giovedì 11 febbraio 2016

Hansel e Gretel perché mi fanno paura?

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Alessandra Starace del gruppo Leggere Insieme ... Ancora! propone delle illustrazioni di diverse epoche della fiaba di Hansel e Gretel (ve le riporto a fine post) e chiede quale preferiamo. Rispondo io che in realtà non ho mai amato questa fiaba, anzi mi ha sempre terrorizzato. Dal momento che il gruppo di Leggere Insieme ... Ancora! si propone di leggere insieme, diffondere l'amore per la lettura, aiutare i genitori a capire perché leggere con amore ai propri figli e quindi non solo leggere ma anche riflettere, giustamente (o acutamente) mi risponde: benissimo scopriamo insieme perché non ti piace questa storia.
...
I puntini di sospensione qua sopra indicano la pausa che mi sono presa perché alla domanda di Alessandra (grande ispiratrice di riflessioni importanti) mi si è acceso un lumino, è passato Caronte sulla sua canoa con un cartello illuminato in esposizione che diceva: "Giusto, perché questa storia non ti è mai piaciuta? Lo sai? Te lo sei mai chiesto? Sono qui per dirti che questo è un percorso importante da fare, per te e per i tuoi bambini. Cosa c'è in quella storia che non ti piace?" Ho fatto uscire Caronte dalla mia testa che insomma non è mai stato troppo simpatico, sempre con questo ditino puntato sulla coscienza (o sulla consapevolezza?), uffa!!!
Comunque Alessandra Starace e Caronte non mollano e io ho cominciato a pensare:

"la strega è troppo crudele"
"la gabbia mi fa soffocare"
"Il bosco fa paura a tutti i bambini"

e invece no, quello che veramente mi ha fatto paura è stata una lettura un po' animata di quando ero bambina. Le cosiddette letture mimate. Provate ad immaginare una bambina di 6 anni di (ebbene si) 40 anni fa, la bambina è sul lettino che deve fare il riposino, qualcuno arriva e le legge la storia di Hansel e Gretel amplificando la voce della strega e stridendo la voce die bambini che hanno paura. Certo la storia finisce bene ma sapete come funziona, finisce bene ma l'elaborazione dura giorni e giorni di lettura della storia in un bambino e invece no ... la storia finisce bene e ora dormi.
Il giorno dopo, storia nuova e punto finito.
Dopo 40 anni, arriva Alessandra Starace e proponendo le foto di due illustrazioni di epoche diverse, chiede angelicamente: "quale preferite?" il mio cuore subito si anima e d'impulso risponde "Nessuna. Questa storia non mi piace." e Alessandra chiede angelicamente: "perché?"
...
Altra pausa. LA cosa più scioccante è che in realtà il motivo per cui non amo questa fiaba, come molte altre tra cui Pollicino, sta nel fatto che i genitori abbandonano i figli nel bosco. Queso fatto di abbandonare i bambini in un bosco solo perché si è poveri e la giustificazione che essendo poveri è l'unica soluzione alternativa scatena in me un senso di terrore esagerato verso tutti i bambini del mondo, rievoca storie e racconti di bambini del mondo che forse avrebbero voluto morire di fame abbracciati alla madre piuttosto che torturati da altri uomini o mangiati dagli animali, mostra secondo me un senso di egoismo pazzesco e l'idea che per anni bambini di più generazioni abbiano ingoiato questo seme culturale mi da fastidio. Per me una madre che non ama il proprio figlio è follia eppure ... ci sono madri che fanno prostituire i propri bambini, che li vendono, che ... ma non voglio ora entrare in questioni sociali troppo pesanti. Preferisco rimanere su un tono leggero  e ricordare che solo chi cresce con amore riesce a dare amore e quindi a ricevere amore. Per questo leggere con i propri figli e leggere con amore!

A voi le foto di Alessandra dalla pagina facebook di Leggere Insieme ... Ancora!

Illustrazione di Arthur Rackham, 1909
Illustrazione Lorenzo Mattotti, 2010