domenica 9 ottobre 2016

La piccola Charlotte filmaker di Frank Viva

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 È un po' che ho tra le mani questo libro e ci penso.
Lo trovo diverso, bello, giovane e intenso.
Non conoscevo l'autore e scopro che ho perso un finora un grande autore per mia ignoranza. Peccato, ma sicuramente cercherò di recuperare.
Mi chiedo cosa mi attira tanto.
A me, che il bianco e nero non piace.
Eppure ricordo quando in una notte di ribellione presi in mano un pezzo di vetro e lo colorai per metà blu con uno spicchio di luna giallo e l'altra metà nera, e nella metà nera c'era la silhouette (se così si può dire) di uno dei cantanti che da sempre riesce a rilassarmi: Louis Armostrong.
Appoggiato ad un palo spento a suonare la sua tromba.
Ancora conservo quel pezzo di vetro e ancora sento uscire da lì le note della sua calda tromba.

Continuo a chiedermi cosa c'è in questo libro che mi attira tanto e un giorno mio figlio mi dice:
"Mamma mia questa Charlotte ridipingerà tutto il mondo in bianco e nero, perché così lo vede lei, forte mamma!"
... rifletto ...
"È proprio vero che i bambini ne sanno sempre più di noi!"
È la sua capacità di vedere il mondo diversamente e la sua difficoltà di accettare che nessun altro bambino vede il mondo come lei. A tratti si sente sola, non capita.
Ed è in questa storia fatta di illustrazioni dinamiche, veloci e immediate che leggo, almeno io, la voglia di libertà di essere se stessi, semplicemente così come siamo, senza nasconderci e senza giudizi. La voglia di esprimere qualcosa che nasce dal nostro vissuto e dalla nostra emotività e non qualcosa che rispecchia esattamente ciò che la critica dell'arte comanda. In fondo la critica dell'arte deve venire dopo l'arte, altrimenti non ha senso e noi non dobbiamo essere come ci comandano o l'arte muore.

Un libro nuovo per me.
La piccola Charlotte ama fare riprese in bianco e nero e nonostante lo scuro, lei ha le idee molto chiare su cosa le piace.
Il suo gatto di nome Macchia è il più fotografato e anche il suo amico inseparabile. Gli altri compagni non amano il suo gioco, non lo capiscono. A tratti si sente sola, non capita.
Poi un giorno arriva al MoMA (Museo d'Arte Moderna di New York) e conosce Ms. Scarlet. Diventano subito amiche e lei scopre le tecniche di luce e di ripresa dei primi del 900.
La piccola Charlotte è un'artista e gli artisti si sa, vedono il mondo diversamente.

Devo confessare che questa volta ci ho messo un po' a comprendere il senso del libro eppure mi piaceva e lo leggevo di continuo. Forse perché esce dagli schemi tradizionali in cui tutto ha bisogno di spiegazioni.
Una storia, un pezzetto di vita vera e dinamica per aprire una finestra sulle tecniche di ripresa (o meglio dovrei dire di animazione) dei primi del '900.

Il linguaggio di una bambina che vorrebbe risucchiare tutti i colori del mondo con una cannuccia perché le fanno venire il mal di testa. Un maestro che cerca di insegnarle che bianco e nero non sono colori ma opposti, ma rimangono i suoi colori preferiti. Un legame affettivo, ogni venerdì sera i genitori la portano a vedere vecchi film in bianco e nero al cinema e si sa, qualcosa che si fa da piccoli con mamma e papà e con piacere, resta nel cuore.

Un invito a dedicarsi ai propri figli anche rispetto al mondo dell'arte? Molto bello, nuovo, dinamico e intenso e ogni volta che lo rileggete trovate qualcosa di diverso, anche se il libro è sempre quello.
Grazie