sabato 29 aprile 2017

Apprendimento tra arte, natura e relazione positiva. Insisto

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Un lungo silenzio dovuto a grandi cambiamenti, ma il silenzio è un po' come il vuoto. Quel vuoto fertile che diventa attesa e maturazione e d'improvviso una lucina si illumina e ti accorgi che il vuoto non era un "niente" ma un "cambiamento antico" tra i cambiamenti recenti, e senti la soddisfazione del lavoro svolto, del sudore, del mal di schiena.
È questo il momento della gratificazione.
Dedico del tempo a questo posto per portare un esempio di come concepisco io l'apprendimento.

L'apprendimento per me, soprattutto in età infantile, passa per l'esperienza e la relazione positiva. Molti di voi danno per scontato questo pensiero ma altri si contrappongono perché credono che l'apprendimento avvenga in un contesto di azione-reazione quasi pavloviana e una memorizzazione forzata e immediata, così ad esempio:

Modello di esperienza e relazione (che chiamerò modello ER altrimenti diventa troppo lungo): Io ho paura dei cani. So che è bene stare attenti ai cani perché potrebbero avere reazioni che noi non ci aspettiamo ma bisogna conoscere e capire i cani per non averne paura e capire quando è il momento di stare attenti. Bisogna condividere questa paura con altre persone e ascoltare la loro esperienza. Così cerco di non passare la paura dei cani ai miei figli (che è molto difficile avendo paura io stessa) ma di fargli capire solo che devono saper osservare i cani e capirli con rispetto e attenzione.

Modello azione-reazione (che chiamerò modello AR): Io ho paura dei cani. Ho avuto una brutta esperienza e quindi so che i cani sono cosa cattiva. Per insegnare al meglio ai miei figli (o proteggerli perché li amo) gli metto subito paura dei cani, così non dovranno penare quello che ho penato io. Ogni volta che un cane si avvicina io gli do una botta, gli racconto una brutta cosa, lo sgrido, lo tiro, cambio strada e inveisco contro i cani. Spaventandosi starà attento e non andrà a cercare i cani.

Per meglio dire in che modo secondo me l'esperienza e la relazione siano il miglior mezzo educativo, vi racconto un aneddoto personale.
Lo scorso anno siamo andati presto la mattina ad Alleghe per vedere l'equinozio di primavera, abbiamo atteso di veder sbucare il primo raggio del sole di primavera da un foro sulla parete rocciosa del Monte Civetta. Siamo andati, come sempre facciamo, con i nostri bambini che sicuramente hanno faticato ad alzarsi così presto per attendere al freddo un raggio di sole.
Nell'attesa, sul lago ghiacciato a metà, c'erano dei cigni bianchi che ci regalavano con i loro lunghi colli delle forme davvero belle.
Un'esperienza emotiva molto intensa e con poche parole, soprattutto perché condivisa in famiglia, con la voglia di stare insieme e di fare insieme. (leggi il post su Equinozio di Primavera e guarda le foto).

Dopo questa esperienza abbiamo fatto altre passeggiate nella natura. Abbiamo giocato agli archeologi spaccando sassi e trovando una paio di "cacchette preistoriche e piccole lische di dinosauri marini" (giuro che è vero). Siamo andati a conoscere gli animali all'interno di meravigliose oasi naturali. Siamo anche andati a guardare e disegnare gli ibis in migrazione dalla Toscana all'Austria, durante la sosta nel Friuli Venezia Giulia. Vi abbiamo trovato anche le cicogne. È tempo di nidi.

                          

                                  


Certo questo Ibis non è poi così bello, ma perché lo vogliono salvare dall'estinzione? In ogni caso ... buon lavoro naturalisti!

Tornando all'apprendimento, disegnare la natura osservandola dal vero è molto divertente e rilassante. Come dico sempre ai miei figli: l'arte è l'azione del creare. Lavorare con materiali e fantasia per creare. Chiunque lo faccia è un artista, a prescindere dal risultato. Poi, di tanto in tanto, un'opera d'arte, che però non è più arte (nel senso di fare) ma è il risultato dell'arte, è ciò che l'arte può arrivare ad esprimere (o a far fare o far sentire) e di solito si chiama opera d'arte quella che diventa e rimane nel tempo una massima espressione di ciò che si può fare attraverso l'arte, è capace di parlare nel silenzio, attraverso la catarsi ... ma questa è un'altra via all'apprendimento e riguarda, sempre a mio modesto e inesperto parere, la crescita di se stessi.
Sedere ad ascoltare e a osservare la natura, può in qualche modo diventare anch'esso un momento di catarsi (ed ecco perché per me arte e natura sono così legate tra loro), ci si perde in essa, nel suo silenzio (ma non esiste il silenzio, parlo del rumoroso e sordo silenzio dalla quotidianità per immergersi nei rumori singoli e educati della natura) e dunque si può danzare la cicogna in amore che batte il becco come una flamenquera e piega il collo come una contorsionista, oppure si può disegnare ciò che si vede, non importa come viene, importa entrare in sintonia.

                                           


Poi si torna alla vita di tutti i giorni e si depositano queste esperienze dentro di noi. Chissà, magari circolano un po' qua e un po' là, poi passa il tempo, si dimenticano e ... no, non si dimenticano, si depositano, nella nostra memoria antica. Quella che ci appartiene e che porteremo sempre con noi. Si depositano in un punto dal quale poterle far riemergere all'occorrenza e l'occorrenza arriva quando meno ce lo aspettiamo. È inutile forzarla.

La routine.
Scuola, casa, sport, cinema, lavoro, pulizie, cene e bla bla bla ... .
Arriva la febbre di stagione per tutti.
Abbiamo passato del tempo a casa a disegnare.
In realtà io non so disegnare, sto apprendendo in modo autonomo seguendo i consigli del manuale di Q.Blake (ancora grazie Mirko per avermi illuminato) ma sono una frana.
Però, mi rilassa molto e dunque lo faccio lo stesso.
Soprattutto quando i bambini stanno male e passano tanto tempo dentro casa, mi applico con loro al disegno.
L'altro giorno, imparavo a disegnare bolle di sapone pensando alle mamme indaffarate e stanche che fanno i salti mortali per stare con i loro figli, a volte anche esagerando. Stanche con lo sguardo fisso nel vuoto .... ho disegnato una mamma distratta che ha fatto talmente tante bolle di sapone per la figlia da non accorgersi che l'hanno portata via. Un disegno stupidissimo, stile bimbetta, fatto in non più di tre minuti. Mi rilassavo in cerca di idee o forse di vuoto.


Mia figlia con la febbre era seduta vicino a me e disegnava nel suo blocco rosa. Io ero distratta e persa nel mio foglio, stanca.
Stanca come la mamma delle bolle di sapone.
Poi, mia figlia mi ha svegliato e mi ha detto:
Guarda mamma ho disegnato anche io quello che hai disegnato tu ma ci ho messo anche mio fratello. Siamo noi, che veniamo trasportati leggeri leggeri in altri mondi tutte le volte che ci leggi un libro in una delle lingue che conosci.
Per varie ragioni non sono stata a spiegare a mia figlia che il mio disegno parlava di altro, ma ho realizzato quanto fosse importante questa condivisione, questa unione, questo abbraccio attraverso il disegno. Io stanca, con mal di ossa e tanto sonno. Lei stanca, con febbre a 39,5 e tanta voglia di coccole. Il fare arte, ciò che ha creato la nostra esperienza, per sempre nostra.


La routine continua.
Siamo andati in giro per uffici per questioni burocratiche molto noiose, soprattutto per i bambini e ... momenti noiosi per i bambini ... una riflessione sull'utilità della noia. Vuoto, attesa, noia ... sono i momenti del niente che, se ben alimentati danno vita alla creatività altrimenti alla distruzione, dipende se sono pieni di rifiuti, castighi, rimproveri o di amore, condivisione e belle esperienze positive all'interno di una relazione accogliente e non frustrante.
E mentre noi discutevamo di cose da adulti, i bambini hanno aperto il blocchetto e chiamato l'arte in loro soccorso.
Non so perché hanno disegnato cigni (primavera appena iniziata, cigni) ... ma ... dove ho già visto questi due cigni?

Li abbiamo visti insieme ad Alleghe, lo scorso anno durante l'equinozio di primavera, ricordate? (leggi il post su Equinozio di Primavera e guarda le foto).

 
Alleghe - marzo 2016


Anch'essa un'esperienza dimenticata, o depositata che è tornata in un momento di noia.

Ho disegnato la primavera
mi ha detto la bambina.


Poi, sempre nell'attesa che noi adulti finissimo il nostro incontro:
giochiamo a stagioni e animali in tutte le lingue?
... e cominciano a nominare cigni e altri animali in più lingue, chi conosce il nome di un animale in più lingue vince.
A pensarci bene, era inevitabile, perché le lingue noi le approcciamo nello stesso modo della natura e dell'arte, attraverso l'esperienza positivo-relazionale.
Non devono sapere tutto adesso e non importa quante parole memorizzano in una settimana. Soprattutto nella memoria breve, perché memorizzare una parola priva della sua esperienza significa ricordarla faticosamente fino a richiesta esaminatrice, per poi poterla finalmente buttare nel cestino insieme alla cartaccia.
Non dimentichiamo che l'importanza della quantità, sta solo nel numero di buone esperienze e non nel numero di parole memorizzate al giorno.
Un'esperienza positiva, di felicità, di amore, di riuscita, di sicurezza alla lunga ti porta dove vuoi andare.
La natura è fonte di vita, idee, colori, emozioni ...