giovedì 11 febbraio 2016

Dire fare baciare lettera testamento di Paola Tinchitella

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Vi presento Paola citando subito uno stralcio del suo nuovo libro. In qualche modo ciascuno di voi si può rivedere in questo stralcio, chi andava male a scuola, chi andava benissimo chi odiava le suore, chi odiava la matematica, chi sapeva di essere bravo e chi si sentiva morire se interrogato. Un momento di vita che, spero, tutti abbiamo passato in una direzione o nell'altra. Attenzione a come Paola descrive la scena, un tocco raffinato. Paola infatti riesce ad usare un vocabolario colto e non volgare mantenendo un registro adatto al contesto, un contesto di ragazzi un po' pelandroni e un po' ribelli che non hanno voglia di studiare. Pur essendo un registro complesso, lei non lo involgarisce mai anzi lo rende prezioso facendolo brillare di un vocabolario consono:

Sentendomi sotto accusa o forse solo in colpa, mi porto istintivamente la mano sul petto, in prossimità della medaglia e sentendo la seta sotto i polpastrelli rammento la sua forma e quel rosso fiammante a spiccare sul bianco immacolato. / Abbasso lo sguardo sentendo le fiamme invadermi il viso. / - Ora la nuova regola per guadagnarsi l'encomio prevede gare a tema, materia per materia. Fate conto che ogni materia sia uno stato da conquistare e che, alla fine di questo Risiko tra i banchi, chi vince si porta a casa la medaglia. / Suor "Giustizia" muove qualche passo tra i banchi e io la vedo già in tenuta da generale in procinto di dare ordini ai suoi soldati, la sua tonaca grigia mi sembra una giubba con tanto di gradi e mostrine, e lei un mostro. Ovviamente i soldati sono i suoi geniacci della matematica. / - Sosterrete una gara al giorno - sorrise -  facendo alternare le materie. Domani gara di matematica, uno di voi si avvicini per pescare i nomi dei quattro selezionati per domani. / È la fine. E il groppo che sento incagliarsi in gola è il segno tangibile di quanto io e i numeri non andiamo d'accordo. / I fili grigi che fuoriescono dal velo di suor Angela suggerendomi il rispetto per gli anziani, non riescono a farmi essere clemente con lei, strabordo di pensieri inopportuni su suo conto imprecando sottovoce. / Non so, mi sento un po' boia e farei volentieri a meno della sua faccia attaccata al collo, come farei a meno di quella di Alessandro Gentile, il mio compagno che con la gentilezza non ha nulla da spartire: ghignando fa il mio nome, Dominici. Dopo Brandi, Terlizzi, Fogazzaro, Gli altri estratti dalla sorte funesta. / Sì, è la fine. / - Bene ci vediamo domani, ragazzi. Vi voglio preparatissimi ... dei Leonardo Da Vinci! / Litigare con l'algebra e la geometria  a suon di macchie di biro, di cancellature profonde come ferite da armi da taglio su quei poveri fogli, così lisi da non ricordarsi nemmeno più di essere usciti a quadretti dalla cartoleria. / [...] /Arrivato in punta di piedi, con il cervello liquefatto, in prossimità della finestra, scavalcando le insidie della corsa a ostacoli tra seni e coseni, teoremi e postulati ... penso che mi occorrerebbe una corda per calarmi incolume da quel secondo piano e l'unica corda di cui dispongo qui è un astrattissimo elemento geometrico, di cui Fogazzaro sta raccontando a stento le possibili applicazioni, proprietà e soluzioni, che a suor Angela fanno venire l'acquolina in bocca e a me il voltastomaco. / Eppure quella corda mi ha salvato. Aver pensato involontariamente a quella corda per fuggire mi salva; una sorta di premonizione che mi guida a cercare nei meandri della mente tutto quello che il libro pensante mi aveva fatto digerire. //
Ma questo è solo un assaggio del libro che è un gioco, forse una follia, forse un modo per scuotere gli animi di chi in questi ultimi anni, in questi ultimi lustri, si è lasciato assopire. Dire Fare Baciare Lettera Testamento, Dire Fare Baciare Lettera Testamento ... un gioco che si ripete, un gioco che ti attrae. Un insieme di storie slegate ma anche collegate tra loro dalla capacità di vedere, assaporare e accettare anche il peggio di se stessi. Leggo e rileggo, rifletto, rileggo e rifleggo sensazioni ed emozioni che vanno e vengono, che tornano e scompaiono. Posso leggere il libro dall'inizio alla fine o viceversa, posso anche partire dal centro. Il risultato non cambia, microstorie che in pochissime righe ti incuriosiscono, ti appassionano, ti fanno vivere intensamente la loro vita e poi ti salutano proprio come non te lo aspettavi. È un libro incredibilmente diverso dagli altri.
Vi regalo piccoli assaggi per farvi vedere la genialità della sua scrittura, ma nessuna citazione, se non il libro per intero, possono spiegare realmente quanto questo libro sia diverso. Forse di questo libro posso dire che è qualcosa di veramente nuovo, nessuno scopiazzamento:

[citazione. Sula gestualità]
Si passò i palmi delle mani sulla fronte e sui capelli, e poi di uovo sulla fronte fino a stropicciare gli occhi o forse la mente, per scacciare via quell'incubo che sembrava non promettere risveglio.
[citazione. sul sentire]
Come sto? Disarmata. Io, così disarmante nei giorni fertili d'amare, ho seppellito armi femminili, mentre tra le mani dovrei stringere punteruoli aguzzi di cinico realismo per conficcarli al centro di questa passione vampira. In questo esatto punto, al centro dei miei seni dove lascio che muoia la notte, tra stragi d'istanti sanguinanti già finiti in un tempo imperfetto. 
[citazione. Sui sensi di colpa]
La cosa incredibile di chi si sente colpevole è che farebbe qualsiasi cosa a favore di qualunque sconosciuto per mettersi l'anima in pace e soprattutto per sentirsi innocente e buono, vittima del fato avverso e di una società ingrata. 
Ho quasi la sensazione di trovare il peggio di me quando leggo il libro di Paola. A volte affogo nel mio peggio senza saperlo e lo riconosco troppo tardi. Leggendo Dire Fare Baciare Lettera Testamento è come se lo toccassi per mano (il mio peggio, attraverso le pagine del libro), un po' mi fa paura ma lo riconosco, lo conosco e so di cosa si tratta, così non ho più paura e forse prima di agire, scelgo.
Ho chiesto a Paola che cosa vuol dire quello che scrive e mi ha detto che in questo libro:
... il mio obiettivo ed il mio sentire quando mi calo nelle storie altrui… e guardo sempre prima il mio intimo, la mia storia personale, e cerco di far uscire la parte oscura dell’umano perché si sceglie un attimo dopo il sentire.