martedì 8 marzo 2016

Oh, los colores de Jorge Luján

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Ho sempre pensato di essere fortunata potendo leggere libri in varie lingue e di vari autori provenienti da tutte le parti del mondo.
Anche leggere un libro nella sua versione originale e contemporaneamente nella sua traduzione è affascinante.
Visto che in questo periodo raccolgo colori dalla splendida natura che mi circonda, raccolgo colori anche nei racconti del mondo.
Si perché ciascuno ha la sua percezione del mondo ma poi ci sono cose che appartengono a tutti e i colori sono tra queste cose.
Molti di noi alla parola "colori" pensano subito a pastelli, pennelli, pennarelli ... ma pochi si soffermano a pensare che i colori sono il riflesso della natura, così come poche persone pensano che un bambino possa anche ascoltare volentieri una poesia.
Non bisognerebbe mai dimenticare che prima della scrittura le storie, e la storia, si raccontavano in versi, gli anziani raccontavano i versi ai bambini, poi ai giovani e così via. I versi si ricordano meglio, entrano nel cuore, creano immagini senza filtri, immagini uniche e condivise, senza cornici. Senza spiegazioni e senza morale. Creano immagini nostre, personali, esseniali, colorate.
Jorge Luján mette in evidenza questa dicotomia colori - poesia.
Ho letto ¡Oh, los colore! di Jorge Luján (ilustraciones de Piet Grobler, tradución a l'italiano de Teresa Porcella, edito en Italia por Lapis Edizioni) e subito, al nome dei colori in un contesto poetico, mi torna in mente la natura.



Una natura antica, solenne, modificabile ma indistruttibile, regina, bella, silenziosa, energica; come i colori, antichi, solenni, modificabili ma indistruttibili, re, belli, silenziosi, energici.
Ho letto ogni strofa in spagnolo e poi in italiano.
L'immagine del giallo è quella che più mi ha colpito, ma il sole è ciò che io prediligo. Il sole è un fuoco che ci fa ardere dentro e fuori, l'energia che ci fa vivere e volare, l'amore.



La prima domanda che mi hanno fatto i bambini riguarda la traduzione e non i colori, ma sappiamo bene che tradurre non è facile e anch'essa, in quanto arte, passa sempre per una dialettica importante che deve scegliere tra una traduzione di significato e una traduzione di senso.
Già ai tempi di Cicerone si cercava di districare i fili dell'intreccio tra la poetica e la retorica, tra il significato della parola e il senso della frase, e i traduttori romani amavano distinguersi  anche loro per originalità pur mantenendo il significato, o il senso ... ma questa è un'altra storia ed è assai complicata per parlarne qui.

Leggendo l'azzurro:
El azul
está todo arriba,
salvo en unas flores
y en los ojos de María
che nella traduzione italiana riporta:
Sí, l'azzurro
sta tutto in cielo,
salvo che in alcuni fiori
e negli occhi di Consuelo.
Naturalmente qualche bambino mi ha chiesto:
María in italiano diventa Consuelo? Ma anche noi abbiamo un nome in italiano che si chiama Maria!
Allora abbiamo scoperto che Consuelo viene anche da Maria della Consolazione e che a volte c'è bisogno di modificare le parole per dare lo stesso senso e lo stesso ritmo poetico in due lingue.
Perché due lingue di solito appartengono a due storie diverse.
Il senso del libro non è tanto legato al nome quanto ai colori della natura e quindi abbiamo provato insieme varianti alla traduzione.
Chiedo scusa alla traduttrice se mi sono permessa, ma sono sicura apprezzerà la fantasia dei bambini i quali hanno riportato la seguente variazione (grazie alla sua traduzione) e a seguire una strofa totalmente nuova, di una storia da inventare:
L'azzurro
è nel cielo come magia,
salvo che in alcuni fiori
e negli occhi di Maria.

Poi hanno deciso di giocare a lungo con parole e rime e hanno parlato del fatto che viviamo al mare, che anche il mare è azzurro, ma qualcuno ha spiegato essere il riflesso del cielo perché l'acqua non ha colore. È stato poi fatto notare che sull'acqua ci vanno le barche a vela (un po' fuori tema ma ho chiuso un occhio) e quindi hanno iniziato una nuova storia:


Il cielo
è un velo di magia.
È una velata
di barche.
Molto gentilmente l'autore si è reso disponibile per rispondere a qualche domanda. Jorge Luján ci scrive dal Messico, una storia importante la sua e candidato al premio Astrid Lindgreen 2014, occhi diversi con cui guardare il mondo. La prima domanda che gli rivolgo riguarda lo scrivere per bambini. Sappiamo che lei è anche musicista e ci chiediamo se in realtà quando scrive questi versi torna bambino, oppure semplicemente li scrive per se stesso. Gioca con la musica e con i colori e poi li regala anche ai bambini?
(Español) Volver niño, lo haré con mucho gusto ni bien la máquina del tiempo funcione. Por ahora lo que hago es reunir palabras que me gustan con un fin desconocido. En ocasiones, cuando las frases o los versos comienzan a cobrar consistencia, intuyo que también pueden interesar a los niños. Ese es un instante feliz en el que momentáneamente me reconcilio con los límites de mi lenguaje.
(Italiano) Tornare bambino, lo farò con molto piacere non appena la macchina del tempo funzioni. Per il momento riunisco parole che mi piacciono senza alcun fine. In alcune occasioni, frasi e versi cominciano a prendere tono, è quando intuisco che possono interessare anche ai bambini. È un momento felice in cui mi riconcilio con i limiti del mio stesso linguaggio.
Un autore che scrive senza morale, di questi tempi non è facile, ma lui scrive perché si diverte ed è forse per questo che il libro semplicemente ti piace e si deposita nel tuo cuore con un senso di piacere. Mi permetto allora di chiedere all'autore quanto siano importanti per i bambini la poesia, la musica, l'arte. Con molta serenità mi risponde:
(Español) La palabra y la danza tienen una larga historia de paralelismo y complementación. Durante años transité por esos senderos sin vincularlos demasiado, pero ahora disfruto de musicalizar mis poemas. Claro que hay obstáculos que superar, como el hecho de que el ritmo en poesía y en la música generalmente no coinciden, pero tomo estos obstáculos más como desafío que como una imposibilidad.
(Italiano) La parola ha un lungo cammino parallelo e complementare a quello della danza. Per anni ho seguito i sentieri della parola e della musica senza vincolarli l'uno a l'altro, oggi mi diverto a mettere in musica le mie parole, le mie poesie. È chiaro che incontro ostacoli perché poesia e musica tengono ritmi differenti ma semplicemente considero questi ostacoli come sfide e non ostacoli permanenti.
Anche in questa risposta l'autore pizzica la corda del piacere, del divertimento, della voglia di stare bene, di sorridere, di godersi la vita, speriamo che questa stessa sensazione passi a tutti i bambini del mondo.
Davvero grazie all'autore per averci regalato queste parole, ci troviamo alla prossima narrazione poetica (ma anche no) di colori naturali per bambini.