giovedì 7 aprile 2016

El libro negro de los colores - M. Cottin y R. Faría

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Bologna 2016, The fair Book, una giornata, una sola cortissima intensissima giornata. La prima emozione della quale vi parlo è l'ultima che ho incontrato. Appuntamento per il rientro a Trieste ore 15.40 con le altre ragazze di Nati per Leggere. Sono le 15.25, io mi trovo ancora ai padiglioni degli editori stranieri e carica come un mulo di libri. Mentre camminavo a passo svelto mi cade l'occhio su un titolo:

El libro negro de los colores
Il libro nero dei colori


Qualcuno mi dirà che arrivo tardi, che lo conoscono, che ha già vinto il premio Bologna Ragazzi nel 2007.

Chiedo scusa, io non lo avevo mai visto.  Ma sono fatta così, vi parlo di quello che incontro e di quello che mi colpisce e di solito sono lenta perché ho bisogno di assaporare le cose che mi piacciono, quindi ne parlo solo ora.









Tomás no puede ver los colores.
Estos son para él miles de sabores, olores, sonidos y emociones.
Desde la oscuridad de sus ojos, Tomás nos invita
a descubrir los colores de otra manera.
Tomás non può vedere i colori.
Sono per lui mille sapori, odori, suoni e emozioni.
Dall'oscurità dei suoi occhi, Tomás ci invita
a scoprire i colori in altra maniera
L'abitudine a vedere il mondo per immagini ci sta nascondendo il piacere di usare anche gli altri sensi.
Io sono amante dei sensi e questo libro mi ha emozionato.
Ho chiuso gli occhi e toccato lentamente le illustrazioni e ovviamente non le ho percepite nello stesso modo in cui le ho viste ma ho provato una sensazione magica.
È la magia di entrare in un altra dimensione, la stessa magia di quando cambio lingua e parlo in spagnolo piuttosto che in inglese. Quando cambio lingua, anche io un pochino cambio perché una lingua non è solo un'equivalenza di significati ma porta con sé storie e tradizioni e cultura e abitudini.
La stessa cosa avviene per i nostri sensi.
La magia di affidarmi e fidarmi anche del mio tatto, di me stessa e di capire come il mondo anche in nero possa avere mille sfumature e perché no, vivere di sorrisi.
Poi ho letto il libro a mia figlia.
Non le ho chiesto di toccarlo ma lei ha provato lo stesso e lo ha fatto con gli occhi chiusi, forse perché è come me, forse per imitare Tomás. Poi mi ha detto:
Mamma, in fondo anche un cieco è fortunato può vedere cose che noi non possiamo.
Non solo il libro è di una qualità impagabile, le illustrazioni nere sul nero eppure affascinanti. Il libro, la mia versione,  è scritto in spagnolo (unica tinta di bianco ma molto discreta) e in Braille e come se non bastasse questo, il tutto ha un sapore poetico, dolce, sereno.
Pero si el sol se asoma a ver el agua cayendo, salen todos los colores a pintar un arco iris
Se il sole si affaccia a vedere l'acqua cadere, tutti i colori escon fuori a dipingere l'arcobaleno


Vi ho tradotto pochissime righe di questo magico libro che abbatte le barriere del diverso ma vorrei potervele tradurre tutte perché è meraviglioso.
Lo so, esiste anche la versione italiana, ma io lo amo così, in spagnolo e in braille. Mi piace ascoltarlo ad occhi chiusi e toccarlo. È la magia della lettura condivisa, è bello chiudere gli occhi e affidarsi alla voce di qualcuno che amiamo e che ci porta lontano con una storia. È magia.

Al prossimo libro scovato in fiera
Silvia