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mercoledì 13 aprile 2016

La finestra viola di Fuad Aziz

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Torno su Artebambini e questo suo magico modo di introdurre i bambini all'arte, nonché alla lettura, nonché alla voglia di cultura, nonché alla curiosità, alla scoperta, all'immaginazione.
A mio avviso (di mamma - blogger - traduttrice e lettrice ma non di esperta di letteratura per l'infanzia) loro operano in modo sicuramente divertente ma non è questo che li rende vincenti, piuttosto è la semplicità con cui le illustrazioni arrivano al cuore accompagnate da poche parole e tutto in contesto evocativo.
Sembra facile dire illustrazioni e parole evocative, ma vi assicuro che è un'impresa molto raffinata e richiede tempo, perfezione ed esperienza.

Con questo libro io ho affrontato un profondo viaggio da continente a continente attraverso il mare, un profondo viaggio nella vita. Vite diverse in continenti diversi con tradizioni diverse ma una cosa queste due vite ce l'hanno: l'arte.
Come se un quadro mettesse in risalto punti luce che creano unione e condivisione e non separazione, competizione e astio. L'arte permette a tutti di sognare.
L'arte non crea mai guerre, forse fanno la guerra per il valore economico di un quadro ma non per la sua arte.
Questa è la storia di due amici.
Adama è un bambino africano. Giulio è un bambino italiano
e ha conosciuto Adama durante il suo ultimo viaggio
in Africa.
Poche parole che mettono dei confini, anzi li buttano giù e attraversano un mare intiero e subito con la mente navigo verso i luoghi della condivisione e dell'integrazione se non fosse che ad un certo punto inciampo in una frase che mi ricorda qualcosa, ma che non riesco ad individuare:
Io abito su una collina che guarda il mare. La mia casa e quelle vicine sono colorate ognuna di un colore diverso dall'altro. [...] Ogni pescatore in questo modo, può vedere la sua casa dal mare e riconoscerla da lontano.
Ecco il momento evocativo. Mi ricorda forse quando da bambina andavo in vacanza con la mia famiglia e con gli amici in Grecia, dormivamo nelle case dei pescatori che guardavano il mare. Erano tutte bianche ma ciascuna aveva un particolare così che i loro padri potessero da lontano riconoscere la loro casa e tornare presto. Forse mi ricorda altro, non so.
La mia mente cerca, c'è qualcosa che bussa alle porte della mia mente ma sfugge alla mia consapevolezza, non riesco ad afferrarlo.
Dunque, dicevo un'amicizia tra due continenti separati da un grande mare, era un oceano? Ma no solo il mare ... un mare di pescatori.
Mamma ma chi potrebbe colorare le pareti di tutte le case di un villaggio?
Già, chi potrebbe colorare in un villaggio ogni casa di un colore diverso?
Io ne conosco di villaggi di pescatori e le case mi sembrano molto discrete ed omogenee, eppure ... rimugino.

Affronto una seconda volta questa lettura-viaggio che mi porta lontano ma anche vicino ed è lo stesso autore ad un certo punto a far luce sui miei pensieri:
Ho visto la foto di un quadro bellissimo e che credo che il pittore che lo ha dipinto si chiami ....
Ecco, questo libro è per me una poetica introduzione ad un dipinto e così dopo averlo letto e riletto ai miei figli, fintanto che hanno voluto ascoltare questa storia, ho preso la foto del dipinto e subito lo hanno riconosciuto e si sono immersi in mille racconti.
Ma questo è il mio modo di leggere questo libro e poi c'è, una bellissima storia di amicizia. Un'amicizia che in qualche modo vuole assecondare i sogni della persona a cui si vuole bene senza chiedere grazie né gloria. Sogni che si realizzano grazie alla magia dell'arte, ad una finestra viola dipinta sulla parete di una casa di pescatore.
C'è l'intuizione della vita africana e della vita italiana.
C'è un linguaggio condiviso che è quello dei colori.
Ma la meraviglia nasce e rimane a bocca aperta quando ci si rende conto che si può leggere questa storia guardando le illustrazioni e senza sapere nulla di Africa, Italia, poetica, retorica, critica, testo, contesto e via dicendo ... perché queste illustrazioni sono dei quadri nei quali ci si può immergere e perdere.

mercoledì 6 aprile 2016

FB2016. Emozioni in Fiera di Bologna 2016

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Sono rientrata a casa dalla fiera di Bologna intorno all'ora di cena carica di libri e di emozioni, purtroppo non tutte positive ma sicuramente positive sono state le emozioni nate dagli incontri con autori e editori. Piano piano ringrazierò tutti gli editori che hanno passato del tempo prezioso con me illustrandomi i loro libri.
Ho trovato dei libri davvero belli.
Alcuni sorprendenti.
Nei prossimi mesi piano piano, insieme al bilinguismo e a Hocus&Lotus, vi mostrerò le meraviglie scovate in Fiera.
Intanto grazie ad Antonella (Nati per Leggere e Biblioteca Quarantotti Gambini) e a Giuliana (Nati per Leggere) per averci permesso di arrivare in fiera.

Come potete immaginare dal post che ho lasciato ieri sera (leggi il post su Fuad Aziz), è stato quello con l'editore Artebambini e l'autore Fuad Aziz. Fuad ci ha raccontato la sua storia e guardando le immagini del post precedente e quelle di questo post potete capire perché gli ho chiesto se il bambino/ragazzo dei suoi libri, sempre in contatto con gli uccelli, con il volare e con i colori non sia per caso lui bambino/ragazzo e la sua voglia di volare liberamente e di poter dipingere il mondo con altri colori.
Fuad ci ha raccontato la sua storia di ragazzo iracheno che voleva cambiare il mondo della guerra:
... Cosa posso fare per cambiare il mondo? Cambiare il mondo è una parola molto grande.
Come posso collaborare a cambiare il mondo? Ma ancora è un pensiero troppo grande.
Cosa posso fare nel mio piccolo? Posso usare la mia arte per raccontare il mondo ai bambini, un mondo ai confini tra fantasia e realtà. Un mondo dove i bambini non vivono/vedono la guerra ma vivono/vedono storie, colori, armonia. I bambini che leggono, a differenza di quelli che crescono nella guerra, non diventano artisti ma diventano persone grandi con desideri positivi.
Ci ha raccontato che lui viene dal paese dei racconti di mille e una notte, è vissuto insieme alle storie raccontate loro dal nonno. All'epoca non vedevamo l'ora che arrivasse la sera per poter ascoltare le storie di nonno. Arrivava con un librone del quale allora non capivo il valore.
All'epoca non c'era la bella carta di oggi e la stampa digitale e i libri erano dipinti a mano così per girare le pagine ci si aiutava col coltellone da cucina di nonna ...
L'editore stesso ha letto le sue storie al Kamishibai e ricordo qualche anno fa, quando mi decisi a provare questo strumento di lettura, mi ha subito affascinato e devo dire anche i bambini lo adorano e così io che cominciavo a scoprire il mondo della lettura condivisa, Artebambini che mi ha aiutato a scoprirlo, Fuad Aziz con le sue meravigliose storie ...


Poi ho incontrato Isabella Paglia e Sonia Maria Luce Possentini e il loro delicatissimo Il sogno di Youssef edito CameloZampa, un libro che in modo molto, ma molto, delicato racconta una storia terribilmente dura. Devo dire brave perché è davvero difficile essere così dolci e delicati su un argomento così tanto devastante. Ma anche di questo vi parlerò presto.


È qui che una mano ha bussato sulla mia spalla, era quella di Livia Rocchi, compagna di nottate e corsi di letteratura infantile e scopro che anche lei ha pubblicato un libro. A presto Livia, alle nostre notti brave di intenso studio. 

Poi l'abbraccio di Arianna Papini con il suo La quaglia e il sasso, edito da Carthusia. Come sempre sorridente, incoraggiante e molto accogliente. Ricordo ancora una giorno in cui ci stavamo scambiando messaggi su un suo libro e lei ad un certo punto mi dice:
ma io dalle foto ho visto che anche tu disegni, non smettere mai perché questa è la via, crederci.
Mi sono chiesta come potesse pensare una cosa simile di me. Oggi mi ha detto:
ma io lo penso ancora, disegnare è amore, passione, è vivere bene e anche tu devi farlo.
Grazie Arianna e Grazie Carthusia che si è dimostrato un editore davvero al passo.
E con questo brevissimo assaggio di incontri emozionanti vi do la buonanotte perché mi si chiudono gli occhi pieni di racconti, incontri, emozioni e abbracci ma presto vi racconto di alcuni libri bellissimi che ho scoperto, un paio in particolare hanno subito lasciato il segno nel mio cuore e poi l'editore nicaraguense, i racconti costaricensi ... buoni sogni a tutti.

martedì 5 aprile 2016

I colori di Fuad Aziz

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Il primo libro che ho letto di Fuad Aziz è stato Il mio colore. Dunque già il titolo, un po' come Nero è bello, ci racconta che l'autore (iracheno) narra i colori della vita e ne svela le sfumature.
Il libro è piaciuto molto a me e anche ai miei figli, tanto che ho comprato la versione in Kamishibai e sono andata da amici a leggerlo ai loro figli.
Tutti lo hanno apprezzato e tutti hanno voluto ridisegnare i colori liberamente.
Ecco, forse è di questo che l'autore parla: espressione libera.

Poi si sa, i bambini amano i colori, amano guardarli, amano dipingerli, amano scarabbocchiarli e scoprirli nella natura e allora ... tutto forse comincia da lì, dai colori.

Quattro corvi neri volano fino al saggio gufo ed espongono i loro desideri.

Ogni desiderio ha un colore, e una soluzione naturale. Si parla di libertà, non a caso vediamo uccelli che volano nel tramonto, sul mare, su un campo di grano, su ... ma che sapore hanno questi paesaggi naturali a volte distanti da noi, ma vitali? Un tramonto che si rispetti di solito è rosso, il mare lo sappiamo tutti è azzurro, l'azzurro più potente del mondo e il campo di grano per forza giallo o son dolori. Colori, voli e libertà si fondono e ... e poi c'è Nerone, il corvo che ama essere se stesso e scoprire il mondo, così com'è.
Più avanti ho scoperto dello stesso autore Ballerina Colorata e non ho potuto resistere, mi sono detta: colori e ali sono il suo tratto di libertà e ho pensato a me stessa sofferente affacciata ad una finestra che vede altri palazzi, felice quando dalla finestra vedo il rosso tramonto che si immerge nel mare blu. Ognuno ha il suo tratto. Ballerina colorata è un libro molto interessante, metà parlato e metà silenzioso.

Una narrazione, poi alcune pagine illustrate, silenziose, poi di nuovo la narrazione. I due stili si intrecciano e raccontano la stessa storia. Entrambe con una dolcezza estrema: le parole sono più terrene, le illustrazioni rispondono ai sogni, sono eteree. Bello, bello, bello. Libertà ma anche responsabilità e doveri. Sogni e realtà.
Scopro poi un altro libro di Fuad Aziz che parla di ali e colori. Si intitola Arancione, è la storia di un bambino e di un uccellino che diventano amici e l'uccellino cambia colore e canta per il suo amico fino a che il re presuntuoso e cattivo se lo porta via, in gabbia tutto per sé.

Anche in questa storia parliamo di libertà, di diritti, di doveri e di amore ma, non so perché, questo libro l'ho preferito meno. Ho sorriso perché in tutti questi colori ci ho rivisto spesso la storia di Piccolo Blu e Piccolo Giallo di Leo Lionni e quando ho letto:
Il bambino cominciò a parlare al piccolo Giallo ...
Ho sorriso.
Sicuramente è una mia fantasia questo legame, come anche il legame che ci vedo con la storia di Tico, l'uccello dalle ali dorate.

Buoni colori a tutti.