martedì 22 marzo 2016

NaturalMente. Equinozio di primavera

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Cari bambini mi spiace dirvelo ma la primavera è orami una stagione come le altre.
Il clima cambia e anche il nostro rapporto con la vita, con l'arte e con la natura.
Le relazioni umane cambiano.
L'attenzione ai cicli è cambiata.
L'abbigliamento è comodo ed elegante per tutto l'anno e non importa se piove o c'è il sole, sì perché l'importanza della stagione riguarda il nostro guardaroba e la moda, tutto il resto è noia!

È noia stare fermi 20 minuti al freddo ad attendere quel raggio di sole che apre le porte alla primavera e che si fa chiamare equinozio.
È noia fermarsi davanti una fotografia di un tramonto, davanti al quadro di un tramonto ed emozionarsi, perché sembra che anche fotografare e dipingere abbia accelerato i loro ritmi e forse non si sente più l'odore del sudore dell'artista ma solo la spesa che ha dovuto affrontare.


A voi bambini di tutto il mondo chiedo di non gettare via la natura, di non gettare via l'arte che da sempre la studia e la riproduce per capirla e amarla anche quando è in tempesta.
Chiedete ai vostri genitori di conoscere la natura e anche l'arte, spiegate loro che vi piace crescere, che volete crescere, che siete curiosi e volete imparare, spiegate loro che l'unica cosa della quale non avete bisogno sono le frustrazioni.
Bambini spiegate ai vostri genitori che quello che fate con loro ha più sapore perché li amate e con l'amore si apprende meglio.



Cari bambini, quest'anno l'equinozio di benvenuto alla primavera si è fatto vedere tra il 19 e il 20 marzo.
Ebbene sì, sospetto che quella del 21 marzo sia oramai una data convenzionale e che forse in questo secolo anticipiamo l'entrata della primavera di un giorno, o forse due.
Ma non importa nemmeno questo.

Cari bambini tutti sanno che primavera e autunno entrano con l'equinozio.
L'equinozio è quel giorno che ha esattamente 12 ore di luce e 12 ore di buio.
Ma anche questa è una semi-leggenda perché molto dipende  da dove vi trovate.
Latitudine e longitudine, altezza sul livello del mare, condizioni atmosferiche, tutto ha un senso e un perché.
Anche le date convenzionali o le leggende.

Cari bambini, per noi le stagioni hanno ancora un valore e vogliamo dirlo ai nostri figli e a tutti i bambini del pianeta.
Lo abbiamo detto andando a guardare il primo raggio di sole dell'equinozio di primavera attraversare il Monte Civetta e per fortuna eravamo un bel gruppetto, tanto da diffondere allegria e gioia.
La vita è ciclica e le stagioni sono la rappresentazione più evidente e funzionale della ciclicità della vita.
Non vanno mai perse di vista.
Ricordate?
Ogni stagione ha i suoi colori, i suoi fiori e i suoi frutti ... è importante saperli riconoscere.

Tranquilli bambini, mentono quando vi dicono che la natura sta sparendo e l'uomo la sta distruggendo.
Madre Natura è sempre qua, non muore ma si trasforma. E se non riesce a trasformarsi, né a sopravvivere, chiede l'intervento di uno dei suoi agenti (secondo i casi) un'eruzione, un tornado, un incendio, un fungo velenoso, una piaga mortale ...


... e molto semplicemente si fa spazio.

L'unico vero rischio riguarda l'estinzione degli animali, del genere umano.
Ma, tranquilli, la natura prosegue il suo viaggio di trasformazioni cicliche senza neanche accorgersi di noi.
Conoscere la natura ci aiuta a conoscere la vita, ad amarla, a rispettarla, a seguirla.
Per conoscere la natura e per apprezzare l'arte, siamo andati ad aspettare l'arrivo dell'equinozio di primavera di quest'anno in un posto molto bello: sul Lago di Alleghe, osservando la fessura sulla parete del Monte Civetta in attesa di vedere il fascio di luce della primavera.
Sulle rive di un magico lago ghiacciato a metà.
Abitato dai cigni innamorati.


Cari bambini è stato emozionante attendere l'arrivo del primo raggio di sole dell'equinozio guardando l'imponente parete del Monte Civetta.
Era fresco e noi ci abbracciavamo.
Nell'attesa abbiamo osservato il lungo collo dei cigni e il loro modo di comunicare.
Abbiamo visto la bellezza del lago ghiacciato per metà e del riflesso delle montagna sulla sua superficie acquosa: uno specchio!
Poi, d'improvviso, un brusio e subito dopo il silenzio. Finalmente il raggio di sole è arrivato e in un attimo ha mostrato tutto il suo splendore ...


... e in un attimo è sparito.
Non era l'alba, era già giorno ma l'emozione è stata molto simile ad un'alba.
Avete mai atteso un'alba sul mare o in montagna?
Si va fuori di notte, ci si copre bene bene perché è freddo.
Si aspetta tanto, si ha sonno, si dorme, si chiacchiera, si aspetta, si aspetta, si aspetta ... poi all'improvviso un chiarore, una goccia rosso fuoco nel mare, una luce rossa boreale si riflette sulla cima della montagna (i colori dell'alba e dl tramonto sono gli stessi ma si muovono in senso contrario),  una palla di fuoco che sale, tutto velocissimo, ed è già giorno.


Fa caldo, bisogna spogliarsi, si ha sonno, si ha bisogno di un caffè e magari di dormire un po' ma è subito giorno e quell'attimo è magico, perché proprio in quel momento percepisci la rotazione terrestre, la velocità della vita, il ciclo di ogni respiro ... dura pochissimo!
Tanta immensa attesa per un momento di bellezza, di emozione, di piacere, di rilassamento.
Non è forse questo che ci racconta anche l'arte?
Non è forse questo il senso della vita?

Cari bambini, se non vi hanno mai letto Il Piccolo Principe fatevelo leggere, oppure leggetelo da soli, a noi ce lo ha regalato zia Donatella e per questo la ringraziamo:
Ah! petit prince, j'ai compris, peu à peu, ainsi, ta petite vie mélancolique. Tu n'avais eu longtemps pour distraction que la douceur de couchers de soleil.  J'ai appris ce détail nouveau, le quatrième jour au matin, quand tu m'as dit:
- j'aime bien les couchers de soleil. Allons voir un coucher de soleil ...
- mais il faut attendre ...
- Attendre quoi?
- Attendre que le soleil se couche.
Tu as eu l'air très surpris d'abord, et puis tu as ride toi-même. Et tu m'as dit:
- Je me crois toujours chez moi!
En effet. Quand il est midi aux Etas-Unis, le soleil, Tout le monde le sait, se couche sur la France.
Il suffirait de pouvoir aller en France en une minute pour assister au coucher du soleil.
Malheureusement la France est bien trop éloignée. Mais, sur ta si petite planète, il te suffisait de tirer ta chaise de quelques pas. Et tu regardais le crépuscule chaque fois que tu le désirais ...
- Un jour j'ai vu le soleil se coucher quarante-quatre fois!
Et un peu plus tard tu ajoutais:
- Tu sais ... quand on est tellement triste on aime les couchers de soleil ...
- Le jour de quarante-quatre fois, tu étais donc tellement triste?
Mais le petit prince ne répondit pas.
Chiedo scusa ma non ho la traduzione ufficiale del testo in italiano quindi mi permetto una traduzione maccheronica dal momento che il francese lo parlo molto male, però spero possiate capire il senso di questa citazione in questo passaggio:
Ah! piccolo principe, piano piano, comprendo la tua piccola vita malinconica. Non hai avuto altre distrazioni che la dolcezza del tramonto. Ho colto questo nuovo dettaglio il quarto giorno, al mattino, quando mi hai detto:
- amo molto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto ...
- ma bisogna attendere ...
- attendere che?
- attendere fino a quando il sole tramonta.
All'inizio avevi l'espressione molto sorpresa, poi tu stesso hai sorriso. Mi hai detto:
- penso sempre di essere a casa
In effetti quando è mezzogiorno negli Stati Uniti, tutti sanno che il sole sta tramontando in Francia. Sarebbe sufficiente poter raggiungere la Francia in un minuto per assistere al tramonto. Sfortunatamente la Francia è troppo lontana. Ma sul tuo tanto piccolo pianeta è sufficiente spostare la sedia di qualche passo. Così guardavi il tramonto ogni volta che lo desideravi ...
- un giorno ho visto il tramonto quarantaquattro volte!
Poco dopo hai aggiunto:
- sai ... quando uno è tanto triste ama molto vedere i tramonti ...
- il giorno dei quarantaquattro tramonti, eri così tanto triste?
Ma il piccolo principe non mi ha risposto.



Cari bambini, quante cose in poche parole, rimanete alleati delle vostre sensazioni, non vi lasciate trascinare dalle mie.
Le mie vogliono essere solo attimi di riflessione condivisi che forse possono dare uno spunto, o forse no.
Non importa.
Quello che importa è la condivisione, non la ragione, né la competizione.

In molti mi fanno notare che oltre alla contemplazione della natura, del bello, dell'arte, delle letture e della musica, bisogna accompagnare i bambini nel divertimento, nel lasciarsi andare, osare.
Devo ammettere che questa stessa cosa ce la sta dicendo in queste parole il Piccolo Principe ma io non riesco a volte a distogliere lo sguardo dai tramonti.
Come sempre la verità sta nel mezzo.
Troppo malinconici vs troppo selvaggi.
Ognuno prende la sua via.
In fondo la natura è esperienza estetica travolgente al pari di quanto è selvaggia, osservarla però ti fa capire l'animo umano e la necessità di trovare una giusta via di mezzo, proprio come ci racconta qui l'autore, in questa magica conversazione.
Io ho sempre amato albe e tramonti, ma prima di leggere questo dialogo, tanti anni or sono, non avevo mai compreso appieno il significato della mia malinconia.
Tutto qui.