mercoledì 27 aprile 2016

Questa è Susanna di Jeanne Willis e Tony Ross

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Quanta paura fa il diverso? E poi perché? Se solo capissimo che diverso non significa migliore o peggiore. È stupido sentirsi intelligenti, belli, forti ... migliori se poi si ha la pretesa che gli altri siano tutti uguali a noi, saremmo come gli altri dopo brevissimo e perderemmo la nostra superiorità. Eppure ognuno di noi ha una superiorità diversa dall'altro ed è proprio questo che ci rende tutti speciali, la diversità. Altrimenti siamo tutti uguali e più si cerca di far sentire un altro inferiore e diverso, più gli altri, seppur sorridenti perché individualisti, percepiscono la paura del diverso e si accorgono che questo rende inferiori e non potendosi liberare della propria inferiorità, si diventa aggressivi, cattivi, rabbiosi. Basterebbe sedersi a tavolino, o meglio davanti a uno specchio e chiedersi ma cosa è diverso? Diverso da che poi?
Qualcuno mi dice che in fondo la paura del diverso la mettono i grandi colossi per non creare altre domande di mercato e continuare a vendere i loro prodotti. WOW WOW WOW, davvero i grandi colossi fanno questo? Forse i piccoli colossi fanno questo, è un processo costoso e pericoloso che a lungo andare ti si ritorce contro e i grandi colossi, io credo, lo sanno meglio di noi. Forse a loro conviene osservare le necessità, prepararsi agli ostacoli e cambiare la mira per tempo, costa mOOOlto meno.
Allora forse, anche là dove i grandi colossi sono pronti ad investire nell'energia pulita invece che sul petrolio, poi noi siamo pronti ad usarla? Oppure subito pensiamo "ci stanno fregando, io resto al vecchio petrolio" e dunque dipende anche da noi, non solo da loro (chiedo scusa ho usato l'esempio petrolio ma avrei potuto dire qualunque altra cosa - macchinari tecnico scientifici che vengono dismessi dalla ricerca spaziale e che potrebbero essere reinvestiti in ospedali al posto di spendere per smantellare gli uni e spendere per produrre gli altri / ... ).
Pensiamoci bene, la via della salvezza si chiama proprio immondizia differenziata (e su questo tema tornerò molto presto con un libro davvero ... sincero e puzzolente). La differenziata, che fa schifo a tutti, è proprio ciò che ci salva!
Il riciclo, perché è naturale!
La natura ricicla, non spreca, non sposta masse di materiale per creare degli scompensi, forse i buchi neri tanto temuti nello spazio sono degli scompensi della natura? E a cosa portano? Ma nel bene e nel male la natura va avanti e gli unici a non farcela sono gli animali, tra questi gli uomini.

Ma non voglio andare fuori tema, oggi mi sono svegliata pensando a "Perché il diverso fa paura?" e ho pensato che il diverso è visto come l'ignoto, come ciò che non si conosce e allora fa terrore e non paura. Ma questi due autori, ci mostrano come la diversità non è poi così terribile, che bisogna solo capirla ma non temerla. Ci può stare che di fronte alla diversità ciascuno abbia bisogno di tempo per osservare e capire ma mai giudicare qualcosa solo perché etichettato diverso. Etichettato da chi poi? Da un diverso rispetto a quella cosa/persona ... la mia è filosofia spicciola, la storia di Susanna invece è poesia. Proviamo ad affrontare il diverso partendo dalle similitudini e ci farà meno paura.

  Questa è Susanna di Jeanne Willis & Tony Ross, questi due autori hanno spiegato con una semplicità unica qualcosa che sembra essere molto difficile, per alcuni addirittura impossibile da accettare eppure ci riguarda tutti ed è solo una diversità di forma. Le illustrazioni sono molto semplici e armoniche. Emozioni e azioni si fondono per farci capire quanta voglia di vita, quanto desiderio di ridere, quanta allegria e consapevolezza spensierata. Susanna è una bambina e come tutte le bambine ama ballare, ridere, piangere, è dispettosa, è capricciosa. Susanna è proprio uguale a tutte le altre bambine del mondo. E dal momento che la normalità è un contenitore in cui ognuno è diverso: Susanna è portatrice di handicap ed è esattamente come tutti gli altri.
La normalità è quella cosa che stabilisce che pur essendo noi tutti diversi, pur avendo ciascuno di noi una diversa peculiarità di bellezza e di bruttezza possiamo tutti dire di essere normali, che non deve essere confuso con l'essere normalizzato ad uno standard perfetto e inesistente.
Grazie Susanna di essere normale.