martedì 20 dicembre 2016

Il mare dentro di Luigi Genghi

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E poi d'improvviso ... suona il citofono.
È un corriere, mi porta un pacchetto, cosa sarà? Di chi sarà?
Un libro.
Un libro di poesie ... Il mare dentro ... di Luigi Genghi.
Non ci credo e allora scrivo:
Ciao Luigi ma è proprio tuo il pacchetto?
Lui, come sempre molto scherzoso mi risponde:
No, il libro è tuo, io l'ho solo scritto.
Non avevo tempo per leggerlo subito ma ero felice che qualcuno che conosco da quando sono piccola, qualcuno che ha dovuto faticare per ogni cosa, qualcuno a cui non è mai stato regalato niente sia riuscito a realizzare un sogno. Lo osservo, lo sfoglio velocissima, ci sono delle belle fotografie e poi scopro che anche quelle le ha fatte lui. Le fotografie le riconosco: il mare di Ostia.
Il mare dentro
il titolo mi fa pensare già a un'inquietudine passionale, qualcosa che è dentro di noi e che ha bisogno di uscire per vivere, per lasciarci vivere. Non si può lasciar morire un'emozione dentro di noi o nessuna emozione uscirà mai più. Dunque il titolo mi fa pensare che c'è qualcosa nel cuore di Luigi che ha bisogno di essere detta, di prendere vita, di essere condivisa e l'arte si sa, è curativa. L'arte è uno dei migliori canalizzatori di emozioni, è veicolo di emozioni. L'autore libera le sue e il lettore ne riconosce altre. L'arte è un treno sempre in movimento, anche quando per secoli l'oggetto è immobile, la sua anima è in movimento come un treno che pur senza fermate fa salire e scendere emozioni in continuazione portando in giro per il mondo legami e unità. Umanità.

Il mare dentro ... riconosco Ostia (il litorale romano) ma anche mi torna in mente la Finlandia. Ebbene si, questa è la parte personale della mia interpretazione del libro, quella che può essere anche ridicolizzata ma che appartiene a me e all'incontro con questo libro, con il suo titolo. In Finlandia la persona si ama dentro e questo dentro può essere interpretato come fisicamente dentro e come emotivamente dentro, ma è una lunga storia. In ogni caso questo uno dei miei primi pensieri di fronte al titolo.

Con calma leggo le poesie e scorgo una vena di malinconia, una tristezza che sta uscendo, un pianto e a tratti una felicità ritrovata anche se molto affaticata. Sembra la storia di un amore perduto e il bisogno di piangere che si incontrano. La fisicità che manca e il mare di lacrime che ha lasciato che poi si ritrovano nel piacere. Chiedo in tutti i modi a Luigi di raccontarmi qualcosa del suo libro, di sapere perché e per chi l'ha scritto ma lui è deciso a non rivelarmi il segreto, mi spiega che la poesia è poliedrica, ciascuno trova nella poesia qualcosa di suo, personale e lui preferisce lasciare a ciascuno se stesso. Vuole lasciare la poesia al mondo senza essere invadente. A ciascuno il suo sogno. Riesco a fargli dire che le ha scritte in una immensa solitudine, a volte con le lacrime agli occhi ma in pieno contatto con se stesso e dopo aver dato alla luce il libro, ha ritrovato la gioia e il sorriso che gli era caratteristico. Ho pensato: la sua malinconia è un mare di amore!



La vita è sempre un intreccio con un perché. anche quando non lo vediamo. Venendo qui ho ritrovato un amico di quando ero bambina, anche lui conosceva Luigi. Siamo andati a cenare a casa sua e gli ho mostrato il libro. Pino, così si chiama il nostro amico comune, si è molto emozionato. Ha letto ad alta voce quasi tutte le poesie, qualcuna l'ha voluta leggere sua moglie e qualcuna anche mio marito. Io e Pino parlavamo del passato catturati da questa oceanica malinconia. La malinconia riconduce, si sa, a qualcosa di passato, che non c'è più. Mio marito vive le poesie come un forte conflitto amoroso. Un amore molto fisico che si scontra con un amore intoccabile, forse sognato, forse reale ma irreale. La moglie di Pino trova le poesie molto fisiche e l'autore molto coraggioso nell'esporle. Come un donare se stesso senza pudore.

Poesie che parlano di amore, spesso si pensa che le poesie nascano solo dalle pene di amore. Fotografie che parlano di solitudine: il mare, alberi solitari al vento, fasci di soli, tronchi abbandonati a se stessi. Fotografie in bianco e nero, malinconiche di un passato che non prenderà più colore.

La solitudine di Luigi:
Sto bene qui da solo,senza il suono delle tue ciglia,senza inalare il profumo della tua pelle.[...]
La fisicità delle sue poesie:
[...]Sei stata calda Tu, Amore mio,come il risveglio improvvisodi un vulcano sommerso nell'Oceano.
È stato bello ardere nella lava,toccare i lapilli, bruciarsi il cuore.[...]
Il dolore di Luigi:
Un'Anima dilaniatanon puoi assecondarla,mai seguirla,mai emularla,devi solo accarezzarla,stringerlafino a soffocarla-[...]
I suoi valori sono l'Anima, l'Oceano, l'Amore. Quel Tu maiuscolo mi fa pensare che le poesie abbiano un nome e cognome ... ma tutto questo è quello che vedo io in questo libro, magari voi ci trovate altro e molto di più. Se lo comprate godetevelo senza giudicarlo. Se lo regalate, rispettate il segno di Amore che porta. Buona lettura.