venerdì 17 giugno 2016

Bi/In - Lingua: se il corso è in inglese come può mio figlio seguire se non lo sa?

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Se il corso è tutto in inglese come può mio figlio seguire se non capisce?
Questa la domanda di una mamma che mi chiedeva informazioni sul corso. Una domanda, devo dire, mi ha spiazzato perché la risposta più immediata che è emersa nella mia testa è:
Ma se tuo figlio capisce l'inglese perché lo iscrivi a un corso? 
So anche che questa risposta-domanda, probabilmente, avrebbe dato seguito a una serie di risposte-domande senza soluzione. Così ho riflettuto su questa domanda e ringrazio la mamma che me l'ha posta, perché ho scoperto che sono diverse le mamme che hanno questo dubbio e questa è l'occasione per rispondere a tutte.

È vero, io durante la mia ora di Hocus&Lotus, ma anche durante le Extensive Readings e i laboratori extra che faccio, con i bambini parlo solo inglese e li comprendo solo in inglese, questo perché quando il cerchio si chiude si entra in una dimensione "magica" in cui i bambini sanno che è lo spazio di Hocus, quello in cui i Dinocrocs parlano l'inglese e loro ci tengono a parlare con Hocus e con Lotus.
Dopo le prime due lezioni sono già affezionati ai loro Dinocrocs e più si affezionano, più vogliono apprendere l'inglese.
Inoltre io bandisco competizione e giudizi in modo che non subentrino ansie e non essendo previsto, almeno i primi anni, l'apprendimento della lettura e della scrittura se non per spontanea richiesta del bambino, è facile comprendere come anche il bambino con problemi di dislessia apprende senza indugio e anzi, stimolato dalla sua stessa autostima in crescita, migliora il suo apprendimento anche in altre materie.
Peluches e materiale a casa permette di mantenere un contatto affettivo e relazionale continuo nel tempo, un contatto quotidiano che va a creare anche un migliore conoscenza fonetica e quindi a lavorare sul miglioramento giornaliero della pronuncia.

È vero, io durante la mia ora di Hocus&Lotus con i bambini parlo solo inglese e li comprendo solo in inglese come quando il vostro bambino è nato, voi non vi siete preoccupati se capiva l'italiano mentre dicevate
"questo è un piedino puzzolente"
"quella è la nonnetta bella"
"mangia la pappa amore di mamma" 
Eppure con l'andar del tempo ha capito e appreso.

Il punto è proprio questo, creare una dimensione inglese dove il bambino piano piano, con i suoi tempi, prende confidenza con la lingua, la comincia a capire, a parlare e piano piano a formulare pensieri e frasi indipendenti da quelli che la maestra propone.
I bambini devono apprendere da ciò che faccio e non da ciò che dico, per questo solo il materiale non basta, serve la relazione.
Quante volte avete sentito dire che il bambino non impara da quello che gli dite ma da quello che fate, per questo se voi siete abituati a mangiare mettendo i piedi sulla tavola, è inutile che dite loro di sedere composti perché per loro composti è con i piedi sulla tavola.
Non dico che noi Magic Teacher prendiamo il vostro bambino in braccio, lo dondoliamo e gli cantiamo la ninna nanna in inglese per dormire ma lavoriamo alla nostra relazione con lui cercando di fargli vivere momenti in lingua di serenità, stima, fiducia, verso loro stessi e verso il mondo inglese che vanno ad acquisire.

Naturalmente monitoriamo che non ci siano disagi importanti o situazioni preoccupanti in cui intervenire e così quando il piccolo Giuseppe ha pianto alla separazione di Lotus da Hocus, l'ho abbracciato e tutti i compagni hanno atteso il suo momento di tristezza.
Ho proseguito la lezione e le coccole in inglese, l'ho tenuto in braccio, l'ho calmato, ho modificato la lezione a misura ma tutto in inglese. E lui, con mota tenerezza si è fatto coccolare e calmare e piano piano, con l'aiuto della sua magica mamma, ha ricominciato a ballare e cantare con noi le avventure di Hocus superando magnificamente in inglese e in italiano il suo contatto con la separazione dalla mamma, da questa mamma che fuori lo aspetta con un fratellino piccolo. Ci tengo a precisare che quando il piccolo Giuseppe è entrato in crisi ne abbiamo parlato con sua madre e abbiamo lavorato insieme per aiutarlo, lei a casa, io a lezione e infine io e lei a lezione. Io credo fortemente che la relazione tra un insegnante e i genitori del bambino debba essere di stima e di collaborazione, altrimenti il bambino non sa a chi affidarsi per superare le sue difficoltà ed entra in uno stato di confusione tale da bloccare il suo sviluppo sano.

Non dobbiamo mai dimenticare che l'apprendimento passa per la relazione, anche quando ci sembra di no. Un bambino non è uno scatolone nel quale infilare tutto il sapere del mondo quindi più ci butto dentro meglio è. Un bambino è un essere umano che vuole diventare grande e noi abbiamo il compito di guidarlo e accompagnarlo.
Io credo che mettere in evidenza le qualità sia più fruttuoso che lavorare sulle punizioni. I momenti negativi vanno affrontati come occasioni di apprendimento, in lingua se vogliamo, ma l'apprendimento è sulla consapevolezza di se stessi e non sull'uso delle parole inglesi quando ci si comporta male. Anche perché i bambini non si comportano male, al massimo esprimono un disagio incompreso con comportamenti difficili da gestire e l'adulto, soprattutto se genitore o insegnante o educatore, ha il compito di aiutarlo senza che altri bambini debbano risentirne e senza che lui debba pensare di essere sbagliato, deve solo crescere.

Grazie a questa mamma per aver dato spunto a questa riflessione condivisa.