domenica 15 gennaio 2017

Letture e StoryTelling. La mia storia personale

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Gennaio 2017, inizia un nuovo anno.
Da neanche due anni trasferiti a Trieste, inizia una nuova vita.
Quest'anno prima di tutto voglio mettere insieme i pezzi del puzzle della mia vita passata, di ciò che mi ha portato fino a qui, di ciò che mi ha portato ad essere ciò che sono.
Lo faccio qui con voi perché è da questa condivisione che ho trovato la forza di portare avanti tutto. Perché in fondo anche la mia è una storia.
Una storia tra le storie.
La mia storia, le storie che ho scritto per i miei figli e che alcuni amici hanno illustrato e nessun editore ha mai voluto leggere.
Le storie che ho letto ai bambini in giro per l'Italia: le mie storie, le storie dei grandi autori, storie in italiano, in inglese e in spagnolo.
Le storie che ho fatto costruire ai bambini i sorrisi dei quali sono la mia forza.

A 6 anni ho fatto amicizia con una bambina greca nell'isola di Andros e per alcuni anni ci siamo riviste là ogni estate. Lei era più grande di me e parlava molto bene l'italiano, e suonava molto bene la chitarra.
Mi ha insegnato i numeri e alcune parole in greco che non ho mai più dimenticato.
Mi ha insegnato l'arpeggio alla chitarra sulle basi di Giochi proibiti che non ho mai più dimenticato (anche se sono molto arrugginita e oltre quello non so nulla).
Mi ha insegnato che condividere, scambiare e comunicare è meglio che rubare, copiare e isolare.
Lei ha praticato l'italiano, è venuta in vacanza a Roma ed è entrata nel mio cuore. Il suo nome è Despina e farà parte della mia vita per sempre.

In adolescenza, ho scelto scuole dove potevo imparare un mestiere ma anche le lingue perché parlare con gli altri e capire gli altri mi ha sempre appassionato. Scrivevo storie strampalate per gli amici e, poi, poesie con le persone che conoscevo nel pub dove lavoravo quando facevo l'università.
Per fortuna ho avuto due genitori che mi hanno permesso di vivere.

A 17 anni ho saputo/capito che non avrei mai avuto figli miei.
Ho cancellato dunque questo desiderio dalla mia testa.
Ma i bambini, i viaggi e la comunicazione sono sempre stati nel mio cuore.
Dunque anche quando andavo a Parigi, Londra, Canterbury, Salamanca, Madrid, Barcellona, Cuba se trovavo dei bambini, raccontavo loro storie. In Finlandia mi sono fermata ad insegnare italiano ai bambini e non amando i libri di testo pieni di grammatica, prima della lezione tradizionale raccontavo loro piccole storie e poi chiedevo loro di inventarne altre.

L'università l'ho fatta a Perugia, dove ho incontrato amici meravigliosi e una professoressa magica di nome Yvette. Un nome francese per una professoressa americana in Italia, già questo è un programma.
Lei era decisa ad insegnarci l'inglese oltre che la letteratura e lo fece ad ogni costo.
Lavorava di più e ci sosteneva anche quando eravamo in difficoltà.
Ci ha passato la passione per la letteratura e per la lingua ed è grazie a lei se sono finita in Finlandia.

In Finlandia sono stata benissimo. Ho conosciuto finlandesi, indiani d'America fuggiti dalle riserve, emigranti, altolocati tristi perché chiusi nelle loro gabbie d'oro, professori, baristi, artisti e, nonostante quello che si dica, tanta allegria e voglia di cultura.
E se in Italia ero brava, in Finlandia ho dovuto ricominciare da capo perché loro erano più bravi di me.
I finlandesi sono persone meravigliose, visti i miei sforzi hanno cercato di integrarmi e aiutarmi ad alzare il mio livello professionale, nessuno di loro ha mai cercato di abbassare il mio livello, anzi ... grazie Finlandia per la grande esperienza che mi hai regalato.

In Messico ho sognato tra cenotes e catamarani.
In Egitto tra gli abissi della barriera corallina.
Mio marito mi ha fatto superare la paura degli sci e dei cani.
L'Umbria mi a ha lasciato il desiderio dei boschi.
Roma l'amore per le sculture.
Il mare ... non si può vivere senza il mare.
Trieste .... ma questo è il presente, lo racconto un'altra volta.

A Ostia ho incontrato Stefania e Andrea che hanno voluto credere alla mia idea di raccontare in forma teatrale le storie che tutti ritengono difficili e noiose, in modo divertente e aperto a tutti. Ho portato in scena in quello che allora era conosciuto come Teatro Fara Numé le storie di Nietzsche e di Leopardi e, da non credere, hanno riso tutti, tutto il tempo.
Di questo grazie anche ai ragazzi che hanno voluto prodigarsi con me in questa avventura teatrale sperimentale: Andrea, Fabrizio, Liliana, Francesca, Eslisa, Stefano, Anna ... mia cugina Lara e tutti gli altri.

Ero grande quando ho incontrato la professoressa Traute Taeschner e il suo metodo del Format Narrativo e Giulia che principalmente lavora affinché le Magic Teachers sappiano apprezzare e dare valore loro stesse per prime a ciò che fanno, senza deprezzarsi, tenendo sempre alta l'autostima e la forza di volontà si può arrivare. Questo è quello che le Magic Teachers nel mondo trasmettono ai bambini: passione, desiderio, fiducia, autostima nella lingua che si apprende, anzi con la lingua che si apprende.

I percorsi di studio di counselling e arte teatro terapia mi hanno regalato la passione per il teatro e la considerazione dell'arte nel suo divenire, nel suo movimento, nella sua relazione con se stessi e con il mondo e poi ... qualcuno diventa opera d'arte. Ma un'opera d'arte viene dall'arte e diventa materia di osservazione e di studio di critici e restauratori e professori.
L'arte, per me, è il movimento che crea, che sia un fare arte o che sia l'emozione che hai guardando un'opera d'arte. Grazie a Maria Giovanna Rosati Hansen e al suo metodo teatrale, quello nel quale il teatro è e non recita.
Grazie a Paolo Quattrini e a Oliviero Rossi per avermi portato ad un alto livello di consapevolezza personale e per insegnarmi l'importanza del fare.

A 40 anni sono diventata madre e ancora non ho capito come è stato possibile, avevo rinunciato a questa idea a 17 anni.
Mio marito e io, eravamo pronti per adottare due bambini e mi sono ritrovata incinta. Una bambina prima e un bambino dopo.
Non ero pronta.
Tanti anni prima avevo rimosso questa idea dalla mia testa.
Non ero pronta e che ho fatto?

Un pediatra molto bravo ci ha avviato alla nostra genitorialità, si chiama Federico, ci ha detto che sarebbe andato tutto bene, sempre.
Ci voleva pazienza, amore, attenzione e le fatiche dei genitori attenti.
Ci ha detto di leggere qualche libro e noi lo abbiamo fatto.
È un pediatra che appoggia il progetto Nati per Leggere e io ho preso spunto.

Mia figlia era molto più piccola di un bimbo prematuro e dovevamo stare attenti a non farla ammalare i primi mesi di vita. Lei stava nella sua culla e io non sapendo che fare spesso la cambiavo e le parlavo. Le cantavo canzoni in spagnolo e le leggevo libri in italiano e spagnolo.
Veramente leggevo libri che piacevano a me, ma li leggevo ad alta voce perché avevo notato che se lei mi sentiva leggere stava nella sua culla serena, dormiva, guardava, toccava le mani, i piedini, sorrideva.
La voce della mamma e lo sguardo della mamma e le carezze della mamma sono importanti come il seno della mamma i primi mesi.

Le ho raccontato storie e letto libri che molti sconsiglierebbe mai a quell'età, come il Piccolo Principe.
Ma non importa, le piace, lo riconosce, lo rilegge ... oggi lo comincia a leggere da sola. Ho letto il Piccolo Principe in francese e Storia di una lumaca che voleva conoscere le ragioni della sua lentezza in spagnolo e lei era sempre serena e felice.
Poi è arrivato il fratello, leggevo gli stessi libri. Lui dormiva, stava nella sua culla sereno, si toccava le mani, i piedini, guardava, era sereno.
Lei cominciava a guardare le figure, a girare le pagine con me.
Quando cucinavo lei prendeva il libro e raccontava la storia al fratello e così via ... storie nelle storie, storie inventate e storie vere che si mescolano, che si tramandano.

In fondo la storia dell'uomo comincia con le storie. Prima le storie si narravano ed era importante ci fosse un menestrello che raccontasse e girasse per il mondo raccontando storie e raccogliendo storie. Poi le storie invece di essere portate in giro dai menestrelli, hanno cominciato ad essere portate in giro dalla stampa, dai libri e ora dal digitale.
Gli anziani del villaggio raccontavano le storie ai bambini per tramandare le loro storie e passare i loro saperi e le storie, lo sappiamo, nascono tutte là. Poche storie, pochi elementi che da sempre raccontano il mondo intero. Le storie nel digitali forse sono troppo veloci, non so spiegare ma è come se rendessero il presente già passato e va a finire che il tempo si ferma e non esiste più e allora ... ma no dai, io ho voglia di leggere una storia con calma, con la mia emotività, con il tempo di chiudere il libro e poi sognare.

A spingere queste mie letture e per un breve periodo anche a divulgarlo ad altri genitori tra Roma e Perugia, sono stati anche i seminari online gratuiti di Alessandra che, anche se non lo sa, è stata molto importante per me. Anche lei mi ha aiutato a tenere duro nei momenti difficili.

Ho incontrato Paola che mi ha permesso di leggere agli adulti e anche ai bambini nella splendida Biblioteca del Quarticciolo di Roma e che spero di tornare a trovare ora nella Biblioteca della Pace della borgata Finocchio. Paola non la conoscevo e lei non conosceva me.
Mi sono presentata alla sua biblioteca e lei mi ha detto Prima di tutto voglio sentire come leggi.
Mi ha ascoltato e mi ha detto Si, ce l'hai nel cuore. Arrivano emozioni. Crei relazione e armonia, possiamo provare.
Lei è una donna speciale.

Al B&B Il Querceto in Umbria, Paola e Daniele mi hanno chiesto di organizzare StoryTelling e letture per bambini diverse volte, con piccoli laboratori di arte e passeggiate esperenziali nel boschetto del casale, poi mi hanno chiesto laboratori in inglese.
Sono state esperienze meravigliose e molto ricche oltre che genuine.

Ho attinto dai miei sogni, dalle mie relazioni, dalle mie esperienze, dagli studi portati avanti e senza accorgermene ho dato forma alle mie storie e a quelle degli autori importanti andando a leggerle in giro, ai bambini e agli adulti e questo post vuole essere un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno ascoltato leggere, soprattutto ai bambini che sono il pubblico migliore che una persona possa desiderare.
Ho messo insieme la mia capacità empatica, la mia fantasia, la mia capacità relazionale, la mia passione e i miei studi per le lingue, il mio divertimento nel praticare l'arte per gironzolare scrivendo, leggendo, leggendo in lingua, raccontando in italiano e in lingua, inventando, colorando, creando ... (potrei dire che di me racconta il racconto Dos Palabras di Isabelle Allende, il mio preferito)
La mia storia prosegue con delle fotografie altrimenti diventa un noioso romanzo mal-scritto.
La mia storia prosegue a Trieste, dove spero di rimanere fino alla vecchiaia tra storie, racconti, bambini e molto altro.

Raccontando la Luna e La Terra 

Raccontando Copernico e il Sol 

Momenti di lettura (bambini) per
la giornata del camminare
Villa Borghese - Roma
Momenti di lettura (adulti) per
la giornata del camminare
Villa Pamphili - Roma
                   

Parole tra le note - Letture musicali
presso la Biblioteca del Quarticciolo
di Roma
Letture per bambini presso
la Biblioteca del Quarticciolo di Roma
Le storie d Alice e Giallo Coniglio (mie)

Lettura al kamishibai per i bambini
del B&B Il Querceto
Le storie di Alice e Giallo Coniglio (mie)
Le Farfatine
Passeggiata nel Bosco del Querceto
in cerca di segni di
Farfatine - post lettura

Lab. artistico post lettura
presso il B&B il Querceto





Esposizione finale del laboratorio
(bambini dai 3 agli 8 anni)
             





                 
Lettura di una storia di
Dorella la Balena (mia)
in scuola materna
StoryTelling di
Mr Winter Mood (mia)
presso scuola materna
                   
Lettura in inglese
presso scuola primaria
StoryTelling con Hocus&Lotus
con bambini dai 4 ai 7 anni
                           


Storie raccontate con le ombre
bambini dai 4 ai 7 anni