lunedì 8 febbraio 2016

I colori di Hervé Tullet

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Per tutti quei bambini che amano toccare i loro libri, mangiarne le pagine rigide, dimostrare la loro forza lanciandoli contro il divano per poi riprenderli e scoprire che il colore delle tende è proprio uguale alla macchia del libro ma ...

Per tutti quei bambini che smettono di amare l'arte appena cominciano a colorare nei bordi e senza poter lasciare un minimo spazietto bianco (come a voler sembrare tutti bravi ... tutti), e che la ritrovano quando possono giocare con le macchie sui fogli bianchi da spandere con le mani, da stampare sull'altra pagina, da indovinare che forma hanno, da inventiamo i colori mischiandoli e ...

Per tutti quei bambini abituati a vedere mostre pittoriche antiche e moderne. Per tutti quei bambini che quando chiedono ai genitori cosa rappresenta, ricevono risposte. Per tutti quei bambini che sognano di diventare pittori al pari del pittore di Gianni Rodari o di Michelangelo o di Picasso, Munch, Miró ...

Per tutti quei bambini che sanno che l'arte raccoglie ed esprime emozioni e così come l'artista si immerge nei colori, l'appassionato si immerge nei quadri e forse le emozioni sono le stesse, e forse no, e forse le sfumature sono diverse e forse ... questa è arte e i bambini la riconoscono là dove sono lasciati liberi di esprimersi attraverso vari linguaggi.





























Ma l'arte è anche regole da conoscere e rispettare per poterle infrangere se necessario, consapevolmente.

Ma l'arte è solitudine e condivisione.

Ma l'arte è amore e mai distruzione. L'arte racconta anche la sua rabbia, per portarla via dal mondo e chi non la sa cogliere sfoga la sua rabbia sugli altri, come se per dimostrare di essere migliori bisogna rendere gli altri peggiori. Perché? È vero il contrario.

Ma l'arte è apprendimento senza frustrazioni, senza bordi ma con regole, senza buchi di bianco da coprire ma spazi da condividere con rispetto; perché la vera arte non è tecnica, è emozione ... e poi si studia la tecnica, forse.

Per tutti questi bambini ... esiste Hervé Tullet.