giovedì 11 febbraio 2016

Madre Terra di Mario Pacchiarotti

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Ci tengo a precisare che un libro è un libro e benché i cartacei sono una meraviglia di sensi perché includono un rapporto magico fatto anche di tatto, di odore, di calore, di stropicciamento e di invecchiamento condiviso (le pieghe di un libro sono come le rughe eleganti o stropicciate sul volto di una donna); un eBook è sempre un libro e se non ha le qualità "umane" dei sensi è comunque economico, accessibile a tutti, sempre pronto, leggero, illuminato al posto giusto e in ogni caso rappresenta la possibilità di un viaggio nella vita.

Un libro è un viaggio nella vita in tutti i sensi, un po' come Babbo Natale, la Befana e i Re Magi che riescono a superare il limite fisico del tempo e ad essere in ogni luogo nello stesso momento. Con un libro si può viaggiare nelle vite altrui e nella propria, nel passato nel presente e nel futuro, al centro della Terra sulla sua superficie o addirittura lasciarla per andare oltre, dove nessuno è mai arrivato. Con i libri si può sconfinare l'orizzonte e suonare l'arpa delle emozioni. Un libro serve a non rimanere ciechi anche quando si vede, sordi anche quando si sente, insensibili anche quando si può provare. Non importa che il libro sia cartaceo o digitale, illustrato oppure scritto. La differenza nel libro la fa l'autore e la sua capacità di esprimersi e naturalmente la fa il lettore. Come tutte le cose, un autore va bene per alcuni lettori e non per altri.

In questo momento della mia vita, sono alla ricerca di calma, silenzio e lentezza. Viviamo in un mondo che ha superato, a mio avviso, la velocità di godimento possibile di un'azione. Corriamo talmente tanto che non siamo più in grado di godere dello scorrere della vita. È come se noi andassimo più veloci dello stesso scorrere della vita e volessimo cercare di raggiungere la "velocità Babbo Natale" per essere sempre e comunque e ovunque nello stesso momento. Ma, siamo sicuri che vogliamo fermare il tempo?

Leggendo il libro di Mario Pacchiarotti - Madre Terra mi sono rilassata. Pur leggendolo in due giorni, mi sono rilassata, quasi fermata. Fermata io e non il tempo. Al nascere di questo pensiero nella mia testa mi sono chiesta "ma che sto pensando? Che vuol dire?".
Ho riso di questo mio sentimento quando sono arrivata al terzo e ultimo dei racconti raccolti in questo volume:  Il Papa Nuovo. Eletto in modo assai improbabile, perché nella mente di qualcuno è arrivato un nuovo nome, un pensiero sconosciuto, la necessità di un cambiamento. Mi sono detta "questo libro mi appartiene, mi serve, mi ha chiamato. Non importa cosa scrive l'autore, importa cosa il libro dice a me. Mi parla al di là delle parole contenute ... ".

Il linguaggio che usa Mario in questo libro è semplice. Leggendo emerge la sua attenta ricerca alle parole e al loro accostamento. Un lettore è sempre grato ad un autore quando questi si sofferma a studiare e ricercare un linguaggio semplice, chiaro e coinvolgente.
Il linguaggio usato da Mario ti prende per mano e ti fa entrare quasi fisicamente nel mondo che descrive. Ti porta a conoscere intimamente ogni personaggio incontrato. Troviamo dialoghi e sussurri, tipici di una lettura e non battute serrate e veloci tipiche di sketch visivi.
Questo trasformare la sensazione di un attimo in un tempo dilungato senza perdere la caratteristica sfuggente di un'emozione, di un pensiero, di uno stato che passa per un secondo nella mente di qualcuno è davvero avvincente. Insomma, uno di quei libri che leggi subito perché proprio non puoi fare a meno di sapere come va a finire, pena l'insonnia!

Antonio aveva ormai superato il Grande
Raccordo Anulare, e stava ora procedendo
sull’Appia. All’incrocio di Capannelle, prese una
strada laterale, che si snodava per le campagne, in
direzione dell’Ardeatina.
La parte sud-est della città aveva subito uno
sviluppo edilizio assai discontinuo, e tratti
pesantemente edificati si affiancavano a grandi
estensioni ancora del tutto vergini, dove antichi
casali di contadini sembravano persi per la
campagna, pur trovandosi in realtà a poca distanza
dal centro storico.
Un sorriso si apre sul mio viso nel leggere queste parole. Quasi riconosco la campagna a tratti abusata da un'edilizia incompetente eppure, io arrivavo dall'altra parte da bambina, in macchina con i miei genitori e mio fratello, cantando canzoncine allegre ... questa non è la descrizione letteraria di uno svincolo del raccordo ma è la descrizione di un ricordo. Mario ha descritto in queste righe un mio ricordo, ma forse anche un suo ricordo? Sarei curiosa di andare a vedere se quel tratto di strada è proprio così o, se piuttosto, non era così in quel tempo in cui Mario lo percorreva e ri-percorreva con la sua mente, nei suoi ricordi. La viva descrizione di un ricordo e non la nota descrittiva di uno svincolo reale. Sottile la differenza perché il ricordo richiama il reale ma in più c'è la presenza nascosta della persona che ricorda. Mario, mi resta difficile scrivere del tuo libro perché sento di non avere le tue capacità letterarie nel rendere un pensiero contorto e difficile, semplice. Chissà che io non lo acquisisca leggendo tanti libri tuoi.
Scapigliati, che per Paola era un punto di
riferimento importante nel percorso di fede,
sembrava provare un arcobaleno di diverse
emozioni. Tra queste, il dubbio pareva manifestarsi
più di frequente. La tempesta di sensazioni che
investiva Antonio appariva a Paola per certi versi
simile, ma ne coglieva una differenza basilare:
Antonio pareva convinto di poter trovare una
soluzione al problema che lo angosciava. Il suo viso,
pur esprimendo dubbio e ricerca, aveva i segni della
determinazione ostinata di chi sa di avere la
risposta a portata di mano. Era un volto
concentrato, il suo, ma sereno.
In effetti, Antonio stava dando la caccia a un
pesciolino d'oro. È così che lui chiamava la sua
straordinaria capacità di risolvere problemi che ad
altri sembravano del tutto impossibili da affrontare
[...] un arcobaleno di diverse emozioni [...] emozioni e arcobaleno, che accostamento: semplice, evidente, a portata di mano.  Un accostamento che ti porta in un mondo fantastico, irreale, magico in un mondo impossibile eppure, così reale.
Fantascienza nella quotidianità dei gesti umani e reali. Un surreale che sembra normalmente possibile.
[...]La tempesta di sensazioni che investiva Antonio [...] poche parole per rendere la potenza dello stato emotivo di un personaggio. Sette parole che non formano nemmeno una frase compiuta per descrivere la potenza di una confusione in movimento che ti attraversa e ti travolge in un attimo, quando nella vita succede l'impossibile.
In effetti, Antonio stava dando la caccia a un pesciolino d'oro. È così che lui chiamava la sua straordinaria capacità di risolvere problemi [...] La caccia a un pesciolino d'oro, una descrizione quasi bambinesca per condurti dentro il vortice dell'umano essere di un uomo capace di contenere nella sua serenità la chiusura di cerchi vitali impossibili che danno un senso ad una normalissima vita.

Un uomo, vedovo di una quasi sorella francescana, falegname, credente in qualcosa di lontano dalla religiosità terrena. Una suora fiduciosa e credente, fedelissima. Un conclave desideroso di eleggere un Papa. Un Papa nuovo. Cicli vitali che si intrecciano tra di loro e che si chiudono tutti nello stesso momento, nelle ultime dieci righe del racconto.

Vi ho parlato di questo racconto ma in realtà il libro raccoglie tre racconti. I primi due molto più vicini tra loro ma tutti e tre hanno in comune la capacità di rendere normale l'impossibile. Tre racconti in qualche modo autobiografici ci dice Mario nell'introduzione. Dal mio punto di vista ogni cosa scritta ha un tocco di autobiografico ma questa è un'altra questione.
Madre Terra, la Strada e Il Papa Nuovo; questi i tre racconti che compongono il libro. Chissà che qualcuno un giorno non voglia raccontarci uno degli altri due.
Nuovo originale elegante e coinvolgente, questi gli aggettivi che mi sento di attribuire ed è proprio per la sua eleganza che scelgo di regalare questo libro digitale a Natale ad alcuni amici.
Mario è la dimostrazione che libro digitale non equivale a pessima qualità solo perché è un self-publishing. Anche nell'editoria digitale e del self-publishing troviamo della qualità, come troviamo della immondizia anche nell'editoria cartacea. Bisogna solo rimboccarsi le maniche, leggere, condividere e farsi una opinione personale.