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lunedì 24 agosto 2020

Scuola, genitori e alternative ai tempi del COVID-19

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Dopo tanto tempo torno a confidare i miei pensieri sul mio blog LeggiCON. 
In questi ultimi anni ho riflettuto a lungo sulla questione apprendimento, scuola, socializzazione, mode e malattie del secolo. È uno degli argomenti che condividiamo più spesso mio marito e io la sera quando i bambini dormono e tutto tace. 
Siamo giunti alla conclusione che siamo entrati in un punto di svolta, per citare Fritjof Capra. Un momento storico che presto, se la Terra non ci abbandona, entrerà nei libri di storia come "rivoluzione".

Da anni oramai ci si chiede perché sprecare ancora tempo e materiali inquinanti quando si può lavorare da casa, si può studiare da casa, si può mettere in rete fisco con agenzia delle entrate con datori di lavoro pubblici e privati e gli incroci permetterebbero di controllare l'evasione fiscale; così come renderebbero meno personali i giudizi di maestri e professori pur permettendo loro di personalizzare il programma (che invece sembra sempre più standard); gli ospedali potrebbero essere in rete per dibattere delle malattie e delle medicine e soprattutto della prevenzione; i giornalisti potrebbero citare le fonti nei loro articoli e le fonti essere a disposizione di tutti ... ma questo è niente. 

Sembra che il digitale tolga lavoro alle persone e tutti dovranno morire di fame, e la popolazione mondiale sia destinata a morire molto presto. Una catastrofe atomica, accompagnata da malattie inguaribili,  dalla calotta polare che si scioglie, dal mare che si innalza, dalle foreste che scompaiono ... sicuramente un periodino difficile in cui per fortuna molti di noi hanno mantenuto una vena artistica con cui salvarsi. 
Ma proviamo a pensare che ce la faremo, che una possibilità c'è, che non è tutto perduto e che magari si può lavorare meno e avere più tempo libero e lavorare in più persone, magari da casa lavoriamo incontrandoci due volte la settimana ma abbiamo più tempo per socializzare e rendere il posto in cui viviamo migliore. Lo abbiamo fatto e funziona.

Soffermo il mio pensiero sul cambiamento mondiale che stiamo vivendo e sulla scuola, mi limito ad osservare e a pensare a questa istituzione che per tanti lustri, a fatica, ha tirato fuori l'Italia dall'analfabetismo e che ora, se non le permettono di rinnovarsi, rischia di colare a picco. 

Il vero problema è la rivoluzione che stiamo vivendo e la fatica di alcuni a lasciare andare il passato. 

La scuola non può più essere quella esperienza di scrittura delle letterine e di scrittura di tutte le lezioni "che così sia impara a scrivere che memorizza l'argomento", perché nell'era digitale scrivere in corsivo non è neppure necessario e la memorizzazione di dati la lasciamo fare al computer. Quello che oggi serve è l'apertura mentale, l'apertura al nuovo e al diverso, la creatività nell'organizzare una scuola che non lasci indietro nessuno ma che aiuti il governo e i cittadini ad andare avanti, nonostante i disastri ambientali, nonostante la pandemia, nonostante l'idea semi-collettiva che la Terra sta per implodere dall'inquinamento e non ci sarà un futuro per i nostri figli, perché per noi già questo è il futuro che abbiamo costruito. 

Il 14 settembre ricominciano le scuole ma le direttive ministeriali sono strette e difficilmente ci sono le giuste caratteristiche per mandarle avanti, pubbliche ma anche private, non sanno più cosa inventarsi. Quello che di buono emerge è una forte volontà da parte dei genitori di organizzarsi per non lasciare i propri figli senza istruzione. Serve che le istituzioni smettano di blindare le decisioni ai dipendenti pubblici e si aprano al colloquio con i genitori, con le loro proposte e con un sistema alternativo che vuole navigare per mano alla scuola, in sinergia con la scuola e non necessariamente come un subalterno o un sottoposto o un ribelle antagonista.

Riapriranno le scuole? Quanti casi di contagiati servono per chiudere una classe? e una scuola? Vanno in quarantena la classe, la scuola e tutta la famiglia e tutti i colleghi di quei genitori che hanno condiviso anche solo pochi minuti di operato nelle ultime 48 ore? Si fermerà il mondo? 
Ma se la pandemia c'è ed è realmente così grave, non si può sottovalutarla.

A me sembra ridicolo anche solo aver passato del tempo a progettare sedie di plastica tonde con rotelle come alternativa al rientro a scuola. 
Come un tempo, basta il banco singolo e il distanziamento di almeno 1,5mt tra un banco e l'altro. 
Così, però, si riducono gli spazi e non si può più arrivare a 26 bambini per classe. 
Ma in fondo sappiamo da tanto tempo che una sola maestra con tanti alunni riduce la qualità del suo lavoro e la capacità di apprendimento degli studenti, piccoli e grandi, che poi si ritrovano a dover rifare il lavoro a casa.
L'esperienza della DAD ci ha insegnato che in fondo in fondo non serve fare 5 ore al giorno piene e poi riempire di compiti i bambini il pomeriggio, anche perché va bene che devono socializzare e stare con gli altri, ma cinque ore al giorno in una stanza con 26 bambini e una o due maestre per 5 anni e poi a casa a studiare da soli, questo non è socializzare.

Mi sento fortunata perché attraverso le maestre di mia figlia ho scoperto che la DAD è fattibile, se ad operarla sono persone competenti, se i genitori un pochino trovano il tempo di aiutare i propri figli nello scalino iniziale. 

Osservo e vedo genitori disperati che non vogliono la DAD ma preferirebbero lasciare i figli in una scuola o simile; genitori che vorrebbero in qualche modo partecipare alla formazione dei figli; genitori che assolutamente non li vogliono a casa (ma questo lo vivo con una stretta al cuore, mi fa tanto triste); genitori in difficoltà perché non tutti hanno o sanno usare un computer e magari alcuni oltre al fatto che lavorano hanno da 2 a 6 figli, durissima per loro.

Noi ci siamo trovati a vivere delle ottime esperienze scolastiche ma anche di brutte, abbiamo intrapreso un percorso di HomeSchooling con grande successo, ma abbiamo anche affrontato la DAD con grande successo e questo ci ha portato a pensare che si può, ci si può aiutare invece di stare in contrasto. HomeSchooling non è un percorso di ribellione all'attuale pubblica istruzione, perché sappiamo l'importanza delle scuole in tutti i territori e guai a toglierle. 
Ci chiediamo però perché tanta chiusura verso la HomeSchooling che poi, non dimentichiamo, è sempre esistita. In tempi di guerra, ma anche dopo, erano spesso i più poveri a studiare a casa mentre i ricchi andavano a scuola. 
Oggi sembra diventare il contrario, ma non è così.

Mi piacerebbe una scuola dove l'apprendimento non passa per la punizione che l'insegnante da ai ragazzi per mostrare la sua autorità, per fermarli perché non li vuole più sentire, perché deve parlare lei o non riesce a portare avanti il programma. 
Mi piacerebbe una scuola fatta di pochi bambini e una maestra, dove si trova il tempo per essere lenti e veloci, per conoscersi e relazionarsi, dove l'obiettivo principale non è la velocità o la furbizia ma la crescita, lo sviluppo di competenze, l'interazione rispettosa e felice dei bambini, dei ragazzi, degli insegnanti.

Ci si arrampica sugli specchi con banchi, mascherine, plexiglass, sedie rotanti ma siamo sempre là: la soluzione è insegnanti competenti empatici e sempre formati, piccoli gruppi di studenti e collaborazione tra scuola e genitori. 
Se gli spazi non ci sono, se le aule non bastano, se il corpo insegnanti non ce la fa più ed è anche sottopagato, perché insistere su questa via?
Perché non accogliere modelli ibridi e alternativi.

Alcuni genitori vogliono i figli a scuola anche senza mascherina, altri li preferirebbero in DAD, altri ancora a casa. 
Bene, organizziamoci, permettiamo a ciascuno di scegliere.
Si fa la didattica normale e tradizionale, allo stesso tempo si mette in piede la DAD, si fa un sondaggio tra i genitori e anche solo fosse il 10% ad intraprendere la DAD, rimarrebbe più spazio per gli altri.
Se una maestra viene messa con tutta la classe in quarantena, può lavorare da casa in smart working e agganciarsi alla DAD che già esiste, in modo che nessuno perde lezioni e apprendimento. 
Se quarantena vuol dire malattia siamo fritti, bastano 2 classi da 26 alunni cadauna per mettere gli studenti a casa a fare niente e il corpo docente in malattia, e i genitori in difficoltà. 
Solo il corpo docente? E i bidelli, i genitori e i colleghi dei genitori? 

Alcuni genitori vorrebbero organizzarsi in piccoli gruppi di HomeSchooling ma hanno paura perché le scuole controllano, fanno gli esami e addirittura ho sentito usare il termine "ritorsioni" ... ma per favore!!
Siamo nel 2020, perché queste realtà non possono collaborare?
HomeSchooling in questo momento vuole anche dire limitare i contagi. 
Si creano piccoli gruppi di studio organizzati dai genitori, se necessario rivolgendosi a collaboratori esterni. 
Si intravede anche un momento di ripresa economica, seppur piccola, per coloro che non sono mai riusciti a entrare a scuola, per coloro che con la chiusura COVID hanno visto sfumare il loro lavoro.

Ogni scuola dovrebbe organizzarsi per classi poco numerose con banchi singoli distanziati, va bene anche con piccole spondine di plexiglass attaccate ai banchi durante le lezioni per non stare con le mascherine 5 ore, che si porterebbero però durante la pausa. 
Serve una pausa per mangiare e una pausa per interagire con i compagni, sempre gruppi piccoli.

Ogni scuola dovrebbe organizzarsi con la DAD per permettere a quei genitori che non lavorano, che lavorano da casa o che hanno bisogno di allontanarsi per motivi familiari di far seguire una scuola ai propri figli, sperando che i genitori abbiano premura di far socializzare i figli in altri contesti, sempre piccoli.

Ogni scuola dovrebbe organizzarsi per aprire le porte agli HomeSchooler accettando i loro programmi e organizzando per loro gli esami di fine anno, vivendo ogni volta questa esperienza come uno scambio e un momento di apprendimento, rilasciando non bocciature ma relazioni in cui si attestano le competenze eccellenti, quelle ottime, quelle buone e quelle in fase di sviluppo. 

A tutto questo aggiungo che bisogna staccarsi dalla territorialità a aprirsi e vivere l'Italia non come un agglomerato di regioni che fanno capo ad un unico governo, ma come tanti cittadini che fortunatamente hanno culture, tradizioni, idee e risorse diverse, perché sono proprio queste mille diversità raccolte in un territorio piccolo e impervio che rendono l'Italia una nazione unica in tutto il mondo, perché è proprio da tutte queste diversità raccolte in questo bel paese che troviamo sempre la forza di rialzarci e farcela.

Immaginate quante cose possono imparare un gruppo di HomeSchooler sardi che vanno a fare l'esame in Veneto, e quanto una scuola toscana che riceve degli HomeSchooler dal Friuli Venezia Giulia. Immaginate quanto forti e uniti si possono sentire un gruppo di studenti del Piemonte o della Lombardia che frequentano una scuola in DAD della Puglia.

Un pensiero utopico che ho voluto condividere con tutti voi, un segno di speranza e di fiducia in una Italia che alla fine non sono mai riusciti veramente ad abbattere. Un pensiero che condivido con mio marito, anche lui giunto alla conclusione che alternative creative e condivise sono la via migliore.

lunedì 15 maggio 2017

Magic Teachers. Dalla Toscana, Giselle Pons

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Inizio questa mia intervista con una data:
New York 1933, l'anno in cui nasce Giselle Pons da costumisti franco-armeni.
Questa semplice frase già racconta tanto della nostra fantastica Magic Teacher Giselle Pons. La prima domanda che pongo a Giselle è:
In che modo nel tuo lungo percorso di vita hai sentito di essere una Magic Teacher? In che modo ti sei sentita in armonia e in accordo con il Metodo del Format Narrativo della Professoressa Traute Taeschner?
Sorridente, dolce e determinata, spiega:

La mia infanzia è stata caratterizzata dal trilinguismo e dal teatro, che hanno fortemente influenzato il mio successivo lavoro con la lingua inglese.
Subito mi rendo conto del perché Giselle, a oggi, lavora come Magic Teacher. La sua storia si spiega da sé. Giselle ci racconta:
Devo premettere che già bambina mi ero prefissa due obiettivi:1) Mai fare figli.2) Mai fare l’insegnante.Invece ... mi sono sposata a 20 anni e ho avuto ben 4 figli e 7 nipoti. Ho svolto mille mestieri e ho fatto la mamma. Poi ... avevo più di 40 anni quando ho dato le mie prime lezioni private. Ho iniziato insegnando inglese ad alcuni psicanalisti romani. Una volta che mio marito è andato in pensione ci siamo trasferiti dapprimaad Ansedonia, poi a Canino.A Canino ho iniziato facendo StoryTelling nella scuola primaria e sono poi passata a fare teatro in lingua nelle scuole di Canino, Arlena e Cellere. Con i miei alunni ho fatto spettacoli in inglese con ‘antipasto’ di francese partecipando ai festival teatrali di Bolsena e Grosseto.
Su suggerimento di Grazia Olimpieri, ex insegnante d’inglese e ora dirigente scolastico dell’I.C. di Montalto di Castro, alla fine degli anni ’90 ho seguito il corso di formazione di Hocus e Lotus.
Sembra un romanzo e invece è la storia vera di una persona che tanto ha lavorato nella sua vita e non ha mai smesso di re-inventarsi. Finalmente l'incontro di Giselle con Hocus&Lotus. Domando:
Immagino sia stato subito amore?
Lei spiega sicura:
Il format narrativo mi ha subito incantato perché raccoglieva e confermava tutte le mie esperienze e conoscenze del multi-linguismo ... e del teatro.
La curiosità diventa grande e il mio interesse è attirato come una calamita nel mondo personale di Giselle.
È stato difficile il tuo inserimento come Magic Teacher nelle scuole?
Dapprima, ho insegnato Hocus&Lotus con successo nelle scuole materne e primarie di Canino, Valentano, Montalto di Castro, Grotte di Castro, Acquapendente, Bolsena e a Pitigliano, dove abbiamo fatto un delizioso spettacolo Hocus&Lotus nel Teatro Comunale nel 2001.In seguito, oltre ad insegnare le lingue con Hocus&Lotus, man mano che la mia professionalità cresceva, sono diventata esaminatrice orale per le gamme d’esami dell’Università di Cambridge da Young Learners a Proficiency.Attualmente tengo corsi Cambridge nella scuola media, primaria e liceo di Tarquinia, oltre che nelle scuole primarie di Montalto e Pescia Romana.
Subito ripenso al matrimonio tra la metodologia Hocus&Lotus e i diversi livelli di esami del Trinity College e subito risalta all'occhio che Hocus&Lotus sposa bene l'apprendimento in qualsiasi valutazione o certificazione. Chiedo: 
Vuoi dire che hai abbandonato Hocus&Lotus oppure oggi ancora insegni con il metodo?
Giselle ci spiega come la sua vita sia stata un work in progress costante e tra una metodologia e l'altra abbia sempre portato con sé il Format Narrativo.
Dopo tanti anni, ho ripreso ad insegnare Hocus&Lotus nella scuola materna di Pescia Romana. Avevo dimenticato quanto fosse divertente e stimolante questo straordinario metodo. È una gioia ritrovarmi con deliziosi bambini che assorbono Hocus&Lotus comespugnette!
"Spugnette", la dolcezza con cui parla dei bambini mi fa chiudere gli occhi e ripenso a qualche giorno fa, quando una persona mi ha chiesto: conosci questa Magic Teacher? E io ho risposto che la Magic Teacher è certificata lei deve stare tranquilla perché quello che apprendiamo è proprio l'importanza della relazione sana all'interno di un percorso di apprendimento e dunque i bambini sono in mano sicura. Chiedo ancora:
In che modo l'incontro e re-incontro con il metodo ha cambiato la tua vita?
Soprattutto questa rinnovata DinoEsperienza mi ha fatto riflettere sui problemi con cui i ragazzi italiani si confrontano a tutti i livelli.Purtroppo raramente si prosegue con la metodologia Hocus&Lotus nella scuola primaria, tralasciando l'importanza della pratica nell'apprendimento di una lingua viva e presente.Molto più spesso accade che se chiedi a un bimbo della classe quinta “How old are you?” probabilmente lui risponderà “I’m fine”.E se chiedi “How are you?”, ti risponderà “I’m ten years old”.La comunicazione in inglese è fortemente impedita a causa dai programmi in vigore che non tengono conto dei progressi che hanno fatto la psicologia cognitiva e le neuro-scienze.
La questione assume un carattere serio e propositivo e proprio per la sua lunghissima esperienza nel mondo dell'insegnamento dell'inglese mi sento di chiedere apertamente:
Di cosa non tengono conto i programmi ministeriali secondo te?
Anni fa insegnavo inglese anche alla Università della Terza Età di Orbetello. I miei studenti erano prevalentemente ex professori di scuola. Quelli che trovavano maggiori difficoltà erano i matematici perché non riuscivano a concepire l'anarchia della lingua inglese. Alla fine ho provato a sottoporre loro la prima storia di Hocus&Lotus ed è avvenuto un miracolo: hanno capito ... e insieme a loro anche io ... che l’apprendimento di una lingua non passa sempre per la corteccia frontale. Abbiamo capito che ‘vivere’ la situazione è uno strumento didattico vincente a tutti i livelli per superare le insidie di questa meravigliosa ma folle lingua che è l’inglese.
Non farò altre domande a Giselle, che ancora insegna inglese ai bambini con il Metodo del Format Narrativo, ma terminerò il mio post con una frase, la stessa con la quale l'ho iniziato e lascio a voi sognare di avere la forza e la determinazione di andare avanti sempre, comunque e coraggiosamente:
New York 1933, l'anno in cui nasce Giselle, da costumisti franco-armeni ... e ancora insegna inglese ai bambini!

sabato 6 maggio 2017

La mia proposta per un futuro migliore dei nostri bambini

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Oggi viviamo in un periodo storico in cui il bene materiale sta diventando scomodo, problematico e anti-ecologico e dunque è il momento di volgere lo sguardo verso nuovi orizzonti anche per quanto concerne i nostri bambini, la loro gratificazione, la loro felicità, la loro educazione e la loro autostima. Un cambiamento nei confronti di queste folli spese festaiole è già un regalo per il bambino di oggi. Quante persone spendono 200,00€ per un giocattolo (bellissimo ed educativo) che rimarrà per sempre nel cuore e nella vita del bambino? Sì, perché poi liberarsi di un bellissimo gioco di legno tanto costoso è difficile anche da grande e ciò comporta uso di cantine, soffitte, traslochi faticosi e molta inutile polvere. Uno vale la pena, forse anche due, ma vale la pena comprarne uno ogni due mesi?
Le figurine ad esempio sono divertenti, ma devono rimanere figurine, costi bassi, scambi tra bambini e album compilato possibilmente in ordine. Altro sono le figurine che costano oramai più delle sigarette e che portano allo scambio interattivo con il computer.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura. In fondo l'amore (ma se ci pensate bene anche il successo) non passa attraverso la carta di credito ma passa attraverso la relazione umana, positiva, sincera, affettiva e costante nel tempo (e non ha prezzo).
I ricordi più belli dell'infanzia, passano per la relazione umana.
I bambini fortunati hanno dei nonni che assolvono a questo compito, proprio perché loro ai nipoti dedicano il tempo e l'affetto e non soltanto soldini. Da grandi, poi, ci si ricorda molto volentieri di quando si passava tanto tempo ad ascoltare le storie della nonna (storie che rimangono con noi tutta la vita, sono preziose e non fanno polvere), oppure della sfida a scacchi con lo zio che non ci faceva mai vincere (avete idea di quanto sia importante saper giocare a scacchi?).
Ci si ricorda meno volentieri dei momenti tristi, passati in giardino o in salone da soli, a giocare a sassetti o al computer, senza nessuno con cui condividere vincite e perdite, gioie e tristezze, conquiste e autostima.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura, dicevo, e dunque del tempo costante e periodico da passare insieme in giro per musei raccontando storie e aneddoti sulle opere d'arte.
Passeggiate in montagna giocando a riconosciamo i picchi piuttosto che corse sulla battigia più lunga che troviamo.
Libri scelti accuratamente e letti insieme, fino a costruire una piccola biblioteca nel cuore del bambino.
Un corso di nuoto e magari qualche nuotata insieme in piscina, poi al lago, poi al mare e poi un piccolo fiume da guadare.
A chi ama la danza si può regalare un corso oppure una volta l'anno l'esperienza del balletto al teatro dell'opera.
Naturalmente, si può regalare un corso di lingua che permetta anche la condivisione in famiglia in lingua.
Noi Magic Teachers nel mondo, oltre ad occuparci dell'apprendimento della seconda lingua in età precoce, lavoriamo molto a promuovere questa condivisione linguistica felice in famiglia. Migliora la conoscenza della lingua ma anche la relazione del bambino nei confronti della propria famiglia e del mondo e di conseguenza la sua autostima e la sua positività.
Confessiamo di essere contrarie ad un apprendimento che passa sempre attraverso frustrazioni e paure.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura e dunque,  richiede una scelta più difficile perché, al di là della carta di credito, si richiede la relazione in presenza.
Per quanto riguarda la relazione in presenza posso dire poco.
Ciascuno di noi sa cosa può e cosa vuole, mi sento di consigliare solo che sia positiva, in modo che vada a riempire quella parte dei ricordi che alimentano la gioia di vivere.
Per quanto riguarda libri, film, opere, musica e spettacoli di tanto in tanto parlo di quelli che io scelgo ma ciascuno ha un suo gusto ed è giusto che scelga in libertà. Ricordate che la cultura è stimolo e apprendimento, se vedete un film di guerra stimolate alla guerra (che può essere uno stimolo alla violenza ma anche uno stimolo alla memoria), se vedete un film di fate stimolate i sogni (senza i quali non si trova un vero scopo nella vita) e via dicendo. Che sia una scelta consapevole.
Per quanto riguarda i corsi mi permetto di consigliare corsi certificati e con certificazione.
La certificazione può sembrare un superfluo pezzo di carta ma a lungo andare scoprirete che non è così.
La certificazione che il bambino riceve, è segno di gratificazione per lui, di garanzia del livello, di possibilità future. Un professore preparato quando riceve in classe (ma lo stesso dicasi nello sport) un ragazzo con un certificato conosce già il livello di preparazione dell'alunno e può subito predisporsi su un piano formativo comune e personalizzato. Quando vostro figlio dirà di conoscere una lingua potrà certificare che non sta inventando niente. Man mano che cresce il bambino sa di dover raggiungere gli obiettivi formativi e sa che questi passano attraverso una certificazione, senza la quale si vede costretto a rinunciare ad alcune possibilità.
Pensate a quando per un posto di lavoro vi richiedono la conoscenza dell'inglese o dell'informatica, magari siete anche più bravi ma non potete partecipare alle selezioni perché non siete certificati. Anche nello sport, volendo entrare in gruppi sportivi molto grandi e strutturati, dovete dimostrare (medaglie alla mano) che negli ultimi due anni avete raggiunto alcuni obiettivi, se siete anche più bravi ma non detenete punteggi, non possono prendervi in considerazione.

I corsi di Hocus&Lotus al riguardano sono fantastici perché permettono ai bambini di apprendere in modo divertente attraverso l'esperienza e fanno leva sulle capacità personali di ciascun bambino, stimolando la sua voglia di stare e di fare e la sua autostima all'interno di una relazione affettiva sicura, il vero luogo magico dei corsi Hocus&Lotus. 
Quest'ultima è la base del successo del suo apprendimento e di molte altre cose.
Difficilmente si raggiungono gli obiettivi quando ci si abitua a dire:
"Non ce la faccio. Non sono bravo. È troppo difficile per me. Ho paura ..." .
Le certificazioni Hocus&Lotus, proprio perché strutturate e sviluppate secondo una ricerca trentennale ancora operante e di carattere mondiale, possono rispecchiarsi e collaborare con altri enti certificatori di livello mondiale, come ad esempio le certificazioni Trinity.

Hocus&Lotus, inoltre, a testimonianza del suo potenziale, si mette in campo per l'apprendimento di ben cinque lingue. Vi sembra poco una testimonianza trentennale di un metodo che porta a termine i suoi obiettivi per l'apprendimento precoce della lingua straniera, in cinque lingue?
Un metodo che offre non solo il metodo con un altissimo potenziale didattico, ma anche più possibilità di lavoro per noi Magic Teachers che ci impegnami in questa ricerca costante.
Io ad esempio posso insegnare ai bambini in inglese, in spagnolo, in francese e in italiano. Con la globalizzazione del mondo, sono tantissimi gli stranieri che vivono in Italia e anche loro hanno bisogno di un supporto come Hocus&Lotus che non solo li avvia in modo felice e sicuro alla lingua italiana, ma anche li fornisce di una relazione affettiva che stimola un'inserimento sereno e di ficucia.
Non dimentichiamo che il Metodo, non porta avanti solo un obiettivo linguistico ma è perfettamente adeguato alle moderne esigenze di vita che richiedono di raggiungere obiettivi trasversali come conoscenza di una lingua straniera, capacità comunicativa, capacità espressiva, capacità relazione, capacità organizzativa, pro-positività, capacità di lavoro costante.

A presto
Silvia

mercoledì 8 febbraio 2017

Il vento della verità di Valentina Rizzi

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Oggi provo a condividere con voi un pensiero abbastanza difficile. Come molti sanno io non amo quei libri per bambini che propongono soluzioni e sostegno ai genitori per risolvere una problematica solo apparentemente del bambino. Non cito nulla perché, nel mio blog, mi sono ripromessa di parlare solo di libri che apprezzo.
Se vostro figlio non si lava i denti o non vuole dormire o non riesce a fare cacca, io sconsiglio vivamente di cercare un libro che lo convinca a lavarsi i denti, o che lo aiuti ad addormentarsi o che lo aiuti addirittura a fare la cacca, piuttosto consiglio di lavarsi i denti insieme al bambino tutte le sere fino a che diventa una routine anche per lui, di provare un'altra modalità di ninna o di chiedersi cosa turba il bimbo che non riesce a dormire o di chiamare il medico per problemi fisiologici ma a volte anche psicologici.
Immaginate un bimbo predisposto ad una malattia neuronale che ancora non è emersa, ma anche semplicemente un bimbo che sta covando il febbrone o disturbi intestinali o sinusite ma ancora non ve ne siete accorti, certo che non riesce a dormire.
Ha paura ha fastidio, ha dolore, è piccolo e non sa come liberarsi di questo fastidio che non lo lascia in pace per fare sonni sereni. Voi ancora non lo sapete semplicemente perché non si è manifestata ancora la malattia o non vi siete accorti o non sapete della giornataccia che ha passato a scuola e non sa come placare la sua ansia o rabbia per un evento.
Immaginate questo bambino ... ha paura, prova rabbia o forse vergonga, qualcuno lo ha infastidito e nessuno ha fatto niente, ha bisogno di sostegno ma non sa nemmeno lui cosa chiedere.
Il sostegno che riceve è una bella porta chiusa, un urlo o la lettura di un libro che condiziona il suo sonno.
Non sarebbe meglio un grande abbraccio, delle coccole, una ninna nanna e tanto amore?
Lo so che è difficile e richiede tanto amore ma diciamolo, i figli non si comprano al supermercato ... almeno spero!!
Provate a ricordare come potete quanto è rassicurante essere abbracciati da mamma ed essere cullati lentamente, piano piano, appoggiando la testa al petto e potendo chiudere gli occhi e sentirsi sostenuti, protetti, amati, sicuri ... da mamma ma, ma anche da papà. Dai papà anche tu puoi farlo e il bambino sarà felice lo stesso e non toglierai nulla a mamma, anzi lei potrà fare altro e tu dare doppia rassicurazione al bambino.

La lettura per me è di aiuto quando crea un mondo magico dove ci si può immergere insieme ma anche da soli e vivere mille avventure in un ambiente protetto. Diverso è un libro che con il condizionamento aiuta il bambino a fare quello che il genitore non riesce a fargli fare.
Il bambino cresce sano e felice nella relazione con la sua famiglia (la più importante) e nella relazione umana con il resto del mondo, e frustrato nel mondo dei condizionamenti, del non ascolto, della non condivisione, della violenza fisica e psicologica.
È chiaro che poi ci sono degli strumenti che aiutano il genitore a supportare il bambino nella sua crescita e nella sua personale formazione di schemi di percezione della vita, che non vanno condizionati ma supportati affinché ognuno possa diventare un adulto consapevole di se stesso e non un robot che risponde ai meccanismi di un manuale scritto per lui. Un manuale che non gli corrisponde e lo farà soffrire per tutta la vita.
Le fiabe sono molto supportive per il bambino proprio perché si può avvicinare al reale attraverso l'uso di un linguaggio metaforico e non esplicativo che spesso è percepito come violento.
La fiaba aiuta il bambino a sperimentarsi ma anche aiuta l'adulto ad abbandonare la sua adultità (ma non la sua responsabilità) quando si relazione con il bambino, soprattutto per questioni delicate.

Con questa premessa torno oggi a parlare di un'autrice a me particolarmente cara per vari motivi troppo lunghi da spiegare: Valentina Rizzi, di lei vi ho parlato quando ho raccontato del fantastico libro dal titolo Vita (leggi il post).
Questa volta vi voglio parlare del libro Il vento della verità,
che consiglio di prendere in considerazione anche nelle scuole dove per motivi didattici o sanitari ci si trova ad affrontare argomenti complessi e delicati per lo sviluppo dei bambini, insistendo sul fatto che un libro è un pretesto e non un salvavita, consiglio di usarlo in accordo con l'autrice stessa, con una persona che vi aiuta a lavorare con l'arte terapia, con esperti sanitari (psicologi dell'età evolutiva) con i docenti formandoli al testo e al suo uso e con gli alunni.

Intanto si tratta di un testo teatrale con audiolibro.
Già solo la lettura audio è molto bella e coinvolgente, trascina come un vortice l'ascoltatore all'interno del mondo dei piccoli boccioli che crescono e può essere usata, volendo e con competenza e collaborazione, come copione teatrale.
Chi mi conosce, sa della mia formazione in Lingue,  Arte Teatro Terapia con il metodo Rosati-Hansen, Gestalt Counselling e la specializzazione in Glotto-Didattica Infantile con il Format Narrativo della prof.ssa T. Taeschner; e sa quanta importanza do io all'azione teatrale per lo sviluppo, soprattutto infantile ma non solo (per chi non mi conosce può comprenderlo leggendo questo post).
Questa storia bella ben strutturata e semplice, la storia di Cuorinfiore, è un ottimo strumento attivo su più canali: la lettura del testo, l'ascolto dell'audiolibro, la possibilità della performance teatrale,  numerosi spunti di riflessione.

Chiediamoci perché sono tutti canali importanti:
La lettura di storie (fiabe per i più piccoli), come abbiamo sempre detto forniscono conoscenza e possibilità di espressione consapevole. Una sperimentazione protetta in un mondo magico e a dimensione adeguata. La possibilità di raggiungere mondi diversi e lontani da noi.
L'ascolto (di audiolibro) è un canale molto importante al quale spesso non si da la giusta importanza, imparare ad ascoltare un audiolibro ti allena all'ascolto in generale, un ascolto che può essere rivolto verso l'esterno ma anche verso l'interno. Se l'ascolto è condiviso, poi, con altri e con l'aiuto delle parole apprese si riesce a dare forma ai propri pensieri, ai propri dubbi, alle proprie esigenze senza entrare in confusione.
Il teatro, con l'esperienza scenica che ne scaturisce, che un testo come il Vento della Verità offre, ti da la possibilità di salire su un palco ed esprimerti cercando le tue risorse in te stesso e, ancora, ti da la possibilità di sperimentare un cambiamento sempre in ambiente protetto (come dico sempre lettura e teatro sono gli strumenti che preferisco per l'apprendimento delle lingue, ma serve un format narrativo adeguato o è puro esercizio mnemonico).

La nostra esperienza fisica ed emotiva si vanno a posizionare nella nostra memoria interna, complete di tutti i canali, e vanno a formare la nostra griglia della percezione della vita, i significati che diamo alla vita, le risorse che usiamo per prendere decisioni e proseguire nel nostro cammino.
La nostra memoria storica però non la si costruisce con un apprendimento mnemonico ma piuttosto esperenziale.
Puoi studiare tutta la teoria che vuoi sulla bicicletta ma come dice la Prof.ssa Taeschner, se non sali e pedali non impari ad aindare in bicicletta.
Poi certo, alcuni preferiscono insegnare la teoria e altri la pratica.
L'apprendimento mnemonico teorico prevede un grandissimo dispendio di energia per un basso livello di sviluppo spesso basato solo sul canale della lettura e della visione di immagini.
L'apprendimento emotivo-esperenziale (movimento, ascolto attivo, intelligenza emotiva, dialogo e condivisione, lettura e ricerca) fornisce, con il minor sforzo il più alto livello di apprenidmento quasi sempre basato sull'utilizzo di tutti i canali percettivi dell'uomo.
Non dimentichiamo che il movimento fisico e la sperimentazione emotiva attivano dei centri nervosi altamente evolutivi, nonché sviluppano l'attività dei neuroni a specchio (che vale la pena andare a studiare), dei quali molto ma molto brevemente e indicativamente posso dire che sono quei neuroni che attivano il meccanismo della simulazione per cui guardando/sperimentando una pièce di teatro il nostro cervello ci permette di sperimentare per simulazione un'altra esperienza. Ma il funzionamento dei neuroni a specchio è molto più complesso di quanto io possa dire qui.

Il Vento della Verità di Valentina Rizzi riconosce i Diritti all'Infanzia come la base per un sano e possibile sviluppo del futuro del pianeta e dell'uomo. I bambini, infatti, sono persone e in quanto tali vanno tutelati e educati ai loro stessi (e quindi a quelli degli altri) diritti, come la Convenzione Internazionale ai Diritti per l'infanzia ci insegna. Un primo passo verso la civilizzazione, infatti, si ha con la riduzione della violenza e mi par bene cominciare proprio dai futuri adulti, abituandoli alla non-violenza.
Non bisogna mai dimenticare che un bambino può crescere solo all'interno di una relazione affettiva (idealmente la prima e più formativa è la relazione affettiva madre-figlio) e là dove il bambino non la trova/riceve ne costruisce una sua, personale a cui attaccarsi per non morire, spesso confusa e a volte violenta, la stessa relazione che poi riproporrà da adulto.
L'abuso su un minore, sappiamo, influisce su il suo sviluppo fisico, psichico, comportamentale, emotivo e relazionale, condizionando l'intero assetto della sua personalità.
Prevenire gli abusi di violenza sui minori, dunque, aiuta a costruire un futuro di adulti sani e felici.

Valentina sa che il bambino non può riconoscere, esprimere e rispondere ai segnali di abuso e violenza e immagina una storia che, in qualche modo e possibilmente con il supporto adeguato di adulti sani, li possa aiutare in questi casi.
Per Valentina, autrice responsabile e anche lei esperta in Teatro Terapia, è importante allenare i propri figli a riconoscere il disagio dal benessere, a distinguerli partendo dai segnali che il nostro stesso corpo ci propone. Saper distinguere i segnali che li aiutano ad allontanarsi dai contesti che li mettono a disagio, perché quando ci si sente a disagio troppo a lungo, si tende a normalizzare il disagio nella propria vita.
In questo contesto, tra ricerca, simbolismo fiabesco e sperimentazione teatrale si muove la storia che Valentina ha creato per i bambini e per gli adulti che li aiutano a crescere sani e felici.
All'interno di Cuorinfiore vivono i boccioli che devono crescere guidati dagli adulti del regno. Ci sono figure femminili e maschili. Quest'anno una brutta influenza ha colpito gran parte dei boccioli costringendo Papaverino e la dolce Principessa Rosina ad una lunga convalescenza. Cocco Secretillo e la Strega Omertà bramano qualcosa contro il Re e sua figlia la Principessa Rosina ma Madre Natura sa guidare i suoi boccioli a prestare attenzione ai segnali negativi e li aiuta a superare i brutti momenti attraverso il riconoscimento dei messaggi negativi, imparando a dire di no quando i propri diritti vengono abusati, imparando a non trascurare il proprio corpo con pulizia e cura in ogni sua parte e imparando non solo a dire la verità, ma anche a raccontarsi.
Secondo lo studio-sondaggio condotto a Roma dal Prof. Paolo Donzelli nel 2009, docente dell'Università di Catania, il libro-progetto del Vento della Verità ha riscontrato un enorme successo proprio tra i bambini che si sono dimostrati contenti di aver partecipato all'esperienza teatrale della storia di Cuorinfiore.
Hanno trovato la storia facile da comprendere e soprattutto si sono dimostrati soddisfatti per il trionfo della verità. Un 60% delle bambine si sono identificate con la protagonista, la Principessa Rosina.
Questo libro mi sembra un supporto psicologico-educativo-letterario adeguato, nonché anche semplicemente una fantastica storia che appassiona i bambini.
Valentina, non ha spiegato la teoria ai bambini ma ha saputo mettersi nei loro panni guidandoli gioiosamente, con un linguaggio simbolico adeguato nel difficile cammino di comprensione di un abuso, di un disagio, di una violenza, anche solo nel saper riconoscere le cattive abitudini.

Questa volta mi rivolgo a tutti quegli operatori che hanno bisogno di formazione e di materiale per affrontare argomenti delicati con bambini altrettanto delicati, perché tutti i bambini sono delicati, io e Valentina siamo qui per informazioni sul testo e la sua importante funzione educativa, nonche sulla fiaba semplicemente in quanto fiaba che sa portarti per mano in un altro mondo, come quando tira il vento e il cappello ti vola via.

domenica 15 gennaio 2017

Letture e StoryTelling. La mia storia personale

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Gennaio 2017, inizia un nuovo anno.
Da neanche due anni trasferiti a Trieste, inizia una nuova vita.
Quest'anno prima di tutto voglio mettere insieme i pezzi del puzzle della mia vita passata, di ciò che mi ha portato fino a qui, di ciò che mi ha portato ad essere ciò che sono.
Lo faccio qui con voi perché è da questa condivisione che ho trovato la forza di portare avanti tutto. Perché in fondo anche la mia è una storia.
Una storia tra le storie.
La mia storia, le storie che ho scritto per i miei figli e che alcuni amici hanno illustrato e nessun editore ha mai voluto leggere.
Le storie che ho letto ai bambini in giro per l'Italia: le mie storie, le storie dei grandi autori, storie in italiano, in inglese e in spagnolo.
Le storie che ho fatto costruire ai bambini i sorrisi dei quali sono la mia forza.

A 6 anni ho fatto amicizia con una bambina greca nell'isola di Andros e per alcuni anni ci siamo riviste là ogni estate. Lei era più grande di me e parlava molto bene l'italiano, e suonava molto bene la chitarra.
Mi ha insegnato i numeri e alcune parole in greco che non ho mai più dimenticato.
Mi ha insegnato l'arpeggio alla chitarra sulle basi di Giochi proibiti che non ho mai più dimenticato (anche se sono molto arrugginita e oltre quello non so nulla).
Mi ha insegnato che condividere, scambiare e comunicare è meglio che rubare, copiare e isolare.
Lei ha praticato l'italiano, è venuta in vacanza a Roma ed è entrata nel mio cuore. Il suo nome è Despina e farà parte della mia vita per sempre.

In adolescenza, ho scelto scuole dove potevo imparare un mestiere ma anche le lingue perché parlare con gli altri e capire gli altri mi ha sempre appassionato. Scrivevo storie strampalate per gli amici e, poi, poesie con le persone che conoscevo nel pub dove lavoravo quando facevo l'università.
Per fortuna ho avuto due genitori che mi hanno permesso di vivere.

A 17 anni ho saputo/capito che non avrei mai avuto figli miei.
Ho cancellato dunque questo desiderio dalla mia testa.
Ma i bambini, i viaggi e la comunicazione sono sempre stati nel mio cuore.
Dunque anche quando andavo a Parigi, Londra, Canterbury, Salamanca, Madrid, Barcellona, Cuba se trovavo dei bambini, raccontavo loro storie. In Finlandia mi sono fermata ad insegnare italiano ai bambini e non amando i libri di testo pieni di grammatica, prima della lezione tradizionale raccontavo loro piccole storie e poi chiedevo loro di inventarne altre.

L'università l'ho fatta a Perugia, dove ho incontrato amici meravigliosi e una professoressa magica di nome Yvette. Un nome francese per una professoressa americana in Italia, già questo è un programma.
Lei era decisa ad insegnarci l'inglese oltre che la letteratura e lo fece ad ogni costo.
Lavorava di più e ci sosteneva anche quando eravamo in difficoltà.
Ci ha passato la passione per la letteratura e per la lingua ed è grazie a lei se sono finita in Finlandia.

In Finlandia sono stata benissimo. Ho conosciuto finlandesi, indiani d'America fuggiti dalle riserve, emigranti, altolocati tristi perché chiusi nelle loro gabbie d'oro, professori, baristi, artisti e, nonostante quello che si dica, tanta allegria e voglia di cultura.
E se in Italia ero brava, in Finlandia ho dovuto ricominciare da capo perché loro erano più bravi di me.
I finlandesi sono persone meravigliose, visti i miei sforzi hanno cercato di integrarmi e aiutarmi ad alzare il mio livello professionale, nessuno di loro ha mai cercato di abbassare il mio livello, anzi ... grazie Finlandia per la grande esperienza che mi hai regalato.

In Messico ho sognato tra cenotes e catamarani.
In Egitto tra gli abissi della barriera corallina.
Mio marito mi ha fatto superare la paura degli sci e dei cani.
L'Umbria mi a ha lasciato il desiderio dei boschi.
Roma l'amore per le sculture.
Il mare ... non si può vivere senza il mare.
Trieste .... ma questo è il presente, lo racconto un'altra volta.

A Ostia ho incontrato Stefania e Andrea che hanno voluto credere alla mia idea di raccontare in forma teatrale le storie che tutti ritengono difficili e noiose, in modo divertente e aperto a tutti. Ho portato in scena in quello che allora era conosciuto come Teatro Fara Numé le storie di Nietzsche e di Leopardi e, da non credere, hanno riso tutti, tutto il tempo.
Di questo grazie anche ai ragazzi che hanno voluto prodigarsi con me in questa avventura teatrale sperimentale: Andrea, Fabrizio, Liliana, Francesca, Eslisa, Stefano, Anna ... mia cugina Lara e tutti gli altri.

Ero grande quando ho incontrato la professoressa Traute Taeschner e il suo metodo del Format Narrativo e Giulia che principalmente lavora affinché le Magic Teachers sappiano apprezzare e dare valore loro stesse per prime a ciò che fanno, senza deprezzarsi, tenendo sempre alta l'autostima e la forza di volontà si può arrivare. Questo è quello che le Magic Teachers nel mondo trasmettono ai bambini: passione, desiderio, fiducia, autostima nella lingua che si apprende, anzi con la lingua che si apprende.

I percorsi di studio di counselling e arte teatro terapia mi hanno regalato la passione per il teatro e la considerazione dell'arte nel suo divenire, nel suo movimento, nella sua relazione con se stessi e con il mondo e poi ... qualcuno diventa opera d'arte. Ma un'opera d'arte viene dall'arte e diventa materia di osservazione e di studio di critici e restauratori e professori.
L'arte, per me, è il movimento che crea, che sia un fare arte o che sia l'emozione che hai guardando un'opera d'arte. Grazie a Maria Giovanna Rosati Hansen e al suo metodo teatrale, quello nel quale il teatro è e non recita.
Grazie a Paolo Quattrini e a Oliviero Rossi per avermi portato ad un alto livello di consapevolezza personale e per insegnarmi l'importanza del fare.

A 40 anni sono diventata madre e ancora non ho capito come è stato possibile, avevo rinunciato a questa idea a 17 anni.
Mio marito e io, eravamo pronti per adottare due bambini e mi sono ritrovata incinta. Una bambina prima e un bambino dopo.
Non ero pronta.
Tanti anni prima avevo rimosso questa idea dalla mia testa.
Non ero pronta e che ho fatto?

Un pediatra molto bravo ci ha avviato alla nostra genitorialità, si chiama Federico, ci ha detto che sarebbe andato tutto bene, sempre.
Ci voleva pazienza, amore, attenzione e le fatiche dei genitori attenti.
Ci ha detto di leggere qualche libro e noi lo abbiamo fatto.
È un pediatra che appoggia il progetto Nati per Leggere e io ho preso spunto.

Mia figlia era molto più piccola di un bimbo prematuro e dovevamo stare attenti a non farla ammalare i primi mesi di vita. Lei stava nella sua culla e io non sapendo che fare spesso la cambiavo e le parlavo. Le cantavo canzoni in spagnolo e le leggevo libri in italiano e spagnolo.
Veramente leggevo libri che piacevano a me, ma li leggevo ad alta voce perché avevo notato che se lei mi sentiva leggere stava nella sua culla serena, dormiva, guardava, toccava le mani, i piedini, sorrideva.
La voce della mamma e lo sguardo della mamma e le carezze della mamma sono importanti come il seno della mamma i primi mesi.

Le ho raccontato storie e letto libri che molti sconsiglierebbe mai a quell'età, come il Piccolo Principe.
Ma non importa, le piace, lo riconosce, lo rilegge ... oggi lo comincia a leggere da sola. Ho letto il Piccolo Principe in francese e Storia di una lumaca che voleva conoscere le ragioni della sua lentezza in spagnolo e lei era sempre serena e felice.
Poi è arrivato il fratello, leggevo gli stessi libri. Lui dormiva, stava nella sua culla sereno, si toccava le mani, i piedini, guardava, era sereno.
Lei cominciava a guardare le figure, a girare le pagine con me.
Quando cucinavo lei prendeva il libro e raccontava la storia al fratello e così via ... storie nelle storie, storie inventate e storie vere che si mescolano, che si tramandano.

In fondo la storia dell'uomo comincia con le storie. Prima le storie si narravano ed era importante ci fosse un menestrello che raccontasse e girasse per il mondo raccontando storie e raccogliendo storie. Poi le storie invece di essere portate in giro dai menestrelli, hanno cominciato ad essere portate in giro dalla stampa, dai libri e ora dal digitale.
Gli anziani del villaggio raccontavano le storie ai bambini per tramandare le loro storie e passare i loro saperi e le storie, lo sappiamo, nascono tutte là. Poche storie, pochi elementi che da sempre raccontano il mondo intero. Le storie nel digitali forse sono troppo veloci, non so spiegare ma è come se rendessero il presente già passato e va a finire che il tempo si ferma e non esiste più e allora ... ma no dai, io ho voglia di leggere una storia con calma, con la mia emotività, con il tempo di chiudere il libro e poi sognare.

A spingere queste mie letture e per un breve periodo anche a divulgarlo ad altri genitori tra Roma e Perugia, sono stati anche i seminari online gratuiti di Alessandra che, anche se non lo sa, è stata molto importante per me. Anche lei mi ha aiutato a tenere duro nei momenti difficili.

Ho incontrato Paola che mi ha permesso di leggere agli adulti e anche ai bambini nella splendida Biblioteca del Quarticciolo di Roma e che spero di tornare a trovare ora nella Biblioteca della Pace della borgata Finocchio. Paola non la conoscevo e lei non conosceva me.
Mi sono presentata alla sua biblioteca e lei mi ha detto Prima di tutto voglio sentire come leggi.
Mi ha ascoltato e mi ha detto Si, ce l'hai nel cuore. Arrivano emozioni. Crei relazione e armonia, possiamo provare.
Lei è una donna speciale.

Al B&B Il Querceto in Umbria, Paola e Daniele mi hanno chiesto di organizzare StoryTelling e letture per bambini diverse volte, con piccoli laboratori di arte e passeggiate esperenziali nel boschetto del casale, poi mi hanno chiesto laboratori in inglese.
Sono state esperienze meravigliose e molto ricche oltre che genuine.

Ho attinto dai miei sogni, dalle mie relazioni, dalle mie esperienze, dagli studi portati avanti e senza accorgermene ho dato forma alle mie storie e a quelle degli autori importanti andando a leggerle in giro, ai bambini e agli adulti e questo post vuole essere un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno ascoltato leggere, soprattutto ai bambini che sono il pubblico migliore che una persona possa desiderare.
Ho messo insieme la mia capacità empatica, la mia fantasia, la mia capacità relazionale, la mia passione e i miei studi per le lingue, il mio divertimento nel praticare l'arte per gironzolare scrivendo, leggendo, leggendo in lingua, raccontando in italiano e in lingua, inventando, colorando, creando ... (potrei dire che di me racconta il racconto Dos Palabras di Isabelle Allende, il mio preferito)
La mia storia prosegue con delle fotografie altrimenti diventa un noioso romanzo mal-scritto.
La mia storia prosegue a Trieste, dove spero di rimanere fino alla vecchiaia tra storie, racconti, bambini e molto altro.

Raccontando la Luna e La Terra 

Raccontando Copernico e il Sol 

Momenti di lettura (bambini) per
la giornata del camminare
Villa Borghese - Roma
Momenti di lettura (adulti) per
la giornata del camminare
Villa Pamphili - Roma
                   

Parole tra le note - Letture musicali
presso la Biblioteca del Quarticciolo
di Roma
Letture per bambini presso
la Biblioteca del Quarticciolo di Roma
Le storie d Alice e Giallo Coniglio (mie)

Lettura al kamishibai per i bambini
del B&B Il Querceto
Le storie di Alice e Giallo Coniglio (mie)
Le Farfatine
Passeggiata nel Bosco del Querceto
in cerca di segni di
Farfatine - post lettura

Lab. artistico post lettura
presso il B&B il Querceto





Esposizione finale del laboratorio
(bambini dai 3 agli 8 anni)
             





                 
Lettura di una storia di
Dorella la Balena (mia)
in scuola materna
StoryTelling di
Mr Winter Mood (mia)
presso scuola materna
                   
Lettura in inglese
presso scuola primaria
StoryTelling con Hocus&Lotus
con bambini dai 4 ai 7 anni
                           


Storie raccontate con le ombre
bambini dai 4 ai 7 anni





















venerdì 25 novembre 2016

Hocus & Lotus: i segreti della Magia del metodo e della sua trentennale ricerca

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Parlare di bilinguismo sta diventando sempre più difficile e sempre più persone e metodi prendono spunto dal metodo di Hocus e Lotus. In Italia per esempio la definizione di bilinguismo, a mio avviso, viene percepita in modo diverso a seconda dell'area geografica e della tradizione storica. Ci sono zone dell'Italia senza alcun contatto geografico con il resto dell'Europa e dunque la loro possibilità di condividere i suoni e i simboli di un'altra lingua è limitato. Ci sono le zone di confine invece che condividono talmente tanto che tendono alla chiusura per affermare se stessi. Da una parte abbiamo quindi la mancanza dell'esperienza e dall'altra la chiusura intellettuale, due elementi portanti per l'apprendimento di una seconda o terza lingua straniera.

Quello che la professoressa Traute Taeschner da oltre trent'anni cerca di insegnarci e di diffondere è proprio l'importanza di una memoria esperenziale e di una relazione positiva in un percorso di apprendimento di una lingua straniera. Due caratteristiche, come dicevo prima, per niente facili da mettere insieme. Proprio per questo motivo la nostra formazione di Insegnanti Magiche è molto lunga e pretenziosa. Dobbiamo saper creare una relazione magica in cui ci si diverte e in cui il bambino si senta sicuro di potersi sperimentare e acquisisca sempre più autostima rispetto alla seconda lingua, ma anche dobbiamo essere capaci di mantenere i bambini concentrati e attenti alla lezione per un'ora intera senza che la nostra frustrazione o stanchezza o malumore interferiscano nell'ora di Magia che creiamo in questo percorso di apprendimento, da trent'anni Magico in tutto il mondo.

Io sono una che ha insegnato le lingue ai figli in casa pur essendo di famiglia monolingue e ci sono riuscita non perché parlavo sempre e pressantemente la L2 a costo di rinunciare a parlare, non perché correggevo i miei figli nella pronuncia tutto il tempo, non perché sono la più brava del mondo. Ci sono riuscita perché ho fatto questo percorso di crescita, di amore, di condivisione, di curiosità, di errori e successi in armonia con loro.
Non essendo madrelingua mi sono aiutata con libri in lingua e filmati in lingua, cartoni animati e canzoni.
Spulciando le tradizioni di altri paesi di L2.

L'ho fatto con gioia e curiosità, con i miei figli in braccio, ridendo con loro, cercando di capire qualche parola a me sconosciuta senza far finta di sapere tutto e di essere un vocabolario vivente con grammatica incorporata.
Io stessa ero incredula di fronte al risultato e alcuni spagnoli ridevano perché mia figlia parlava meglio dei loro. Probabilmente la mia passione per il mondo spagnolo ci ha aiutati a superare le barriere della vergogna e dei pregiudizi.
Il primo pregiudizio che dobbiamo superare è dentro di noi, qualcuno purtroppo ci convive da quando è piccolo. L'ho chiamato il pregiudizio del "poverino non ce la può fare". Ogni volta che pensiamo questa frase, stiamo uccidendo noi stessi o chi amiamo, gli stiamo togliendo una possibilità, stiamo abbassando la sua autostima e la sua voglia di farcela. Attenzione però, questo non vuol dire che in caso di violenza su minore, di bullismo, di impossibilità di riuscita l'adulto non interviene per aiutare il bambino, questo vuol dire che l'adulto dice al bambino "sei bravissimo" e si adopera per aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo, magari solo con la voce o con una mano ma, se necessario inc aso di violenza e bullismo, anche con interventi mirati.

Così, il mio intervento mirato ha previsto un unico vero obbligo: il divieto di vedere la televisione (diciamo per dire) pubblica, quella da antenna. Potevano scegliere i personaggi che volevano e io gli procuravo i dvd in lingua. Barbapapà in francese, Zorro in messicano, Caillou (ahimé qui ho barato perché lui è franco-canadese) in spagnolo, Thomas il trenino in inglese e mille altri. L'investimento più grande che ho fatto è stato per i libri in lingua inglesi, spagnoli e qualcuno francese. Mentre molti dei film si riescono a vedere anche su youtube quando si vuole da computer o da tablet. Questo è un modo educativo di usare la tecnologia, diverso da accendere il televisore e lasciare un figlio due ore a vedere cartoni e pubblicità non si sa di che perché le camicie devono essere stirate. Una camicia non può valere più del proprio figlio.

Ma il segreto del nostro metodo Magico è proprio questo: stabilire una relazione speciale in un mondo magico all'interno del quale si condivide con la Maestra Magica una meravigliosa esperienza in lingua inglese. Sicuramente è più facile ricordare la parola /wind dopo aver alzato le braccia corso per tutta l'aula e soffiato forte whoooooo whoooo insieme agli amici e alla Maestra Magica, piuttosto che dopo aver visto la flash card tre volte. Non metto in dubbio l'utilità del metodo delle flash card che è sicuramente uno strumento in più ma ritengo che l'assenza di esperienza renda l'apprendimento un vuoto destinato a riempirsi di confusione e chissà se si troverà mai la via all'ordine.

Parliamo anche del materiale. Ci sono persone che a noi Maestre Magiche, chiedono sconti su sconti, meno materiale, ma del peluche che se ne fanno, ma non può comprare meno libri, ma non possiamo masterizzare il cd ... tutte le volte che mi trovo di fronte queste persone io consiglio di andare a parlare anche con altre scuole perché forse hanno ragione. Questo lo faccio perché sono convinta che il metodo è ottimo ma so anche che un'ora a settimana di inglese non può pretendere la padronanza della lingua nel bambino.
Se penso che ci sono bambini che a due anni e mezzo devono ancora pronunciare la loro prima parola nella lingua madre, rabbrividisco all'idea che si possa pensare che a quattro sappiano parlare perfettamente la seconda lingua. I bambini parlano tanto perché parlano con qualcuno affettivamente positivo come ad esempio i genitori. Ma poi capisco e rispetto, anche se non condivido, le scelte diverse dalle mie.

Il materiale che si mette a disposizione nel corso vuole appunto creare la possibilità di mantenere un percorso di esperienza quotidiana con la lingua inglese (cartoni, canzoni, libri) ma anche un percorso di esperienza quotidiana a livello affettivo (peluches, borsetta), di responsabilità (DinoRoutine), di magia (ritualità e maglietta magica).
Ci sono poi dei gadgets, qualcuno ci snobba per questo ma poi piacciono e alla fine sono gadgets di qualità, che piacciono ai bambini e migliori di quei miliardi di pezzi di plastica che spesso si comprano senza rendersi conto di spendere un capitale.
Sono gadgets che possono far felice vostro figlio creando maggiore desiderio di apprendere la L2, sentendosi anche meritevole e aiutano la nostra ricerca ad andare avanti nel migliore dei modi perché dietro al metodo non c'è solo la Professoressa Taeschner ma tantissime altre persone che ci mettono passione, professionalità, tempo, conoscenza, condivisione e lavorano sodo credendo in quello che fanno. La professoressa non permette a nessuno di lavorare gratis e cerca di dare spazio a tutti per rendere la ricerca più fruttuosa. La Rete di Eccellenza ci contraddistingue perché condividiamo, ci confrontiamo, ci aiutiamo, ci consigliamo e in alcuni casi subito c'è spirito di collaborazione per trovare soluzioni ad ogni gruppo di bambino che si forma nel territorio nazionale. Una Magic Teacher fuori dalla Rete di Eccellenza è sola, non partecipa alla ricerca e allo sviluppo del metodo e di conseguenza non si aggiorna sul metodo.
Se viene a trovarsi di fronte a un problema non può confrontarsi con le altre Magic Teacher d'Italia in rete, per questi motivi perde il titolo di Magic pur rimanendo una brava Teacher.

Qui mi aggancio per spiegare che la Magia del metodo sta nel coinvolgimento quotidiano dei bambini  e nella relazione magica che noi stesse contribuiamo a creare all'interno del nostro gruppo ma anche negli altri gruppi. Un bambino che da Trieste si sposta a Palermo subito riconoscerà un'altra Magic Teacher o un altro Magic DinoAlunno e subito i sentirà a casa, perché il Magico Mondo di Hcous & Lotus lo portiamo dentro di noi in qualsiasi luogo. È un mondo stabile e nomade nello stesso tempo e non ci lascia mai.
Un coinvolgimento necessario ai fini del risultato, basta poco molto poco ma se fatto con mamma e papà e tanta felicità ... può funzionare anche solo investendo cinque minuti al giorno, e durare per tutta la vita.

Buon DinoViaggio nel Mondo di Hocus&Lotus a tutti

venerdì 14 ottobre 2016

The Secret Garden e i segreti della lettura

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Mio figlio ha l'influenza e rimane a casa, per fortuna i miei figli sono abituati a stare con me anche quando lavoro dunque nessun problema. Io sto al computer a lavorare, studiare testi e cercare di creare percorsi di apprendimento dell'inglese per studenti che vanno dai 3 ai 15 anni, sul tavolo ci sono io, il mio computer libri sparsi e mio figlio che legge il suo libro sugli insetti. Lui ha quattro anni ed è un tipetto sveglio niente male. Ad un certo punto mi guarda e mi dice:
I segreti del giardino, mamma bello questo libro
 Mi si apre la bocca, abbasso lo schermo del computer e confermo quanto sospettato, dietro lo schermo c'è il libro The Secret Garden lo prendo, lo mostro a mio figlio e gli chiedo
Amore, in che lingua è scritto questo libro?
In inglese mamma
Puoi leggermelo piano piano
De-si-cret-ga-rden, ecco il segreto del giardino
Non è la prima volta che rimango a bocca aperta con i miei figli. La prima a quattro anni venne un giorno e cominciò a raccontarmi storie in spagnolo, le inventava lei, facevano ridere e io ero talmente sorpresa che le scrissi.
Tutti e due intorno ai quattro anni hanno iniziato a leggere.
Per la prima credevo che a scuola la forzassero a leggere, tanto che mi arrabbiai perché mi sembrava presto ma poi anche il secondo a quattro anni ha cominciato a leggere.
Ora ne ha quasi cinque.
Tutti voi che mi seguite e che mi conoscete da un po', ora vi aspetterete che io vi spieghi come ciò avviene e invece no. Non ho nessuna spiegazione se non la mia emozione nel vedere i progressi con i miei occhi invece che sentirmeli raccontare da qualcuno.
Io con i miei figli ho letto tante storie e in più lingue (inglese, spagnolo e francese), sin dalla nascita, leggevo quello che piaceva a me e quello che piaceva a loro. Erano molto piccoli, addirittura il secondo aveva meno di tre anni quando li addormentavo leggendo il piccolo principe in francese. Abbiamo letto insieme storie lunghe e storie brevi, in tutte le lingue da Esopo a Sepulveda, tradizioni italiane, germaniche, inglesi, spagnole e sud americane. Storie lette senza nessuna immagine, poi venivano le immagini che loro confrontavano con quelle immaginate, poi se possibile i cartoni animati della stessa storia e dunque confrontavano quello che avevano immaginato con le illustrazioni con il film.
Posso tranquillamente dire che le storie che in casa nostra ci hanno accompagnato per periodi lunghissimi sono state

Il piccolo principe (in francese e spagnolo)
La lumaca che voleva conoscere le ragioni della sua lentezza (in spagnolo)
La storia del topolino perez (in spagnolo)
Le avventure di Alice e Giallo coniglio bianco (in italiano scritte da me per i miei bambini - scusate sono nostre)
Barbapapà (in francese)
Cappuccetto rosso (in inglese)
Caillou (in spagnolo)
L'Elefante Elmer (in italiano e spagnolo)
Federico, Guizzino, L'albero delle parole e piccolo giallo e piccolo blu (ovviamente in italiano)
La zuppa di sasso (in italiano e anche direttamente da Alfonso Cuccurullo che a detta di mio figlio: "mamma la sa meglio di te")
Storie di querciantica (in italiano)
Le avventure di Hogard (in italiano)
direi anche le avventure di Hocus&Lotus (ovviamente in inglese)

Riesco ad immaginare che alcuni dicano che non è poco, che sono stata brava, che bello questo e che bello quello ma la mia sorpresa rimane perché questo mio percorso era molto familiare e non avrei mai pensato (come invece era sicuro il nostro pediatra romano Federico) che si potesse arrivare a tanto e dunque la domanda rimane:
Come avviene tutto ciò?
Sicuramente ha ragione la professoressa Taeschner, si tratta di una buona relazione che rende felici i bambini di attraversare quel percorso e sentendosi felici e bravi spingono per andare oltre. La stessa cosa diceva il pediatra di cui sopra ma la domanda rimane, e forse non ha una risposta, forse a volerci pensare bene non ci sono spiegazioni che conosciamo ma solo osservazioni, come questa mia.
La domanda rimane quella
Come avviene tutto ciò?
La domanda rimane perché, a parte il percorso di Hocus e il desiderio di lasciare un seme in altre lingue, il mio percorso è stato inesperto, basato sull'osservazione di ciò che funzionava e non funzionava, scegliendo di portare avanti ovviamente solo i percorsi che davano risultati ma non ho una conoscenza approfondita di ciò che veramente avviene nel cervello e mi incuriosisce tantissimo.
ho letto libri come

Proust e il calamaro
Capire la dislessia
Tempeste nel cervello
I neuroni della lettura

Tutto ciò mi ha arricchito molto e forse un po' permesso di indirizzarmi ma la mia sorpresa di fronte a certi bambini rimane e non si spiega.
Tra i miei DinoAlunni c'è un bimbetto che ha iniziato il corso a 3 anni, stava zitto zitto e non si muoveva troppo, osservava silente, sembrava quasi annoiato ma la madre diceva che era contento. Dopo sei mesi ha cominciato a raccontare le storie di Hocus in inglese come fosse la cosa più normale del mondo, così all'improvviso, come se lo avesse sempre fatto.
Un altro bimbetto era sveglio e parlava, poi ha avuto un momento di difficoltà ed è entrato in modalità rifiuto.
Quando sua madre è venuta a lezione per dimostrare quanto fosse bella, lui ha fatto un salto di qualità linguistica impressionante. A quattro anni è in grado di decontestualizzare le frasi che impara.
Il mio è un mestiere dai pochi riconoscimenti economici ma le gratificazioni emotive che si hanno con questi bambini sono infinite, la domanda però rimane quella:
Come avviene tutto ciò?
Buone letture a tutti, grandi e piccoli.

venerdì 5 agosto 2016

Rondoni e migrazioni

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Copuright di questo post è riservato.

Ricordo ancora quando sono arrivata a Trieste, una delle prime persone che ho conosciuto è stata Silvana, presidente della Onlus liberidivolare2012. Abbiamo assistito con quanta cura lei e il suo gruppo di volontari hanno curato e rimesso in libertà ben 8 rondoni.
Sapevate che i rondoni se scendono a terra non sono più capaci di rialzarsi in volo?
Sapevate che i rondoni durante la migrazione non si fermano mai? Mangiano in volo.
Sapevate che i rondoni durante la migrazione in Africa dormono in volo? Come fanno?
Riposano metà cervello chiudendo un occhio, e poi l'altra metà chiudendo l'altro occhio.
Sono uccelli rapidi e forti, dolci e allegri.

Normalmente si ha più familiarità con le rondini, che non appartengono però alla stessa famiglia dei rondoni. Tutti noi aspettiamo le rondini per aprire le finestre alla primavera, al risveglio, al desiderio di fiori, di sole, di mare, di vita.
Sapevate che i rondoni tornano sempre allo stesso nido e se tornando non lo trovano più, non hanno più una casa?
Sapevate che se tornando trovano un muro, una rete o altro al posto del loro nido sbattono, cadono in terra e muoiono? E poi? Non è più primavera? Muoiono ... disperati, senza casa, senza aiuti, affamati, stanchi.

Tremano impaurite. Immaginate di volare dall'Africa a Trieste, 8000 km senza mai fermarvi e quando finalmente sentite l'aria di casa, il sapore del riposo e la gioia di ritrovarvi ... BUM ... buio, sbattete, cadete, tramortiti e senza più potervi rialzare, destinati a morire, senza capire.
Perché?

Silvana e Stefano (il veterinario esperto che collabora con la onlus per salvare rondini, rondoni e balestrucci) le raccolgono, le curano, riescono anche a re-innestare le penne delle ali e poi, quando il momento arriva, con un gesto fermo, deciso e di amore le rilanciano su nel cielo nella speranza che possano ritrovare la via dell'Africa, sane robuste e allegre come sempre.

E con quanta precisione bisogna fare il lancio: come acchiapparle, come lanciare e come lasciare, tutto studiato al millimetro, come quando le si nutre, tutti i giorni, più volte al giorno e quanti volontari per aiutare la loro sopravvivenza.




E quanta emozione nei cuori dei bambini che prima di ogni lancio vogliono controllare tutto e sapere il nome e la loro storia, un po' come la storia di Cipolla e Camomilla che presto conoscerete. I bambini sono felici ed emozionati nel partecipare a questo evento.

Con quanta curiosità circondano ogni volta Silvana, che non riesce a rispondere subito a tutte le loro domande e con quanta gioia controllano da lontano che non sia ricaduta ma piuttosto abbia preso il volo per la sua casa africana.

Devo dire che anche io mi sono molto emozionata, tanto che ho scritto una piccola storia dedicata i rondoni, alle migrazioni, alla fatica di attraversare un mondo geografico, politico, tradizionale per poter ricominciare una vita forse piena di aspettative, più soddisfacente, e ad occhi chiusi essere pronti ad affrontare ogni cosa pur di ritrovare il sorriso. E si, sembra chiaro, dietro ogni migrazione c'è una spinta, una necessità che vanno capite prima di essere giudicate.

Rondoni e migrazioni
(testi e illustrazioni di Silvia Corridoni)

  Partivo giovane e parto anziano,
ai potenti venti stringo la mano, 
in queste folli migrazioni, che amo.
Sempre la stessa direzione.
Sempre la stessa tradizione.  
Sempre una diversa emozione.
Volando raggiungo altri lidi,
incontro paradisi,
respiro fiordalisi.



Volando piango i clandestini,
senza più destini,
sbatto nei genocidi  
Terra,
Mare,
Monti,
Deserto,
Vento,
Il Mondo si sta ribellando.   
Idoli,
Petrolio,
Cadaveri,
Guerre,
Abusi
La Morte non fa più paura.
Volando ...
con un colpo cado piano,
sento forte l'odore di umano,
  tremo perché mi trova una mano,
per fortuna riparto dalla stessa mano
e volando …
vivo.