giovedì 16 febbraio 2017

El más rápido de Paula Carbonell (premio Cuatrogatos)

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Qualche tempo fa vi ho parlato di Paula Carbonell, Un día en el mar, un libro dolcissimo, profondo come il mare e leggero come la sua superficie. Un libro che parla di relazione e di amore che, in questo periodo storico, mi sembra il miglior messaggio che si possa passare ai nostri bambini, sperando di costruire per loro un mondo armonico, un mondo dove denaro e guerra non sono i leader della storia, un mondo dove stringere una mano non è segno di debolezza, un mondo dove fare una passeggiata e parlare con un estraneo non è pericoloso. Un sogno. Queste sensazioni semplici eppure così importanti Paula ce le ha raccontate nel suo Un día en le mar e da allora non posso fare a meno di leggerla.
Paula scrive, legge, racconta racconti e storie come le ricorda, come le sente, come le vive e con molta semplicità, professionalità (lei è scrittrice ma anche lavora per la promozione della lettura) e passione. Probabilmente ai miei occhi è questa sua passione che la rende speciale.
Chi mi conosce sa che io sono convinta che le emozioni siano come le malattie esantematiche: contagiose! Proprio per questo tra tante fotografie di libri buttate a destra e manca in cerca di pubblicità e di un po' di denari, io vado cercando chi la lettura la promuove con amore.
Solo così è possibile lasciare un segno, un semino di amore nel cuore dei bambini, un varco nell'animo di genitori che non leggono e ai quali nessuno ha mai letto.
Con molta spontaneità, Paula Carbonell ci racconta che Gallito Pelón in realtà è la sua versione di una vecchia storia valenciana: Medio pollito. Sembra facile raccontare una vecchia storia popolare ma provate a immaginare quante persone e di gran lustro lo hanno fatto.
Un confronto oneroso.
Così, lei le ha studiate quasi tutte e ne ha scritte decine di versioni fino a dar vita a quella che tutti noi conosciamo (spero).
Benché la storia sembri molto più semplice di quella originale i miei figli mi hanno detto
"ben gli sta a questo re ingordo che non sa essere grato, meno male che il pollo aveva imparato tante cose strada facendo".
... e pensare che io avrei dato dell'ingordo al re e non al pollo!
In effetti raccontare una storia che da secoli raccontano i tanti non è facile e la stessa Paula dice:
"No es fácil adaptar un clásico tan revisado. Incluso ahora que ya está hecho y lo pienso despacito ¡soy una incosciente! ¡Cómo se me occurrió versionear uno de los cuentos más contados!" 
"Non è facile adattare un classico tanto raccontato. Tutt'ora che ormai è fatta, a bassa voce penso: sono una incosciente! Non so come mi è venuto in mente di adattare uno dei racconti più raccontati al mondo"
In questa sua versione Paula parla di unione delle forze dell'amore per superare insieme tutti i malanni della terra. Lei stessa adora questo gallo che si mangia l'universo, in questa unione viscerale, soprattutto nelle immagini di  Philip Giordano.
Ma se ci pensate bene raccontare e raccontare e raccontare negli anni, e nei secoli una stessa storia è come creare un museo della nostra stessa evoluzione e le storie man mano che vengono raccontate incamerano qualcosa da ciascuno di noi che le raccontiamo e da ciascun illustratore.
Un percorso evolutivo straordinario.
A tal proposito vi confesso che su internet ho letto che la storia è di origine cilena, poi ho letto che è di origine argentina, poi ho letto che ha origine a Puerto Rico ... Paula mi conferma che lei è valenciana e che da bambina le raccontavano questa storia come tradizionale del loro paese. In ogni caso una bellissima storia che parla proprio di noi e delle nostre origini a questo punto.
Ci ricorda Paula che tutto ciò che incontriamo nella nostra vita, in qualche modo, prima o dopo, ci torna utile, ci aiuta ad andare avanti e a superare ostacoli.
Questa storia la raccontava a lei suo padre quando era piccola, ed è a lui che la dedica. È bello sapere che una storia può creare un legame di amore tanto forte. Anche io vorrei un giorno vedere pubblicate le storie che ho scritto per i miei figli quando a nel dialogo normale ero troppo adulta per aiutarli ma attraverso le fiabe ho saputo raggiungere il loro cuore.
Molto simile al Gallito Pelón, Paula scrive anche El viaje de las mariposas. Un viaggio molto dolce dove si creano legami molto forti e relazioni di amicizia e gratitudine che sono poi quelli che nella vita ti aiutano a superare ogni ostacolo. L'incontro finale delle due farfalle è  quasi un inno all'essere fiducioso e positivo.
In questo periodo sto rivedendo alcune storie di Esopo per dei laboratori (in inglese ma perché no potremmo proporli anche in spagnolo) e devo dire che queste due storie della Carbonell mi ricordano molto Esopo che in fondo se ci pensiamo è un po' il padre di tutte le nostre storie.
Il lavoro e la ricerca di Paula non si fermano. Lei continua ad ascoltare, guardare, odorare la vita le sue storie e le sue emozioni e scrive un'altra storia. Questa volta la storia mi sembra proprio nuova. Una storia bella, coraggiosa, forte, emozionale e ... graffiante.
Un tuffo da un mondo all'altro.
Dal mio al mondo di Dula e dalla fame alla fama. Un libro che per almeno due volte ti lascia a bocca aperta perché il finale va diversamente da come te lo aspettavi. Sto parlando di El más Rápido.
Dula la mattina si alza e allo specchio vede il felino che è in lui, pronto a scattare, concentrato e fiero. Non sempre vince, non sempre mangia. Una gara che porta la corona dello stadio, gli allori del pubblico e subito dopo la puzza del pesce pescato. Tanto pesce ma a Dula serve la pelle del pesce. Gli serve per correre.
Una storia bellissima.
Ancora non l'ho letta ai miei figli ma presto lo farò, voglio leggerla ancora qualche volta per me perché mi lascia la voglia di farcela nella vita ed è bello.
Devo dire anche le illustrazioni di Ester García sono bellissime. Tonde, danno il senso di movimento e di pace. Quasi si sente l'odore del paese di Dula attraverso queste immagini così intense.
Questo libro ha vinto un premio proprio qualche giorno fa. Un premio importante nel mondo ispanico, il Premio Cuatrogatos. Cosa ha significato per lei vincere il premio ve lo lascio leggere dalle sue stesse parole, che danno l'idea dell'amore che mette in questa sua professione:
"Ha sido una emoción muy grande, no me lo esperaba. Hablando un poco antes con la editora, me comentó que en cierta forma los premios son una lotería, que era muy difícil estar ahí porqué se compete con libros maravillosos y le dí la razón; yo siempre digo que creo que gasté todas mis boletas de lotería en salud y que ya me tocó (superé un cancer de mama) y no pensé que me fuera a tocar. Así que fue muy emotivo, es un reconocimiento que da visibilidad a nuestro trabajo y se agradece". 
"È stata una grande emozione che non avrei mai pensato.
Parlavo poco prima con il mio editore e si diceva che in qualche maniera i premi sono come una lotteria, è molto difficile arrivare perché si compete con libri meravigliosi e io ero d'accordo; dico sempre che credo di aver usato tutti i miei biglietti della lotteria fortunata in salute (sono uscita da un cancro al seno) e non avrei pensato di avere ancora un biglietto fortunato. Così mi sono emozionata tantissimo, un riconoscimento importante che da visibilità al nostro lavoro, che si apprezza molto."  
Paula sa che ascoltare racconti sviluppa tante abilità: l'immaginazione, l'empatia, l'auto-ascolto, proprietà di linguaggio, saper cogliere le diverse sfumature dei significati delle parole ma anche la loro musicalità e ciò nonostante lei ritiene di essere fortunata a poter leggere e raccontare ai bambini, perché in questa relazione con i bambini c'è sempre da imparare.
Sono contenta di avere la possibilità di leggere i libri di Paula Carbonell perché si legge l'amore per le sue storie e per la lettura. Paula ringrazia come sempre i bambini dai quali lei apprende tanto e ai quali è molto grata.
Grazie Paula per avermi raccontato un po' di te, sei una scrittrice fantastica.