taluni semplici altri complicati da noi adulti, tutti desiderosi di amare e essere amati, capiti, rispettati, compresi e soprattutto guidati. Sento una grande responsabilità in quello che faccio ogni giorno.
Se si ha un animo sensibile, e questa condizione credo dovrebbe essere imprescindibile per un’insegnante, il viaggio emotivo che si intraprende con questa professione è profondo, a volte estenuante, altre rigenerante, ma sempre intenso e di grande impatto.
Siamo MAGICHE perché rispettiamo i principi della buona comunicazione e della relazione affettiva, e non dovrebbe essere altrimenti per chi si rapporta con i bambini.
Nelle parole di Elisa capiamo anche la difficoltà di inserirsi nel territorio, l'importanza del binomio impegno personale e buon utilizzo del materiale di apprendimento in dotazione con ogni corso Hocus & Lotus e l'importanza di scegliere le Magic Teachers all'interno della Rete di Eccellenza cui tutte noi apparteniamo.
In questi 5 anni di viaggio ho concluso i tre livelli di formazione e sono diventata “practical trainer”, con la speranza di poter diffondere le buone pratiche di Hocus e Lotus in tutta questa provincia dove il metodo è conosciuto grazie al progetto di sperimentazione di “Brescia Bilingue” risalente a diversi anni fa, ma dove spesso non viene attuato come dovrebbe, ovvero senza l’ausilio dei materiali che sono imprescindibili per l’esposizione e l’apprendimento dei bambini e soprattutto da insegnanti non certificate o auto -formatesi.
Grazie alla RETE DI ECCELLENZA a cui appartengo, chiunque consulti il sito ufficiale può trovare il mio nome nella sezione “Magic Teachers” certificate e avere garanzia della mia formazione professionale, linguistica e glottodidattica.
Nel mio meraviglioso territorio molti genitori stanno aprendo le porte delle loro case al nostro progetto di BILINGUISMO FAMIGLIARE con Hocus e Lotus, confermandomi di anno in anno stima grazie ai risultati ottenuti INSIEME.
Per sensibilizzare ancor di più su questa tema così importante per il futuro dei nostri figli, negli ultimi 2 anni ho partecipato a manifestazioni sul territorio come relatrice, ultima in ordine temporale la “Fiera del Bambino Naturale” di Chiari in cui ho condotto un approfondimento sui “vantaggi del bilinguismo” e sfatato alcuni falsi miti che ancora sono radicati in una parte della collettività.
Inoltre sono anche molto “social”: mi si trova un po’ ovunque, in particolare su facebook mi occupo di una pagina dedicata al BILINGUISMO (Educazione Bilingue in famiglia a Brescia) dove raccolgo interviste, articoli, risultati di ricerche scientifiche e condivido esperienze anche personali.
A un genitore che legge questa intervista direi che Hocus e Lotus è un dono prezioso: esso offre l’opportunità di aprirsi a nuove lingue, al mondo, a diverse culture, per abbattere le frontiere e crescere cittadini internazionali. Ma è anche garanzia di tanto tanto amore se la famiglia riesce a farne una parte delle proprie giornate. Un momento speciale in una lingua diversa ma altrettanto bella e importante, qualunque sia la lingua prescelta.
Come ogni cosa preziosa, come l’essere genitori, anche questo viaggio non sempre è facile e lineare, a volte presenta imprevisti, a volte ci spiazza, altre volte ci riempie di gioia.
Come ho scritto tempo fa in un’intervista a una stimata collega (Mascia Calcich. Intervsta): l’importante non è la meta ma l’emozione che ci accompagna durante il viaggio!
Anche la relazione della Magic Teacher con i genitori (che subito diventano DinoGentiori) è importantissima.
Ai “dino-genitori” di oggi e di domani (così chiamo coloro che si affidano a me per questo percorso di bilinguismo famigliare) sento di dare un unico consiglio: l’impronta che Voi darete all’apprendimento della seconda lingua, le EMOZIONI che VIVRETE con i Vostri bambini in questo mondo magico e l’impegno che metterete nel fare le attività con loro a casa saranno la chiave e il cuore dell’apprendimento. NON C’E’ APPRENDIMENTO SE NON C’E’ AMORE! Amate Voi per primi questo mondo! Lasciatevi coinvolgere! Tornate bambini ! Fate la differenza tra un corso di lingue e un PERCORSO di VITA BILINGUE! O, perché no, MULTILINGUE … io e la mia bimba visto che abbiamo concluso i 5 livelli in inglese pensiamo già a quale lingua fare ora …
Una mia alunna di 6 anni l’ultimo giorno di corso mi ha detto: “io voglio imparare tutte le lingue di Hocus e Lotus, teacher!”
E se fossero i Vostri bambini a dirvi queste parole? Dategliene l’opportunità!
Venite a Iseo, in provincia di Brescia, a conoscere me e i miei amici Dinocrocs Hocus e Lotus

domenica 18 giugno 2017

Recite, saggi e diplomi. Anche quest'anno ce l'abbiamo fatta!!

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Cari DinoAlunni, DinoGenitori e compagni di letture fonetiche grazie per le grandi avventure ed emozioni che mi avete regalato. È stato un anno molto intenso ed emozionante. Meravigliosi bambini, genitori molto attenti e maestre speciali. Un anno pieno di incontri e per me molto formativo. Lo so che sono io l'insegnante ma so che insegnare significa sempre apprendere, così mi sento di dire grazie a tutti.

Grazie a Mattia che a 4 anni con le marionette di Hocus mi ha raccontato:
Hocus going to the park and see Duck. "Hocus you are not a duck. No, no, no!".
Hocus going to the park and see a frog in the water. Splash. "No, no, no! Hocus you are not a frog".
Hocus going to the park and see a butterfly. "Catch me" "Please wait, not fast"
Hocus going to the park and see Lotus.
"Lotus you are dinocroc. Me too".


Mattia per un sacco di tempo non ha voluto parlare ma ha seguito con estrema attenzione.
Alla fine, ma proprio alla fine, con le marionette e il teatro è riuscito a produrre tanto.
Grazie Mattia sei fortissimo.

I piccoli della materna hanno lavorato tantissimo, pur se con molta vivacità. Sappiamo bene che i bambini se sono troppo concentrati a non muoversi, a non parlare, a stare seduti ... non riescono ad aprirsi all'apprendimento. Certo non è facile, soprattutto per le maestre che li tengono in classe 5 e più ore, ma io, che li tengo un'ora a settimana mi posso permettere di lasciare che si muovono mentre apprendono e i risultati sono ottimi. Dalla bambina che arriva sempre preparata e pronta a cantare e raccontare al bambino vivace che si ribella e mi dice "NO" ma alla fine dell'anno mi urla in faccia tutte le storie mischiate dimostrandomi non solo di aver capito ma anche di essere in grado di riprodurre.
Finiti i format abbiamo giocato al gioco dei mimi e ciascuno di loro è stato capace di esprimere in inglese ciò che io esprimevo con i gesti, anche quando facevo un miscuglio di più storie.
Bravi DinoAlunni!
Brava Ilaria che hai voluto imparare a leggere anche se non era richiesto per te.
Bravi gli altri che hanno voluto provare a leggere anche se non sanno ancora leggere in italiano. Brava Anna per aver fatto da Magic Teacher.
Grazie Rita per averci raccontato la storia nella tua lingua madre, è stato davvero emozionante.
Bravi, bravi,bravi tutti e soprattutto grazie Enka per avermi accompagnato in questo percorso.
Una donna davvero speciale.

Grazie a Micól, Arianna, Emma e Lorenzo per le letture fonetiche e le storie inventate:
There is a rabbit in the lake. Ted is on the boat with frog: "Get out (of) my way". Rabbit shouts: "Help" and frog says: "Goodbye. Look it's a castle". (EP)
Cat zooms far up to the stars. "Now my cat-shet is stuck. I'll call my friend Zip. Hello Zip, my cat-shet is stuck".
"Don't worry. Tadaaaan! Your cat-shet is perfect".
"thnak you". (MP)
Cat and his friend Zip

There's a fish in the park. Pup barks. Pup wakes Princess. "It has a fish pointy fin". His frined scared freeze. (AM)
There is a rabbit in the loose. Ted is on the boat with Frog. "Get out my wayyyyyy" Rabbit shouts "He(l)p" and Frog says "good-bye". Rabbit in the loos is in the castle now. In the castle there are 2 princesss. (LA)
Grazie Marta per averci ospitato tutto l'anno!

Grazie a Piero che si diverte molto di più quando facciamo l'acting out che quando leggiamo o scriviamo ma nonostante tutto alla fine del corso è riuscito a fare un dettato completo con soli tre errori, ha ripropormi la storia di Going on a bear hunt e soprattutto ad inventare un'intera storia di Hocus e Lotus on a bear hunt:
Hocus and Lotus are going to the park. They are going to look for a bear. Oh no a pond! splish splash splish splash [...] 
Non sto a riscriverla tutta perché è molto lunga ma Piero ha saputo ri-raccontare la storia con tanto di acting-out autodidatta e solo a fine corso ho scoperto che lui è un ottimo illustratore.
Direi uno sketcher molto ma molto bravo. Ottimo lavoro Piero!

In particolare grazie alle maestre (non ricordo tutti i nomi ma grazie Daniela, Vania, Tina, Ilaria, Annalisa ... e grazie alla fantastica Grazia)  delle scuole dove ho potuto svolgere le letture fonetiche organizzate per lavorare all'apprendimento della fonetica inglese in vista di una lettura in lingua più capace e consapevole.
I bambini si sono dimostrati tutti estremamente capaci e molto desiderosi di lavorare.
Qualcuno un po' vivace ma nessun vero disturbatore.
Mi sono sentita onorata di poter avere in classe Edoardo (anche se non sempre) e ci tengo a sottolineare che non ha mai disturbato. Ha fatto i suoi interventi a modo suo. Ha camminato nel gruppo quando ho detto Hocus was walking in the park e ha gridato forte quando ho rugito come il leone in A lion hunt ma nessun disturbo.
Sguardi di approvazione dai suoi compagni, tanti sorrisi e una gentile ragazza che gli ha porto la mano e nessuna interruzione della lettura mimata.
Mi ha fatto estremamente piacere vedere i bambini della seconda e della quarta alzarsi e chiedermi di poter leggere e gli alunni della maestra Ilaria (sperando di non essermi sbagliata) voler mettere in scena Ssh! We have a plan. È stata una grande emozione e una immensa condivisione con la loro maestra.

Di tutti ho lasciato anche gli errori perché sono proprio quelli che fanno la differenza nell'apprendimento. Non c'è ansia da perfezionismo ma c'è capacità d inventare per poi essere orgogliosi di quanto fatto e rimettersi a lavoro per migliorare e passo dopo passo, attraverso la buona relazione e la gratificazione, si lavora al miglioramento degli errori e all'approfondimento della lingua. È un lavoro lungo e complesso ma allo stesso tempo bello!
Grazie a tutti e mentre voi godete le meritate vacanze, io mi rimetto a studiare per le proposte di settembre. A presto e intanto, in attesa di leggere presto la storia della Magic Teacher Elisa Baroni, auguro ai miei DinoAlunni buone vacanze.

Silvia


lunedì 12 giugno 2017

NaturalMente: Le sorgenti di acqua in montagna

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Tra una corsa e l'altra in questa vita senza riposo ogni tanto un rallentamento e uno stacco dalla quotidianità ci stanno bene. Sono momenti di condivisione, di riflessione e di apprendimento, se poi si fanno in mezzo a tanta magnifica natura ... sono anche intramontabili.
Tre ore di camminata in famiglia nel sentiero del bosco fino alle sorgenti del fiume con un dislivello di 250mt. Prima che io vi racconti la mia esperienza, vi chiedo di provare ad immaginare cosa un'intera famiglia può imparare in queste tre ore.
Fuori dai problemi, dal rumore, dalla velocità, dalla routine ... cosa impariamo?

                   

Ci troviamo in un'atmosfera rilassante. Verde. Dove il rumore del ruscello e degli uccelli diventano sinfonia. Non dobbiamo sbrigarci e possiamo anche tornare indietro senza arrivare alla meta.
Siamo noi, ciascuno con le sue competenze, ciascuno con le sue difficoltà.
Il più esperto, il più intraprendente, il più pauroso, il più lento.
Riusciamo a distinguere i rumori dei nostri passi e possiamo rallentare e respirare regolarmente.
Sì, perché ci affatichiamo meno se camminiamo lentamente. Un passo dopo l'altro. Senza affannarci. Possiamo osservare le cascatine del ruscello e accorgerci che in un punto scorre lento e in un altro punto velocissimo pur essendo lo stesso corso di acqua.
Osserviamo i fiori e come gli insetti succhiano il nettare.
Ti sei accorto quali alberi crescono in questo bosco? Siamo in alto, siamo a 1600mt di altitudine sul mare e questi alberi crescono proprio qui. Che colore sono? Che forma hanno? Che profumo? Ce ne sono di giganti e di piccolini.
Fiori mai visti prima, per poi scoprire che sono orchidee italianissime, rare e protette. La scarpetta gialla, sembra il titolo di una storia per bambini.






Arrivare ad una sorgente in montagna non è facile, soprattutto per i bimbi. Di solito stanno in posti alti, sgarrupati e scomodi ma proprio questo da l'idea concreta del fatto che la beltà è una conquista dura, faticosa e difficile. Non basta indossare un bel vestito, la bellezza va cercata nel profondo degli occhi e gli sguardi veloci non la vedono.
Mentre camminiamo, ci accorgiamo più profondamente l'uno dell'altro. Anche se siamo una famiglia molto unita, c'è sempre da scoprire nell'altro. C'è chi preferisce stare al caldo sole e chi si sbriga a ripararsi sotto le fronde del bosco. Chi preferisce il sentiero sterrato, chi quello a scaletta tra le radici, chi osserva i fiori e chi gli insetti e chi ne ha paura ma si fa coraggio. Si fa coraggio perché la famiglia si ferma, attende il suo coraggio e tende una mano.

Poco dopo che si cammina ci si sente liberi e il dialogo si fa più aperto e più profondo. Escono i ricordi, i sogni, i segreti, gli scherzi, le paure, le debolezze di grandi e piccini e le mani si stringono più forte. Chissà, forse i figli, che vedono le nostre difficoltà e la nostra fatica ... cominciano ad umanizzare i loro genitori, mitici.
Forse noi genitori vediamo quanto sono piccoli e inesperti ma fortissimi i nostri figli e gli diamo più fiducia, gettiamo via le aspettative, impariamo a rallentare, permettendo loro una crescita più rilassata e serena. In questo mondo frenetico ci si dimentica di rallentare ed è bene fermarci per chiederci:
ha senso trascinarci velocemente una generazione dietro l'altra per sbrigarci ad arrivare alla fine?
Nell'ultima salitona del percorso l'acqua sparisce.
Per un po' non sentiamo nemmeno il rumore.
Poi il terriccio vischioso a scalini diventa un lungo letto di pietre bianche, ghiaione.
Un rumore di acqua torna, non la vediamo ma sappiamo che c'è.
Dunque non esiste solo quello che vediamo!
Finalmente si arriva alla sorgente, più liberi, più leggeri, più allegri e perché no, anche con un po' meno ciccia.
Ci si siede come si può a riprendere fiato e a godere della propria soddisfazione.
È proprio il caso di essere soddisfatti!
A turno ci si avvicina, si osserva l'acqua che spunta dalle rocce:
Scende da quella neve lassù (ghiacciaio) passando dentro la roccia, figooo!
Chi altri può descrivere in questo modo una sorgente se non un bambino curioso e vivace che la osserva per quello che è, accentandola così senza un perché, amandola subito!
A turno la assaggiamo, è freschissima e sembra leggera.



Ha un sapore diverso ma è difficile spiegare il sapore dell'acqua!
Provate!
Eppure ha un altro sapore:
Sembra quella con le bollicine ma è liscia come piace a noi!
Stanchi, sudati, assetati, affamati ... torniamo indietro.
Alla faccia della stanchezza questa volta si corre, si tirano fuori le carte in inglese con i nomi dei fiori e degli insetti per riconoscerli, imparare parole e giocare agli esploratori. Mi sono chiesta cosa può ridare tanta energia ai bambini, che sembravano sfiniti dalla stanchezza di questa scarpinata?
Mi sono risposta che l'energia e la voglia di continuare la generano dalla soddisfazione, dalla gioia della riuscita, dall'apprendimento della scoperta, dal non giudizio, dal piacere della relazione positiva, dall'ambiente circostante pulito e sereno, dalla positività dell'esperienza che proprio per questa sua caratteristica, da loro la forza di produrre (e non trovare) le energie rinnovate per ri-proporla, ovviamente sempre più approfondita e sempre più piacevole.
Per questo non credo nei metodi educativi punitivi, frustranti e rigidi, perché uccidono la voglia di farcela e di apprendere, bloccano la produzione dell'energia vitale, generano paura e rabbia.

lunedì 15 maggio 2017

Magic Teachers. Dalla Toscana, Giselle Pons

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Inizio questa mia intervista con una data:
New York 1933, l'anno in cui nasce Giselle Pons da costumisti franco-armeni.
Questa semplice frase già racconta tanto della nostra fantastica Magic Teacher Giselle Pons. La prima domanda che pongo a Giselle è:
In che modo nel tuo lungo percorso di vita hai sentito di essere una Magic Teacher? In che modo ti sei sentita in armonia e in accordo con il Metodo del Format Narrativo della Professoressa Traute Taeschner?
Sorridente, dolce e determinata, spiega:

La mia infanzia è stata caratterizzata dal trilinguismo e dal teatro, che hanno fortemente influenzato il mio successivo lavoro con la lingua inglese.
Subito mi rendo conto del perché Giselle, a oggi, lavora come Magic Teacher. La sua storia si spiega da sé. Giselle ci racconta:
Devo premettere che già bambina mi ero prefissa due obiettivi:1) Mai fare figli.2) Mai fare l’insegnante.Invece ... mi sono sposata a 20 anni e ho avuto ben 4 figli e 7 nipoti. Ho svolto mille mestieri e ho fatto la mamma. Poi ... avevo più di 40 anni quando ho dato le mie prime lezioni private. Ho iniziato insegnando inglese ad alcuni psicanalisti romani. Una volta che mio marito è andato in pensione ci siamo trasferiti dapprimaad Ansedonia, poi a Canino.A Canino ho iniziato facendo StoryTelling nella scuola primaria e sono poi passata a fare teatro in lingua nelle scuole di Canino, Arlena e Cellere. Con i miei alunni ho fatto spettacoli in inglese con ‘antipasto’ di francese partecipando ai festival teatrali di Bolsena e Grosseto.
Su suggerimento di Grazia Olimpieri, ex insegnante d’inglese e ora dirigente scolastico dell’I.C. di Montalto di Castro, alla fine degli anni ’90 ho seguito il corso di formazione di Hocus e Lotus.
Sembra un romanzo e invece è la storia vera di una persona che tanto ha lavorato nella sua vita e non ha mai smesso di re-inventarsi. Finalmente l'incontro di Giselle con Hocus&Lotus. Domando:
Immagino sia stato subito amore?
Lei spiega sicura:
Il format narrativo mi ha subito incantato perché raccoglieva e confermava tutte le mie esperienze e conoscenze del multi-linguismo ... e del teatro.
La curiosità diventa grande e il mio interesse è attirato come una calamita nel mondo personale di Giselle.
È stato difficile il tuo inserimento come Magic Teacher nelle scuole?
Dapprima, ho insegnato Hocus&Lotus con successo nelle scuole materne e primarie di Canino, Valentano, Montalto di Castro, Grotte di Castro, Acquapendente, Bolsena e a Pitigliano, dove abbiamo fatto un delizioso spettacolo Hocus&Lotus nel Teatro Comunale nel 2001.In seguito, oltre ad insegnare le lingue con Hocus&Lotus, man mano che la mia professionalità cresceva, sono diventata esaminatrice orale per le gamme d’esami dell’Università di Cambridge da Young Learners a Proficiency.Attualmente tengo corsi Cambridge nella scuola media, primaria e liceo di Tarquinia, oltre che nelle scuole primarie di Montalto e Pescia Romana.
Subito ripenso al matrimonio tra la metodologia Hocus&Lotus e i diversi livelli di esami del Trinity College e subito risalta all'occhio che Hocus&Lotus sposa bene l'apprendimento in qualsiasi valutazione o certificazione. Chiedo: 
Vuoi dire che hai abbandonato Hocus&Lotus oppure oggi ancora insegni con il metodo?
Giselle ci spiega come la sua vita sia stata un work in progress costante e tra una metodologia e l'altra abbia sempre portato con sé il Format Narrativo.
Dopo tanti anni, ho ripreso ad insegnare Hocus&Lotus nella scuola materna di Pescia Romana. Avevo dimenticato quanto fosse divertente e stimolante questo straordinario metodo. È una gioia ritrovarmi con deliziosi bambini che assorbono Hocus&Lotus comespugnette!
"Spugnette", la dolcezza con cui parla dei bambini mi fa chiudere gli occhi e ripenso a qualche giorno fa, quando una persona mi ha chiesto: conosci questa Magic Teacher? E io ho risposto che la Magic Teacher è certificata lei deve stare tranquilla perché quello che apprendiamo è proprio l'importanza della relazione sana all'interno di un percorso di apprendimento e dunque i bambini sono in mano sicura. Chiedo ancora:
In che modo l'incontro e re-incontro con il metodo ha cambiato la tua vita?
Soprattutto questa rinnovata DinoEsperienza mi ha fatto riflettere sui problemi con cui i ragazzi italiani si confrontano a tutti i livelli.Purtroppo raramente si prosegue con la metodologia Hocus&Lotus nella scuola primaria, tralasciando l'importanza della pratica nell'apprendimento di una lingua viva e presente.Molto più spesso accade che se chiedi a un bimbo della classe quinta “How old are you?” probabilmente lui risponderà “I’m fine”.E se chiedi “How are you?”, ti risponderà “I’m ten years old”.La comunicazione in inglese è fortemente impedita a causa dai programmi in vigore che non tengono conto dei progressi che hanno fatto la psicologia cognitiva e le neuro-scienze.
La questione assume un carattere serio e propositivo e proprio per la sua lunghissima esperienza nel mondo dell'insegnamento dell'inglese mi sento di chiedere apertamente:
Di cosa non tengono conto i programmi ministeriali secondo te?
Anni fa insegnavo inglese anche alla Università della Terza Età di Orbetello. I miei studenti erano prevalentemente ex professori di scuola. Quelli che trovavano maggiori difficoltà erano i matematici perché non riuscivano a concepire l'anarchia della lingua inglese. Alla fine ho provato a sottoporre loro la prima storia di Hocus&Lotus ed è avvenuto un miracolo: hanno capito ... e insieme a loro anche io ... che l’apprendimento di una lingua non passa sempre per la corteccia frontale. Abbiamo capito che ‘vivere’ la situazione è uno strumento didattico vincente a tutti i livelli per superare le insidie di questa meravigliosa ma folle lingua che è l’inglese.
Non farò altre domande a Giselle, che ancora insegna inglese ai bambini con il Metodo del Format Narrativo, ma terminerò il mio post con una frase, la stessa con la quale l'ho iniziato e lascio a voi sognare di avere la forza e la determinazione di andare avanti sempre, comunque e coraggiosamente:
New York 1933, l'anno in cui nasce Giselle, da costumisti franco-armeni ... e ancora insegna inglese ai bambini!