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lunedì 24 agosto 2020

Scuola, genitori e alternative ai tempi del COVID-19

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Dopo tanto tempo torno a confidare i miei pensieri sul mio blog LeggiCON. 
In questi ultimi anni ho riflettuto a lungo sulla questione apprendimento, scuola, socializzazione, mode e malattie del secolo. È uno degli argomenti che condividiamo più spesso mio marito e io la sera quando i bambini dormono e tutto tace. 
Siamo giunti alla conclusione che siamo entrati in un punto di svolta, per citare Fritjof Capra. Un momento storico che presto, se la Terra non ci abbandona, entrerà nei libri di storia come "rivoluzione".

Da anni oramai ci si chiede perché sprecare ancora tempo e materiali inquinanti quando si può lavorare da casa, si può studiare da casa, si può mettere in rete fisco con agenzia delle entrate con datori di lavoro pubblici e privati e gli incroci permetterebbero di controllare l'evasione fiscale; così come renderebbero meno personali i giudizi di maestri e professori pur permettendo loro di personalizzare il programma (che invece sembra sempre più standard); gli ospedali potrebbero essere in rete per dibattere delle malattie e delle medicine e soprattutto della prevenzione; i giornalisti potrebbero citare le fonti nei loro articoli e le fonti essere a disposizione di tutti ... ma questo è niente. 

Sembra che il digitale tolga lavoro alle persone e tutti dovranno morire di fame, e la popolazione mondiale sia destinata a morire molto presto. Una catastrofe atomica, accompagnata da malattie inguaribili,  dalla calotta polare che si scioglie, dal mare che si innalza, dalle foreste che scompaiono ... sicuramente un periodino difficile in cui per fortuna molti di noi hanno mantenuto una vena artistica con cui salvarsi. 
Ma proviamo a pensare che ce la faremo, che una possibilità c'è, che non è tutto perduto e che magari si può lavorare meno e avere più tempo libero e lavorare in più persone, magari da casa lavoriamo incontrandoci due volte la settimana ma abbiamo più tempo per socializzare e rendere il posto in cui viviamo migliore. Lo abbiamo fatto e funziona.

Soffermo il mio pensiero sul cambiamento mondiale che stiamo vivendo e sulla scuola, mi limito ad osservare e a pensare a questa istituzione che per tanti lustri, a fatica, ha tirato fuori l'Italia dall'analfabetismo e che ora, se non le permettono di rinnovarsi, rischia di colare a picco. 

Il vero problema è la rivoluzione che stiamo vivendo e la fatica di alcuni a lasciare andare il passato. 

La scuola non può più essere quella esperienza di scrittura delle letterine e di scrittura di tutte le lezioni "che così sia impara a scrivere che memorizza l'argomento", perché nell'era digitale scrivere in corsivo non è neppure necessario e la memorizzazione di dati la lasciamo fare al computer. Quello che oggi serve è l'apertura mentale, l'apertura al nuovo e al diverso, la creatività nell'organizzare una scuola che non lasci indietro nessuno ma che aiuti il governo e i cittadini ad andare avanti, nonostante i disastri ambientali, nonostante la pandemia, nonostante l'idea semi-collettiva che la Terra sta per implodere dall'inquinamento e non ci sarà un futuro per i nostri figli, perché per noi già questo è il futuro che abbiamo costruito. 

Il 14 settembre ricominciano le scuole ma le direttive ministeriali sono strette e difficilmente ci sono le giuste caratteristiche per mandarle avanti, pubbliche ma anche private, non sanno più cosa inventarsi. Quello che di buono emerge è una forte volontà da parte dei genitori di organizzarsi per non lasciare i propri figli senza istruzione. Serve che le istituzioni smettano di blindare le decisioni ai dipendenti pubblici e si aprano al colloquio con i genitori, con le loro proposte e con un sistema alternativo che vuole navigare per mano alla scuola, in sinergia con la scuola e non necessariamente come un subalterno o un sottoposto o un ribelle antagonista.

Riapriranno le scuole? Quanti casi di contagiati servono per chiudere una classe? e una scuola? Vanno in quarantena la classe, la scuola e tutta la famiglia e tutti i colleghi di quei genitori che hanno condiviso anche solo pochi minuti di operato nelle ultime 48 ore? Si fermerà il mondo? 
Ma se la pandemia c'è ed è realmente così grave, non si può sottovalutarla.

A me sembra ridicolo anche solo aver passato del tempo a progettare sedie di plastica tonde con rotelle come alternativa al rientro a scuola. 
Come un tempo, basta il banco singolo e il distanziamento di almeno 1,5mt tra un banco e l'altro. 
Così, però, si riducono gli spazi e non si può più arrivare a 26 bambini per classe. 
Ma in fondo sappiamo da tanto tempo che una sola maestra con tanti alunni riduce la qualità del suo lavoro e la capacità di apprendimento degli studenti, piccoli e grandi, che poi si ritrovano a dover rifare il lavoro a casa.
L'esperienza della DAD ci ha insegnato che in fondo in fondo non serve fare 5 ore al giorno piene e poi riempire di compiti i bambini il pomeriggio, anche perché va bene che devono socializzare e stare con gli altri, ma cinque ore al giorno in una stanza con 26 bambini e una o due maestre per 5 anni e poi a casa a studiare da soli, questo non è socializzare.

Mi sento fortunata perché attraverso le maestre di mia figlia ho scoperto che la DAD è fattibile, se ad operarla sono persone competenti, se i genitori un pochino trovano il tempo di aiutare i propri figli nello scalino iniziale. 

Osservo e vedo genitori disperati che non vogliono la DAD ma preferirebbero lasciare i figli in una scuola o simile; genitori che vorrebbero in qualche modo partecipare alla formazione dei figli; genitori che assolutamente non li vogliono a casa (ma questo lo vivo con una stretta al cuore, mi fa tanto triste); genitori in difficoltà perché non tutti hanno o sanno usare un computer e magari alcuni oltre al fatto che lavorano hanno da 2 a 6 figli, durissima per loro.

Noi ci siamo trovati a vivere delle ottime esperienze scolastiche ma anche di brutte, abbiamo intrapreso un percorso di HomeSchooling con grande successo, ma abbiamo anche affrontato la DAD con grande successo e questo ci ha portato a pensare che si può, ci si può aiutare invece di stare in contrasto. HomeSchooling non è un percorso di ribellione all'attuale pubblica istruzione, perché sappiamo l'importanza delle scuole in tutti i territori e guai a toglierle. 
Ci chiediamo però perché tanta chiusura verso la HomeSchooling che poi, non dimentichiamo, è sempre esistita. In tempi di guerra, ma anche dopo, erano spesso i più poveri a studiare a casa mentre i ricchi andavano a scuola. 
Oggi sembra diventare il contrario, ma non è così.

Mi piacerebbe una scuola dove l'apprendimento non passa per la punizione che l'insegnante da ai ragazzi per mostrare la sua autorità, per fermarli perché non li vuole più sentire, perché deve parlare lei o non riesce a portare avanti il programma. 
Mi piacerebbe una scuola fatta di pochi bambini e una maestra, dove si trova il tempo per essere lenti e veloci, per conoscersi e relazionarsi, dove l'obiettivo principale non è la velocità o la furbizia ma la crescita, lo sviluppo di competenze, l'interazione rispettosa e felice dei bambini, dei ragazzi, degli insegnanti.

Ci si arrampica sugli specchi con banchi, mascherine, plexiglass, sedie rotanti ma siamo sempre là: la soluzione è insegnanti competenti empatici e sempre formati, piccoli gruppi di studenti e collaborazione tra scuola e genitori. 
Se gli spazi non ci sono, se le aule non bastano, se il corpo insegnanti non ce la fa più ed è anche sottopagato, perché insistere su questa via?
Perché non accogliere modelli ibridi e alternativi.

Alcuni genitori vogliono i figli a scuola anche senza mascherina, altri li preferirebbero in DAD, altri ancora a casa. 
Bene, organizziamoci, permettiamo a ciascuno di scegliere.
Si fa la didattica normale e tradizionale, allo stesso tempo si mette in piede la DAD, si fa un sondaggio tra i genitori e anche solo fosse il 10% ad intraprendere la DAD, rimarrebbe più spazio per gli altri.
Se una maestra viene messa con tutta la classe in quarantena, può lavorare da casa in smart working e agganciarsi alla DAD che già esiste, in modo che nessuno perde lezioni e apprendimento. 
Se quarantena vuol dire malattia siamo fritti, bastano 2 classi da 26 alunni cadauna per mettere gli studenti a casa a fare niente e il corpo docente in malattia, e i genitori in difficoltà. 
Solo il corpo docente? E i bidelli, i genitori e i colleghi dei genitori? 

Alcuni genitori vorrebbero organizzarsi in piccoli gruppi di HomeSchooling ma hanno paura perché le scuole controllano, fanno gli esami e addirittura ho sentito usare il termine "ritorsioni" ... ma per favore!!
Siamo nel 2020, perché queste realtà non possono collaborare?
HomeSchooling in questo momento vuole anche dire limitare i contagi. 
Si creano piccoli gruppi di studio organizzati dai genitori, se necessario rivolgendosi a collaboratori esterni. 
Si intravede anche un momento di ripresa economica, seppur piccola, per coloro che non sono mai riusciti a entrare a scuola, per coloro che con la chiusura COVID hanno visto sfumare il loro lavoro.

Ogni scuola dovrebbe organizzarsi per classi poco numerose con banchi singoli distanziati, va bene anche con piccole spondine di plexiglass attaccate ai banchi durante le lezioni per non stare con le mascherine 5 ore, che si porterebbero però durante la pausa. 
Serve una pausa per mangiare e una pausa per interagire con i compagni, sempre gruppi piccoli.

Ogni scuola dovrebbe organizzarsi con la DAD per permettere a quei genitori che non lavorano, che lavorano da casa o che hanno bisogno di allontanarsi per motivi familiari di far seguire una scuola ai propri figli, sperando che i genitori abbiano premura di far socializzare i figli in altri contesti, sempre piccoli.

Ogni scuola dovrebbe organizzarsi per aprire le porte agli HomeSchooler accettando i loro programmi e organizzando per loro gli esami di fine anno, vivendo ogni volta questa esperienza come uno scambio e un momento di apprendimento, rilasciando non bocciature ma relazioni in cui si attestano le competenze eccellenti, quelle ottime, quelle buone e quelle in fase di sviluppo. 

A tutto questo aggiungo che bisogna staccarsi dalla territorialità a aprirsi e vivere l'Italia non come un agglomerato di regioni che fanno capo ad un unico governo, ma come tanti cittadini che fortunatamente hanno culture, tradizioni, idee e risorse diverse, perché sono proprio queste mille diversità raccolte in un territorio piccolo e impervio che rendono l'Italia una nazione unica in tutto il mondo, perché è proprio da tutte queste diversità raccolte in questo bel paese che troviamo sempre la forza di rialzarci e farcela.

Immaginate quante cose possono imparare un gruppo di HomeSchooler sardi che vanno a fare l'esame in Veneto, e quanto una scuola toscana che riceve degli HomeSchooler dal Friuli Venezia Giulia. Immaginate quanto forti e uniti si possono sentire un gruppo di studenti del Piemonte o della Lombardia che frequentano una scuola in DAD della Puglia.

Un pensiero utopico che ho voluto condividere con tutti voi, un segno di speranza e di fiducia in una Italia che alla fine non sono mai riusciti veramente ad abbattere. Un pensiero che condivido con mio marito, anche lui giunto alla conclusione che alternative creative e condivise sono la via migliore.

sabato 6 maggio 2017

La mia proposta per un futuro migliore dei nostri bambini

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Oggi viviamo in un periodo storico in cui il bene materiale sta diventando scomodo, problematico e anti-ecologico e dunque è il momento di volgere lo sguardo verso nuovi orizzonti anche per quanto concerne i nostri bambini, la loro gratificazione, la loro felicità, la loro educazione e la loro autostima. Un cambiamento nei confronti di queste folli spese festaiole è già un regalo per il bambino di oggi. Quante persone spendono 200,00€ per un giocattolo (bellissimo ed educativo) che rimarrà per sempre nel cuore e nella vita del bambino? Sì, perché poi liberarsi di un bellissimo gioco di legno tanto costoso è difficile anche da grande e ciò comporta uso di cantine, soffitte, traslochi faticosi e molta inutile polvere. Uno vale la pena, forse anche due, ma vale la pena comprarne uno ogni due mesi?
Le figurine ad esempio sono divertenti, ma devono rimanere figurine, costi bassi, scambi tra bambini e album compilato possibilmente in ordine. Altro sono le figurine che costano oramai più delle sigarette e che portano allo scambio interattivo con il computer.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura. In fondo l'amore (ma se ci pensate bene anche il successo) non passa attraverso la carta di credito ma passa attraverso la relazione umana, positiva, sincera, affettiva e costante nel tempo (e non ha prezzo).
I ricordi più belli dell'infanzia, passano per la relazione umana.
I bambini fortunati hanno dei nonni che assolvono a questo compito, proprio perché loro ai nipoti dedicano il tempo e l'affetto e non soltanto soldini. Da grandi, poi, ci si ricorda molto volentieri di quando si passava tanto tempo ad ascoltare le storie della nonna (storie che rimangono con noi tutta la vita, sono preziose e non fanno polvere), oppure della sfida a scacchi con lo zio che non ci faceva mai vincere (avete idea di quanto sia importante saper giocare a scacchi?).
Ci si ricorda meno volentieri dei momenti tristi, passati in giardino o in salone da soli, a giocare a sassetti o al computer, senza nessuno con cui condividere vincite e perdite, gioie e tristezze, conquiste e autostima.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura, dicevo, e dunque del tempo costante e periodico da passare insieme in giro per musei raccontando storie e aneddoti sulle opere d'arte.
Passeggiate in montagna giocando a riconosciamo i picchi piuttosto che corse sulla battigia più lunga che troviamo.
Libri scelti accuratamente e letti insieme, fino a costruire una piccola biblioteca nel cuore del bambino.
Un corso di nuoto e magari qualche nuotata insieme in piscina, poi al lago, poi al mare e poi un piccolo fiume da guadare.
A chi ama la danza si può regalare un corso oppure una volta l'anno l'esperienza del balletto al teatro dell'opera.
Naturalmente, si può regalare un corso di lingua che permetta anche la condivisione in famiglia in lingua.
Noi Magic Teachers nel mondo, oltre ad occuparci dell'apprendimento della seconda lingua in età precoce, lavoriamo molto a promuovere questa condivisione linguistica felice in famiglia. Migliora la conoscenza della lingua ma anche la relazione del bambino nei confronti della propria famiglia e del mondo e di conseguenza la sua autostima e la sua positività.
Confessiamo di essere contrarie ad un apprendimento che passa sempre attraverso frustrazioni e paure.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura e dunque,  richiede una scelta più difficile perché, al di là della carta di credito, si richiede la relazione in presenza.
Per quanto riguarda la relazione in presenza posso dire poco.
Ciascuno di noi sa cosa può e cosa vuole, mi sento di consigliare solo che sia positiva, in modo che vada a riempire quella parte dei ricordi che alimentano la gioia di vivere.
Per quanto riguarda libri, film, opere, musica e spettacoli di tanto in tanto parlo di quelli che io scelgo ma ciascuno ha un suo gusto ed è giusto che scelga in libertà. Ricordate che la cultura è stimolo e apprendimento, se vedete un film di guerra stimolate alla guerra (che può essere uno stimolo alla violenza ma anche uno stimolo alla memoria), se vedete un film di fate stimolate i sogni (senza i quali non si trova un vero scopo nella vita) e via dicendo. Che sia una scelta consapevole.
Per quanto riguarda i corsi mi permetto di consigliare corsi certificati e con certificazione.
La certificazione può sembrare un superfluo pezzo di carta ma a lungo andare scoprirete che non è così.
La certificazione che il bambino riceve, è segno di gratificazione per lui, di garanzia del livello, di possibilità future. Un professore preparato quando riceve in classe (ma lo stesso dicasi nello sport) un ragazzo con un certificato conosce già il livello di preparazione dell'alunno e può subito predisporsi su un piano formativo comune e personalizzato. Quando vostro figlio dirà di conoscere una lingua potrà certificare che non sta inventando niente. Man mano che cresce il bambino sa di dover raggiungere gli obiettivi formativi e sa che questi passano attraverso una certificazione, senza la quale si vede costretto a rinunciare ad alcune possibilità.
Pensate a quando per un posto di lavoro vi richiedono la conoscenza dell'inglese o dell'informatica, magari siete anche più bravi ma non potete partecipare alle selezioni perché non siete certificati. Anche nello sport, volendo entrare in gruppi sportivi molto grandi e strutturati, dovete dimostrare (medaglie alla mano) che negli ultimi due anni avete raggiunto alcuni obiettivi, se siete anche più bravi ma non detenete punteggi, non possono prendervi in considerazione.

I corsi di Hocus&Lotus al riguardano sono fantastici perché permettono ai bambini di apprendere in modo divertente attraverso l'esperienza e fanno leva sulle capacità personali di ciascun bambino, stimolando la sua voglia di stare e di fare e la sua autostima all'interno di una relazione affettiva sicura, il vero luogo magico dei corsi Hocus&Lotus. 
Quest'ultima è la base del successo del suo apprendimento e di molte altre cose.
Difficilmente si raggiungono gli obiettivi quando ci si abitua a dire:
"Non ce la faccio. Non sono bravo. È troppo difficile per me. Ho paura ..." .
Le certificazioni Hocus&Lotus, proprio perché strutturate e sviluppate secondo una ricerca trentennale ancora operante e di carattere mondiale, possono rispecchiarsi e collaborare con altri enti certificatori di livello mondiale, come ad esempio le certificazioni Trinity.

Hocus&Lotus, inoltre, a testimonianza del suo potenziale, si mette in campo per l'apprendimento di ben cinque lingue. Vi sembra poco una testimonianza trentennale di un metodo che porta a termine i suoi obiettivi per l'apprendimento precoce della lingua straniera, in cinque lingue?
Un metodo che offre non solo il metodo con un altissimo potenziale didattico, ma anche più possibilità di lavoro per noi Magic Teachers che ci impegnami in questa ricerca costante.
Io ad esempio posso insegnare ai bambini in inglese, in spagnolo, in francese e in italiano. Con la globalizzazione del mondo, sono tantissimi gli stranieri che vivono in Italia e anche loro hanno bisogno di un supporto come Hocus&Lotus che non solo li avvia in modo felice e sicuro alla lingua italiana, ma anche li fornisce di una relazione affettiva che stimola un'inserimento sereno e di ficucia.
Non dimentichiamo che il Metodo, non porta avanti solo un obiettivo linguistico ma è perfettamente adeguato alle moderne esigenze di vita che richiedono di raggiungere obiettivi trasversali come conoscenza di una lingua straniera, capacità comunicativa, capacità espressiva, capacità relazione, capacità organizzativa, pro-positività, capacità di lavoro costante.

A presto
Silvia

mercoledì 8 febbraio 2017

Il vento della verità di Valentina Rizzi

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Oggi provo a condividere con voi un pensiero abbastanza difficile. Come molti sanno io non amo quei libri per bambini che propongono soluzioni e sostegno ai genitori per risolvere una problematica solo apparentemente del bambino. Non cito nulla perché, nel mio blog, mi sono ripromessa di parlare solo di libri che apprezzo.
Se vostro figlio non si lava i denti o non vuole dormire o non riesce a fare cacca, io sconsiglio vivamente di cercare un libro che lo convinca a lavarsi i denti, o che lo aiuti ad addormentarsi o che lo aiuti addirittura a fare la cacca, piuttosto consiglio di lavarsi i denti insieme al bambino tutte le sere fino a che diventa una routine anche per lui, di provare un'altra modalità di ninna o di chiedersi cosa turba il bimbo che non riesce a dormire o di chiamare il medico per problemi fisiologici ma a volte anche psicologici.
Immaginate un bimbo predisposto ad una malattia neuronale che ancora non è emersa, ma anche semplicemente un bimbo che sta covando il febbrone o disturbi intestinali o sinusite ma ancora non ve ne siete accorti, certo che non riesce a dormire.
Ha paura ha fastidio, ha dolore, è piccolo e non sa come liberarsi di questo fastidio che non lo lascia in pace per fare sonni sereni. Voi ancora non lo sapete semplicemente perché non si è manifestata ancora la malattia o non vi siete accorti o non sapete della giornataccia che ha passato a scuola e non sa come placare la sua ansia o rabbia per un evento.
Immaginate questo bambino ... ha paura, prova rabbia o forse vergonga, qualcuno lo ha infastidito e nessuno ha fatto niente, ha bisogno di sostegno ma non sa nemmeno lui cosa chiedere.
Il sostegno che riceve è una bella porta chiusa, un urlo o la lettura di un libro che condiziona il suo sonno.
Non sarebbe meglio un grande abbraccio, delle coccole, una ninna nanna e tanto amore?
Lo so che è difficile e richiede tanto amore ma diciamolo, i figli non si comprano al supermercato ... almeno spero!!
Provate a ricordare come potete quanto è rassicurante essere abbracciati da mamma ed essere cullati lentamente, piano piano, appoggiando la testa al petto e potendo chiudere gli occhi e sentirsi sostenuti, protetti, amati, sicuri ... da mamma ma, ma anche da papà. Dai papà anche tu puoi farlo e il bambino sarà felice lo stesso e non toglierai nulla a mamma, anzi lei potrà fare altro e tu dare doppia rassicurazione al bambino.

La lettura per me è di aiuto quando crea un mondo magico dove ci si può immergere insieme ma anche da soli e vivere mille avventure in un ambiente protetto. Diverso è un libro che con il condizionamento aiuta il bambino a fare quello che il genitore non riesce a fargli fare.
Il bambino cresce sano e felice nella relazione con la sua famiglia (la più importante) e nella relazione umana con il resto del mondo, e frustrato nel mondo dei condizionamenti, del non ascolto, della non condivisione, della violenza fisica e psicologica.
È chiaro che poi ci sono degli strumenti che aiutano il genitore a supportare il bambino nella sua crescita e nella sua personale formazione di schemi di percezione della vita, che non vanno condizionati ma supportati affinché ognuno possa diventare un adulto consapevole di se stesso e non un robot che risponde ai meccanismi di un manuale scritto per lui. Un manuale che non gli corrisponde e lo farà soffrire per tutta la vita.
Le fiabe sono molto supportive per il bambino proprio perché si può avvicinare al reale attraverso l'uso di un linguaggio metaforico e non esplicativo che spesso è percepito come violento.
La fiaba aiuta il bambino a sperimentarsi ma anche aiuta l'adulto ad abbandonare la sua adultità (ma non la sua responsabilità) quando si relazione con il bambino, soprattutto per questioni delicate.

Con questa premessa torno oggi a parlare di un'autrice a me particolarmente cara per vari motivi troppo lunghi da spiegare: Valentina Rizzi, di lei vi ho parlato quando ho raccontato del fantastico libro dal titolo Vita (leggi il post).
Questa volta vi voglio parlare del libro Il vento della verità,
che consiglio di prendere in considerazione anche nelle scuole dove per motivi didattici o sanitari ci si trova ad affrontare argomenti complessi e delicati per lo sviluppo dei bambini, insistendo sul fatto che un libro è un pretesto e non un salvavita, consiglio di usarlo in accordo con l'autrice stessa, con una persona che vi aiuta a lavorare con l'arte terapia, con esperti sanitari (psicologi dell'età evolutiva) con i docenti formandoli al testo e al suo uso e con gli alunni.

Intanto si tratta di un testo teatrale con audiolibro.
Già solo la lettura audio è molto bella e coinvolgente, trascina come un vortice l'ascoltatore all'interno del mondo dei piccoli boccioli che crescono e può essere usata, volendo e con competenza e collaborazione, come copione teatrale.
Chi mi conosce, sa della mia formazione in Lingue,  Arte Teatro Terapia con il metodo Rosati-Hansen, Gestalt Counselling e la specializzazione in Glotto-Didattica Infantile con il Format Narrativo della prof.ssa T. Taeschner; e sa quanta importanza do io all'azione teatrale per lo sviluppo, soprattutto infantile ma non solo (per chi non mi conosce può comprenderlo leggendo questo post).
Questa storia bella ben strutturata e semplice, la storia di Cuorinfiore, è un ottimo strumento attivo su più canali: la lettura del testo, l'ascolto dell'audiolibro, la possibilità della performance teatrale,  numerosi spunti di riflessione.

Chiediamoci perché sono tutti canali importanti:
La lettura di storie (fiabe per i più piccoli), come abbiamo sempre detto forniscono conoscenza e possibilità di espressione consapevole. Una sperimentazione protetta in un mondo magico e a dimensione adeguata. La possibilità di raggiungere mondi diversi e lontani da noi.
L'ascolto (di audiolibro) è un canale molto importante al quale spesso non si da la giusta importanza, imparare ad ascoltare un audiolibro ti allena all'ascolto in generale, un ascolto che può essere rivolto verso l'esterno ma anche verso l'interno. Se l'ascolto è condiviso, poi, con altri e con l'aiuto delle parole apprese si riesce a dare forma ai propri pensieri, ai propri dubbi, alle proprie esigenze senza entrare in confusione.
Il teatro, con l'esperienza scenica che ne scaturisce, che un testo come il Vento della Verità offre, ti da la possibilità di salire su un palco ed esprimerti cercando le tue risorse in te stesso e, ancora, ti da la possibilità di sperimentare un cambiamento sempre in ambiente protetto (come dico sempre lettura e teatro sono gli strumenti che preferisco per l'apprendimento delle lingue, ma serve un format narrativo adeguato o è puro esercizio mnemonico).

La nostra esperienza fisica ed emotiva si vanno a posizionare nella nostra memoria interna, complete di tutti i canali, e vanno a formare la nostra griglia della percezione della vita, i significati che diamo alla vita, le risorse che usiamo per prendere decisioni e proseguire nel nostro cammino.
La nostra memoria storica però non la si costruisce con un apprendimento mnemonico ma piuttosto esperenziale.
Puoi studiare tutta la teoria che vuoi sulla bicicletta ma come dice la Prof.ssa Taeschner, se non sali e pedali non impari ad aindare in bicicletta.
Poi certo, alcuni preferiscono insegnare la teoria e altri la pratica.
L'apprendimento mnemonico teorico prevede un grandissimo dispendio di energia per un basso livello di sviluppo spesso basato solo sul canale della lettura e della visione di immagini.
L'apprendimento emotivo-esperenziale (movimento, ascolto attivo, intelligenza emotiva, dialogo e condivisione, lettura e ricerca) fornisce, con il minor sforzo il più alto livello di apprenidmento quasi sempre basato sull'utilizzo di tutti i canali percettivi dell'uomo.
Non dimentichiamo che il movimento fisico e la sperimentazione emotiva attivano dei centri nervosi altamente evolutivi, nonché sviluppano l'attività dei neuroni a specchio (che vale la pena andare a studiare), dei quali molto ma molto brevemente e indicativamente posso dire che sono quei neuroni che attivano il meccanismo della simulazione per cui guardando/sperimentando una pièce di teatro il nostro cervello ci permette di sperimentare per simulazione un'altra esperienza. Ma il funzionamento dei neuroni a specchio è molto più complesso di quanto io possa dire qui.

Il Vento della Verità di Valentina Rizzi riconosce i Diritti all'Infanzia come la base per un sano e possibile sviluppo del futuro del pianeta e dell'uomo. I bambini, infatti, sono persone e in quanto tali vanno tutelati e educati ai loro stessi (e quindi a quelli degli altri) diritti, come la Convenzione Internazionale ai Diritti per l'infanzia ci insegna. Un primo passo verso la civilizzazione, infatti, si ha con la riduzione della violenza e mi par bene cominciare proprio dai futuri adulti, abituandoli alla non-violenza.
Non bisogna mai dimenticare che un bambino può crescere solo all'interno di una relazione affettiva (idealmente la prima e più formativa è la relazione affettiva madre-figlio) e là dove il bambino non la trova/riceve ne costruisce una sua, personale a cui attaccarsi per non morire, spesso confusa e a volte violenta, la stessa relazione che poi riproporrà da adulto.
L'abuso su un minore, sappiamo, influisce su il suo sviluppo fisico, psichico, comportamentale, emotivo e relazionale, condizionando l'intero assetto della sua personalità.
Prevenire gli abusi di violenza sui minori, dunque, aiuta a costruire un futuro di adulti sani e felici.

Valentina sa che il bambino non può riconoscere, esprimere e rispondere ai segnali di abuso e violenza e immagina una storia che, in qualche modo e possibilmente con il supporto adeguato di adulti sani, li possa aiutare in questi casi.
Per Valentina, autrice responsabile e anche lei esperta in Teatro Terapia, è importante allenare i propri figli a riconoscere il disagio dal benessere, a distinguerli partendo dai segnali che il nostro stesso corpo ci propone. Saper distinguere i segnali che li aiutano ad allontanarsi dai contesti che li mettono a disagio, perché quando ci si sente a disagio troppo a lungo, si tende a normalizzare il disagio nella propria vita.
In questo contesto, tra ricerca, simbolismo fiabesco e sperimentazione teatrale si muove la storia che Valentina ha creato per i bambini e per gli adulti che li aiutano a crescere sani e felici.
All'interno di Cuorinfiore vivono i boccioli che devono crescere guidati dagli adulti del regno. Ci sono figure femminili e maschili. Quest'anno una brutta influenza ha colpito gran parte dei boccioli costringendo Papaverino e la dolce Principessa Rosina ad una lunga convalescenza. Cocco Secretillo e la Strega Omertà bramano qualcosa contro il Re e sua figlia la Principessa Rosina ma Madre Natura sa guidare i suoi boccioli a prestare attenzione ai segnali negativi e li aiuta a superare i brutti momenti attraverso il riconoscimento dei messaggi negativi, imparando a dire di no quando i propri diritti vengono abusati, imparando a non trascurare il proprio corpo con pulizia e cura in ogni sua parte e imparando non solo a dire la verità, ma anche a raccontarsi.
Secondo lo studio-sondaggio condotto a Roma dal Prof. Paolo Donzelli nel 2009, docente dell'Università di Catania, il libro-progetto del Vento della Verità ha riscontrato un enorme successo proprio tra i bambini che si sono dimostrati contenti di aver partecipato all'esperienza teatrale della storia di Cuorinfiore.
Hanno trovato la storia facile da comprendere e soprattutto si sono dimostrati soddisfatti per il trionfo della verità. Un 60% delle bambine si sono identificate con la protagonista, la Principessa Rosina.
Questo libro mi sembra un supporto psicologico-educativo-letterario adeguato, nonché anche semplicemente una fantastica storia che appassiona i bambini.
Valentina, non ha spiegato la teoria ai bambini ma ha saputo mettersi nei loro panni guidandoli gioiosamente, con un linguaggio simbolico adeguato nel difficile cammino di comprensione di un abuso, di un disagio, di una violenza, anche solo nel saper riconoscere le cattive abitudini.

Questa volta mi rivolgo a tutti quegli operatori che hanno bisogno di formazione e di materiale per affrontare argomenti delicati con bambini altrettanto delicati, perché tutti i bambini sono delicati, io e Valentina siamo qui per informazioni sul testo e la sua importante funzione educativa, nonche sulla fiaba semplicemente in quanto fiaba che sa portarti per mano in un altro mondo, come quando tira il vento e il cappello ti vola via.