mercoledì 14 ottobre 2015

Bi/In - Lingua: Le Magic Teachers di Eccellenza Hocus&Lotus. Dal Friuli V. G. Paola Deffendi e Simonetta Pierobon

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All'interno del Progetto che io chiamo Bi/In - Lingua troverete da oggi, ogni mese, un post su Hocus&Lotus.
Hocus&Lotus pone le basi della sua metodologia nella relazione affettiva che si costruisce tra la Magic Teacher e i suoi bambini.
Benché i bambini abbiano bisogno di divertirsi e benché è evidente che divertendosi l'apprendimento è naturalmente piacevole; la relazione affettiva, oltre al metodo e al materiale di qualità, è ciò che permette loro di apprendere bene e rapidamente la lingua straniera.
Proprio per questo motivo, insieme ad Hocus&Lotus e a Giulia, abbiamo deciso di dare risalto al grande lavoro della Magic Teacher andando a conoscerle di persona, leggendo la loro storia, sbirciando tra le loro fotografie, è così che avrete modo di capire fino in fondo che grande lavoro c'è dietro i simpatici Hocus&Lotus, è così che vi spiegherete come mai i vostri bambini vorranno andare a dormire con i peluches di Hocus e di Lotus, ed è così che conoscerete alcune delle insegnanti magiche certificate, presenti nella Rete di Eccellenza di Hocus&Lotus.
A proposito, prima di iniziare le interviste ci tengo a specificare che i peluches e la maglietta non sono gadget, sono il magico mondo che lega i vostri bambini alla lingua inglese (o altra) e vi posso garantire che sono tanto importanti quanto il cartone animato stesso.
Mio figlio, neanche 4 anni, porta sempre con sé Hocus e quando passeggiamo lungo mare (o lungo le rive, come si usa dire da queste parti) lo vedete che si ferma improvvisamente, posiziona Hocus e poi gli racconta:
"Oh Look Hocus, there is a fish over there"
E quando non conosce una parola mi chiede aiuto in italiano, poi torna a parlare con Hocus in inlgese. A voi interpretare.

Ufficialmente intervisterò una Magic Teacher al mese ma comincio subito con una sorpresa. Nel Friuli Venezia Giulia conosco Paola Deffendi, che è anche la mia tutor, e scopro che lei lavora in coppia con Simonetta Pierobon. Signori non posso fare a meno di intervistarle entrambe perché sono entrambe magiche e come si dice a Roma, sono pappa e ciccia (ovvero inscindibili l'una dall'altra). Le intervisto entrambe ma a sorpresa per Paola (che lo legge qui per la prima volta come voi, perdonaci Paola, una sorpresa per te) che troverà le parole di Simonetta solo qui nel post.


Paola Deffendi
Bon, confesso che sono di parte!
Ho deciso di iniziare con le insegnanti più esperte e dal momento che Paola e Simonetta sono anche le mie tutor, comincio con loro.
Paola ha una grinta e una forza davvero coinvolgente, è una delle prime Magic Teacher di Hocus&Lotus Ha iniziato questo percorso qualche anno (poi ci dirà lei) prima di me combattendo prima con la sua stessa reticenza al cambiamento e poi con quella socio-educativa (dirigenza, corpo insegnante e corpo genitori) delle scuole pubbliche. Ha lavorato infine sull'organizzazione al cambiamento, che non è una cosuccia da niente.
Sono sicura che è grazie al suo lavoro che ora per noi Magic Teachers di ultima generazione le cose sono più lineari.

Intanto grazie per rispondere alle mie domande, Paola te la senti di raccontarci come hai superato le tue stesse resistenze al metodo? 
Sono un'appassionata di Hocus&Lotus da lungo tempo! Ho iniziato con una grande occasione di formazione in servizio, divenuta nel tempo un'opportunità di crescita culturale e scientifica continua, sia a livello teorico che a livello relazionale; la sperimentazione ministeriale triennale.
"Le avventure di Hocus&Lotus" alla scuola dell'infanzia statale dal 1997 al 2000, un bellissimo incontro!

Ha avuto un impatto iniziale fortissimo: ero nuova all'insegnamento delle lingue straniere e non avevo neanche mai pensato di poterlo fare, lavoravo in una scuola dell'infanzia statale in cui c'era una forte tensione alla ricerca-azione; all'interrogarsi come team per trovare i collegamenti tra le esperienze e gli aspetti teorici che ci caratterizzavano come identità di scuola.
Incontrare il Fomat Narrativo con la sua struttura e sistematicità mi intrigava, ne coglievo a livello intuitivo le potenzialità per i bambini e le possibilità per gli educatori ma, tra entusiasmo resistenza e desiderio di sperimentarmi, chiedevo:
perché devo mettere la maglietta?
perché è importante la ripetizione?
perché usare quei materiali specifici?
Perché seguire un approccio specifico e non ricercare con un work in progress come ero abituata a fare?
Domande che, a volte, si presentano ancora nei momenti di formazione o durante la presentazione ai genitori.
Bisogna dire che durante la fase iniziale di formazione non tutto appare chiaro e definito, la consapevolezza metodologica si conquista piano piano: ci può essere la tendenza a modificare e/o estendere alcuni aspetti del Format Narrativo, a ricercare attività aggiuntive.
Abbiamo forse paura della ripetitività per paura di perdere la propria identità personale?Ricordiamoci che il Format Narrativo pone al centro la Relazione Umana!
Forse a volte si confonde la libertà di insegnamento con la creatività. 
Ritornando sui miei passi, direi di aver percorso una strada verso l'integrazione di aspetti che possono sembrare tecnici come ad esempio l'utilizzo della gestualità-espressività ma che in realtà permettono di veicolare la lingua sul piano comunicativo-relazionale, integrandoli con il proprio modo di essere, di comunicare, di relazionare ...
Non basta voler insegnare le lingue ma è centrale la consapevolezza dell'importanza del come si insegnano ed apprendono le lingue, per un areale efficacia dell'insegnamento.

Negli anni, le ricerche ed i vari progetti europei ed italiani di Hocus&Lotus hanno svelato sempre più il potenziale dell'approccio educativo innovativo; andando a dettagliarsi sia a livello teorico che a livello di pratica educativa.
La professoressa Taeschner definisce l'approccio come un'Arte, poiché la proposta del Format Narrativo crea una sinergia tra più linguaggi: gestuale visivo e musicale.
Ma allora, mi chiedo oggi, forse sta proprio qui il punto che ci permette coniugare la creatività e la libertà di insegnamento.
Non è facile fotografare Paola cercando di rendere visibile la relazione che si viene a creare tra lei e i suoi alunni, bambini o Magic Teachers in formazione che siano. Nella metodologia di Hocus&Lotus c'è movimento e azione (ricordiamo che anche il parlare è azione), fotografarla nella relazione chiedendole di stare ferma è decisamente difficile, così eccola qua, in relazione, in movimento, con i suoi DinoAlunni:


Paola Deffendi
Paola, quanto è stato difficile sfondare le porte della scuola pubblica e quali sono i miglioramenti che ci hai regalato oggi?
È stato ed è difficilissimo! Di fatto nella scuola pubblica ci sono molte resistenze al cambiamento ... a volte anche solo spostare i tavoli per mettersi in cerchio è un problema. Una doppia sfida mi ha orientato:
Credere nelle direttive europee in norma di bambini e apprendimento delle lingue straniere.
Poi, il miglioramento didattico - metodologico sull'insegnamento delle lingue ai bambini, andando oltre un metodo "tradizionale" non sempre verificato, lontano dalla realtà della lingua viva.
La lingua è trattata come una materia, ma l'apprendimento linguistico è relazione umana, emozione, contesto di vita, dinamismo ... e poi non dimentichiamo che l'apprendimento della nuova lingua non passa per la traduzione!
E chi ha detto che per imparare bisogna essere sempre seri?
Che non si può apprendere con divertimento?
Che non significa limitare l'impegno ma motivare l'impegno!
Nella scuola dell'infanzia dove lavoravo per fortuna ho trovato un contesto disponibile.
Sottolineo che ho iniziato a lavorare con il Format Narrativo all'interno di una sperimentazione ministeriale in tempi dove c'erano ancora poche esperienze di insegnamento della lingua straniera alla scuola dell'infanzia ed in anni ... sembra un secolo fa ... dove non era comune pensare al bilinguismo precoce.
Anche i colleghi mi dicevano:
"Non è meglio che imparino prima bene l'italiano?"
"Perché sei così presa con il progetto?"
La proposta aveva sia incuriosito alcuni docenti, sia irrigidito altri, ma entusiasmava i genitori.
Proprio l'entusiasmo dei genitori e l'apprendimento dei bambini evidente sin dall'inizio mi hanno dato la forza di continuare. Ho organizzato diversi eventi incontri e seminari per diffondere Hocus&Lotus.
Ho continuato a seguire tutte le diverse advetures scientifiche della prof.ssa Traute Taeschner, del gruppo di ricerca dell'Università La Sapienza di Roma e i relativi sviluppi e trasferimenti nella pratica didattica. Ho partecipato alle varie offerte di formazione per formatori, ho operato come formatore nella mia regione, il Friuli Venezia Giulia e in Slovenia per l'apprendimento della lingua italiana. Ma, in primis, dal 1997 ho vissuto il Format Narrativo alla Scuola dell'Infanzia Collodi di Monfalcone (GO), in collaborazione con Simonetta Pierobon con la quale conduco attualmente i corsi di formazione D.I.T.I. in Glotto-didattica Infantile.
Da qualche anno organizzo anche playgroups pomeridiani extra-scolastici.
Oggi lo scenario è diverso, si è sviluppata la ricerca scientifica, si pensi alla neuro-scienza.
C'è, però, ancora bisogno di impegnarsi sul far comprendere alle istituzioni che si deve offrire qualità ai bambini, investire sulle proposte educative.

Mi aggancio qui a Paola per esprimere una preghiera. I bambini passano tante ore dentro l'aula scolastica. Sono felice quando sento maestre che danno spazio alla relazione tra bambini e danno spazio anche al gioco libero che sappiamo essere importante e educativo. Chiedo, però, ai dirigenti scolastici di ricordare che le loro scelte condizionano l'infanzia dei bambini, condizionano quei momenti in cui avrebbero potuto apprendere e amare una materia e invece hanno imparato a desiderare di fuggire e a odiare la materia e la scuola. 
Scegliete materiale di qualità, soprattutto nello studio delle lingue: 
basta flash-cards e canzoncine fine a se stesse e slegate da altro materiale, basta imparare in tre mesi colori, mesi e giorni della settimana. 
Per imparare le lingue ed amarle, come è per la matematica e per la letteratura, sappiamo oggi che le vie sono ben altre e se voi prendete la decisione sbagliata, condizionate lo sviluppo sano e sereno dei bambini, al di là del guadagno economico momentaneo della scuola.
Io ricordo che la mia maestra per insegnarmi la matematica mi faceva fare puntini di tre colori nei quadratini - bon - e ancora puntini e ancora puntini e ancora puntini ... e quanti puntini ho dovuto fare prima che la maestra si sforzasse di trovare una via più entusiasmante e prima che imparasse a cantare i numeri con noi guardandoci negli occhi piuttosto che sedere a correggere i compiti mentre noi eravamo obbligati, a 7 anni, a stare seduti anche un'ora a fare le centinaia in nero, le decine in verde e le unità in rosso. Andata e ritorno fino a 100, poi da 100 a 200, poi da 200 a 300 ... come se per imparare i numeri ci fosse bisogno di scriverli tutti!
Per l'insegnamento delle lingue si usa lo stesso metodo: ripetere i colori, i mesi, i giorni ... il vocabolario, ma un glossario non insegna una lingua.

Hocus&Lotus funziona, lo sa anche la concorrenza che per questo fa una guerra spietata e spesso scorretta. Insegnanti che usano il metodo senza essere certificati, associazioni che lo propongono in silenzio e poi non sanno portarlo avanti e molto altro. 
Paola, qual è la tua proposta di marketing oggi?
Vista la crescente domanda, direi che c'è spazio per tutti. Anche se il genitore, dopo un ciclo di lezioni è in grado di cogliere la differenza delle proposte in base ai risultati dei figli. Ricordo lo stupore dei genitori che raccontavano come i figli alla scuola dell'infanzia aiutavano nei compiti quelli alla primaria! La formazione in glotto-didattica infantile dà un valore unico alla proposta didattica per bambini.
Per quanto riguarda il discorso di marketing nello specifico rimanderei al sito di Hocus & Lotus per capire cosa è la Rete di Eccellenza.

Qual è la soddisfazione più grande nell'essere una Magic Teacher?
Decisamente l'essere partecipi in diretta dell'apprendimento dei bambini!
A volte mi sembra di vedere le loro sinapsi in collegamento e sapere che contribuisco alla motivazione alla lingua straniera. Soddisfazione ... alcune parole chiave: Hocus&Lotus come sfida culturale al bilinguismo, sinergia con genitori e quindi un progetto di genitorialità, sentirmi parte di una comunità che costruisce cultura per i bambini.
Il progetto Hocus&Lotus mi ha offerto una opportunità, continua a sfidarmi, ad entusiasmarmi nel mettermi in gioco con i bambini ed il contesto culturale.

Paola Deffendi
Paola, cosa ti senti di dire a tutti i genitori che cominciano la oro ricerca di un percorso formativo per i loro figli?
Di valutare bene la loro scelta, è facile lasciarsi prendere da un entusiasmo iniziale, si sa le aspettative sui figli spesso sono tante, è forte il desiderio di offrire il meglio ma sono importanti la costanza, la chiarezza della proposta e la sostenibilità nei tempi lunghi. Non bisogna avere fretta di vedere i risultati, in fin dei conti la lingua madre si apprende in diversi anni di esperienze e sentimenti. Con Hocus&Lotus i segnali di avvio all'apprendimento arrivano prima di quello che si pensi!
Soprattutto consiglio di lasciarsi coinvolgere dall'apprendimento-insegnamento delle lingue, anch'esso un modo per stare con i propri figli, ad esempio guardando insieme il cartone, leggendo insieme il libretto o cantando le canzoni in macchina tutti insieme.
Naturalmente va considerato anche come opportunità per gli adulti di imparare, consolidare, rinfrescare la lingua straniera.

Mi piace citare José Saramago [Viaggio in Portogallo, Einaudi, Torino, 1999]:
... tornare sui propri passi ... il viaggiatore ritorna subito.
"Non è vero. Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: non c'è altro da vedere; sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l'inizio di un altro ... "
Prima di lasciarvi, vi presento la collega di una vita di Paola, Simonetta Pierobon. Anche lei Insegnate, Formatrice e appassionata di Hocus&Lotus.

Paola Deffendi e Simonetta Pierobon
 Simonetta, cosa vuol dire lavorare in coppia piuttosto che da soli?
Prima di tutto Paola ed io siamo state colleghe alla stessa scuola dell'infanzia per quasi 30 anni ed abbiamo condiviso insieme al nostro team docente un percorso di formazione in itinere che posso dire non considero personalmente concluso. Abbiamo progettato e realizzato sperimentazioni didattiche e strutturali, partecipando a svariati progetti di innovazione anche proposti dal Ministero della Pubblica Istruzione. Lavorare in team è sempre stata quindi una prerogativa del nostro gruppo docente e così per noi due è stato piuttosto facile trasferire questa modalità collaborativa anche nell'ambito della formazione, pur mantenendo ruoli e attitudini personali e le proprie diversità e facendo proprio di queste diversità un punto di forza. Avendo realizzato nel corso degli anni una vera e propria Comunità d Pratica a Scuola, ci piace pensare che anche una coppia sia una Comunità di Pratica!
Ritengo che lavorare insieme consenta un costante confronto sulle tematiche di studio e sui dubbi che possono sorgere. Permette un ragionamento in parallelo. Arricchisce a livello professionale e relazionale. In particolare in un campo come quello definito da Hocus&Lotus in cui l'aspetto relazione risulta fondamentale per innescare il processo di apprendimento. Avere sempre la possibilità di confrontarsi con qualcuno che sta svolgendo o ha svolto un percorso formativo simile al tuo, consente di condividere non solo le difficoltà ma anche i successi professionali e di avere uno sguardo decentrato sul tuo operato.
Essere in due favorisce un feedback quasi in tempo reale sulla gestione e le esigenze del gruppo in formazione, nella valutazione aiuta a focalizzarsi su parametri oggettivi e il dover confrontarsi, consente infine di dare risposte più ponderate e di più ampio spettro in formazione.

Simonetta ha spiegato perfettamente perché è nata la Rete di Eccellenza delle Magic Teachers, un luogo dove le insegnanti attraverso forum, chat e volendo anche incontri, hanno la possibilità e l'obbligo di fare tavole rotonde affrontando insieme, a livello nazionale e non solo, tematiche e criticità da superare. Questa efficace condivisione in rete delle insegnanti contribuisce, oltre alla certificazione e al materiale di qualità, a garantire ottimi risultati e costanti miglioramenti della struttura metodologica.

Simonetta, ti va di fare pettegolezzi su Paola? 
Raccontarci qualcosa che lei non ci ha detto, un gossip su una collega così dinamica.
Sì, lo posso fare e speriamo possa perdonarmi ma soprattutto che non si vendichi.
Paola ha sempre avuto un'attitudine particolare per le attività teatrali, psicomotorie e mimico-gestuali e nella nostra scuola è sempre stata protagonista indiscussa delle così dette "scenette".
Forte anche di una formazione teatrale giovanile, quando ha iniziato l'attività di Hocus&Lotus è stata sicuramente, in prima battuta, un'insegnante più attrice che magica. Quando ascoltavo il mini-musical  con i suoi gruppi di bambini vedevo nei loro gesti una copia molto efficace delle sue performance mimico-gestuali!
A dispetto di questo, però, i bambini imparavano. E come imparavano!
L'energia e l'entusiasmo che ci metteva, questo creava la Magia.
"In breve è diventata una Magic Teacher per davvero ed i bambini hanno continuato ad imparare moltissimo".
"Peccato per la carriera di attrice!"
Grazie Paola Deffendi e grazie Simonetta Pierobon per esserti prestata a questa sorpresa. Torno il mese prossimo con la prossima Magic Teacher della Rete di Eccellenza Hocus&Lotus.

Silvia Corridoni