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sabato 23 gennaio 2021

Corsi di lingua on-line con SilviaC.

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Da sempre sostengo che al centro dell'apprendimento, al di là di qualsiasi buon metodo che si voglia applicare, deve esistere la relazione umana positiva, accogliente e comprensiva. La relazione umana tra un'insegnante e un discente è una mano che il maestro tende all'allievo per accompagnarlo nel suo percorso di apprendimento rapido o lento che sia, liscio o tortuoso. L'apprendimento non riguarda solo un metodo ma la capacità di affrontare il mondo ed essendo noi animali sociali, se qualcuno ci accompagna sicuramente apprendiamo meglio. Chi ci accompagna ci fa capire che le regole e le leggi non sono un'imposizione da parte di chi ha più potere di noi ma riguardano la libertà di tutti noi, le regole riguardano la buona condivisione del mondo in modo sicuro, consapevole e responsabile.

Nella vita ho imparato che nulla deve essere dato per scontato e quindi voglio specificarlo, quando parlo di relazione umana, io la intendo senza violenza fisica o psicologica che sia: 

Io sono contraria alle punizioni, alle derisioni (che alcuni chiamano scherzi ma fanno ridere solo un soggetto che di solito tollera male poi lo stesso scherzo), sono contraria alla gara al voto più alto e non preferisco tutte quelle persone che per sentirsi brave lavorano più a a sminuire il prossimo che a migliorare se stessi.

Io sono favorevole alla crescita insieme, allo studio insieme, alla ricerca insieme e alla correzione degli errori insieme, perché è proprio da quelli che si parte per migliorare e non per sentirsi meno intelligenti. Io non vorrei mai vicino a me persone senza difetti e che non sbagliano mai.

A marzo del 2020 siamo stati catapultati in una nuova epoca storica: un mondo chiuso, impaurito, limitato, dove anche respirare è diventato pericoloso. Stiamo attraversando l'epoca storica della Pandemia del Covid-19, siamo i protagonisti dei prossimi testi di storia e di medicina. 

Anche io, come molti altri, ho dovuto cambiare il mio modo di vivere e quindi anche di lavorare, ma ciò non ha cambiato il mio pensiero sull'apprendimento. 

I miei corsi di lingua on-line, i metodi che ho studiato dal giorno della laurea (lontano 23 febbraio 1996) a oggi (arte-teatro terapia, Drama, Format Narrativo Taeschner), le esperienze di insegnamento all'estero (Finlandia) e i numerosi gruppi di inglese e italiano (tra Roma, Perugia e Trieste) mi hanno insegnato che ovunque troviamo una porta chiusa è perché un'altra porta si è aperta, l'importante è volerla vedere. 

Nei miei corsi on-line la buona relazione permane, non ci si vede in presenza ma ci si vede in tutto il mondo e i mini-laboratori che presento sono mirati allo studio delle lingue ma anche ci abituano ad una tecnologia che presto farà parte della nostra vita, anche ci abituano a percorsi di crescita come la lettura, il teatro, la narrazione e la scrittura creativa

Vi lascio con un saluto in video.


Per informazioni scrivete a s.corridoni@gmail.com mettendo in oggetto la vostra richiesta.





lunedì 24 agosto 2020

Scuola, genitori e alternative ai tempi del COVID-19

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Dopo tanto tempo torno a confidare i miei pensieri sul mio blog LeggiCON. 
In questi ultimi anni ho riflettuto a lungo sulla questione apprendimento, scuola, socializzazione, mode e malattie del secolo. È uno degli argomenti che condividiamo più spesso mio marito e io la sera quando i bambini dormono e tutto tace. 
Siamo giunti alla conclusione che siamo entrati in un punto di svolta, per citare Fritjof Capra. Un momento storico che presto, se la Terra non ci abbandona, entrerà nei libri di storia come "rivoluzione".

Da anni oramai ci si chiede perché sprecare ancora tempo e materiali inquinanti quando si può lavorare da casa, si può studiare da casa, si può mettere in rete fisco con agenzia delle entrate con datori di lavoro pubblici e privati e gli incroci permetterebbero di controllare l'evasione fiscale; così come renderebbero meno personali i giudizi di maestri e professori pur permettendo loro di personalizzare il programma (che invece sembra sempre più standard); gli ospedali potrebbero essere in rete per dibattere delle malattie e delle medicine e soprattutto della prevenzione; i giornalisti potrebbero citare le fonti nei loro articoli e le fonti essere a disposizione di tutti ... ma questo è niente. 

Sembra che il digitale tolga lavoro alle persone e tutti dovranno morire di fame, e la popolazione mondiale sia destinata a morire molto presto. Una catastrofe atomica, accompagnata da malattie inguaribili,  dalla calotta polare che si scioglie, dal mare che si innalza, dalle foreste che scompaiono ... sicuramente un periodino difficile in cui per fortuna molti di noi hanno mantenuto una vena artistica con cui salvarsi. 
Ma proviamo a pensare che ce la faremo, che una possibilità c'è, che non è tutto perduto e che magari si può lavorare meno e avere più tempo libero e lavorare in più persone, magari da casa lavoriamo incontrandoci due volte la settimana ma abbiamo più tempo per socializzare e rendere il posto in cui viviamo migliore. Lo abbiamo fatto e funziona.

Soffermo il mio pensiero sul cambiamento mondiale che stiamo vivendo e sulla scuola, mi limito ad osservare e a pensare a questa istituzione che per tanti lustri, a fatica, ha tirato fuori l'Italia dall'analfabetismo e che ora, se non le permettono di rinnovarsi, rischia di colare a picco. 

Il vero problema è la rivoluzione che stiamo vivendo e la fatica di alcuni a lasciare andare il passato. 

La scuola non può più essere quella esperienza di scrittura delle letterine e di scrittura di tutte le lezioni "che così sia impara a scrivere che memorizza l'argomento", perché nell'era digitale scrivere in corsivo non è neppure necessario e la memorizzazione di dati la lasciamo fare al computer. Quello che oggi serve è l'apertura mentale, l'apertura al nuovo e al diverso, la creatività nell'organizzare una scuola che non lasci indietro nessuno ma che aiuti il governo e i cittadini ad andare avanti, nonostante i disastri ambientali, nonostante la pandemia, nonostante l'idea semi-collettiva che la Terra sta per implodere dall'inquinamento e non ci sarà un futuro per i nostri figli, perché per noi già questo è il futuro che abbiamo costruito. 

Il 14 settembre ricominciano le scuole ma le direttive ministeriali sono strette e difficilmente ci sono le giuste caratteristiche per mandarle avanti, pubbliche ma anche private, non sanno più cosa inventarsi. Quello che di buono emerge è una forte volontà da parte dei genitori di organizzarsi per non lasciare i propri figli senza istruzione. Serve che le istituzioni smettano di blindare le decisioni ai dipendenti pubblici e si aprano al colloquio con i genitori, con le loro proposte e con un sistema alternativo che vuole navigare per mano alla scuola, in sinergia con la scuola e non necessariamente come un subalterno o un sottoposto o un ribelle antagonista.

Riapriranno le scuole? Quanti casi di contagiati servono per chiudere una classe? e una scuola? Vanno in quarantena la classe, la scuola e tutta la famiglia e tutti i colleghi di quei genitori che hanno condiviso anche solo pochi minuti di operato nelle ultime 48 ore? Si fermerà il mondo? 
Ma se la pandemia c'è ed è realmente così grave, non si può sottovalutarla.

A me sembra ridicolo anche solo aver passato del tempo a progettare sedie di plastica tonde con rotelle come alternativa al rientro a scuola. 
Come un tempo, basta il banco singolo e il distanziamento di almeno 1,5mt tra un banco e l'altro. 
Così, però, si riducono gli spazi e non si può più arrivare a 26 bambini per classe. 
Ma in fondo sappiamo da tanto tempo che una sola maestra con tanti alunni riduce la qualità del suo lavoro e la capacità di apprendimento degli studenti, piccoli e grandi, che poi si ritrovano a dover rifare il lavoro a casa.
L'esperienza della DAD ci ha insegnato che in fondo in fondo non serve fare 5 ore al giorno piene e poi riempire di compiti i bambini il pomeriggio, anche perché va bene che devono socializzare e stare con gli altri, ma cinque ore al giorno in una stanza con 26 bambini e una o due maestre per 5 anni e poi a casa a studiare da soli, questo non è socializzare.

Mi sento fortunata perché attraverso le maestre di mia figlia ho scoperto che la DAD è fattibile, se ad operarla sono persone competenti, se i genitori un pochino trovano il tempo di aiutare i propri figli nello scalino iniziale. 

Osservo e vedo genitori disperati che non vogliono la DAD ma preferirebbero lasciare i figli in una scuola o simile; genitori che vorrebbero in qualche modo partecipare alla formazione dei figli; genitori che assolutamente non li vogliono a casa (ma questo lo vivo con una stretta al cuore, mi fa tanto triste); genitori in difficoltà perché non tutti hanno o sanno usare un computer e magari alcuni oltre al fatto che lavorano hanno da 2 a 6 figli, durissima per loro.

Noi ci siamo trovati a vivere delle ottime esperienze scolastiche ma anche di brutte, abbiamo intrapreso un percorso di HomeSchooling con grande successo, ma abbiamo anche affrontato la DAD con grande successo e questo ci ha portato a pensare che si può, ci si può aiutare invece di stare in contrasto. HomeSchooling non è un percorso di ribellione all'attuale pubblica istruzione, perché sappiamo l'importanza delle scuole in tutti i territori e guai a toglierle. 
Ci chiediamo però perché tanta chiusura verso la HomeSchooling che poi, non dimentichiamo, è sempre esistita. In tempi di guerra, ma anche dopo, erano spesso i più poveri a studiare a casa mentre i ricchi andavano a scuola. 
Oggi sembra diventare il contrario, ma non è così.

Mi piacerebbe una scuola dove l'apprendimento non passa per la punizione che l'insegnante da ai ragazzi per mostrare la sua autorità, per fermarli perché non li vuole più sentire, perché deve parlare lei o non riesce a portare avanti il programma. 
Mi piacerebbe una scuola fatta di pochi bambini e una maestra, dove si trova il tempo per essere lenti e veloci, per conoscersi e relazionarsi, dove l'obiettivo principale non è la velocità o la furbizia ma la crescita, lo sviluppo di competenze, l'interazione rispettosa e felice dei bambini, dei ragazzi, degli insegnanti.

Ci si arrampica sugli specchi con banchi, mascherine, plexiglass, sedie rotanti ma siamo sempre là: la soluzione è insegnanti competenti empatici e sempre formati, piccoli gruppi di studenti e collaborazione tra scuola e genitori. 
Se gli spazi non ci sono, se le aule non bastano, se il corpo insegnanti non ce la fa più ed è anche sottopagato, perché insistere su questa via?
Perché non accogliere modelli ibridi e alternativi.

Alcuni genitori vogliono i figli a scuola anche senza mascherina, altri li preferirebbero in DAD, altri ancora a casa. 
Bene, organizziamoci, permettiamo a ciascuno di scegliere.
Si fa la didattica normale e tradizionale, allo stesso tempo si mette in piede la DAD, si fa un sondaggio tra i genitori e anche solo fosse il 10% ad intraprendere la DAD, rimarrebbe più spazio per gli altri.
Se una maestra viene messa con tutta la classe in quarantena, può lavorare da casa in smart working e agganciarsi alla DAD che già esiste, in modo che nessuno perde lezioni e apprendimento. 
Se quarantena vuol dire malattia siamo fritti, bastano 2 classi da 26 alunni cadauna per mettere gli studenti a casa a fare niente e il corpo docente in malattia, e i genitori in difficoltà. 
Solo il corpo docente? E i bidelli, i genitori e i colleghi dei genitori? 

Alcuni genitori vorrebbero organizzarsi in piccoli gruppi di HomeSchooling ma hanno paura perché le scuole controllano, fanno gli esami e addirittura ho sentito usare il termine "ritorsioni" ... ma per favore!!
Siamo nel 2020, perché queste realtà non possono collaborare?
HomeSchooling in questo momento vuole anche dire limitare i contagi. 
Si creano piccoli gruppi di studio organizzati dai genitori, se necessario rivolgendosi a collaboratori esterni. 
Si intravede anche un momento di ripresa economica, seppur piccola, per coloro che non sono mai riusciti a entrare a scuola, per coloro che con la chiusura COVID hanno visto sfumare il loro lavoro.

Ogni scuola dovrebbe organizzarsi per classi poco numerose con banchi singoli distanziati, va bene anche con piccole spondine di plexiglass attaccate ai banchi durante le lezioni per non stare con le mascherine 5 ore, che si porterebbero però durante la pausa. 
Serve una pausa per mangiare e una pausa per interagire con i compagni, sempre gruppi piccoli.

Ogni scuola dovrebbe organizzarsi con la DAD per permettere a quei genitori che non lavorano, che lavorano da casa o che hanno bisogno di allontanarsi per motivi familiari di far seguire una scuola ai propri figli, sperando che i genitori abbiano premura di far socializzare i figli in altri contesti, sempre piccoli.

Ogni scuola dovrebbe organizzarsi per aprire le porte agli HomeSchooler accettando i loro programmi e organizzando per loro gli esami di fine anno, vivendo ogni volta questa esperienza come uno scambio e un momento di apprendimento, rilasciando non bocciature ma relazioni in cui si attestano le competenze eccellenti, quelle ottime, quelle buone e quelle in fase di sviluppo. 

A tutto questo aggiungo che bisogna staccarsi dalla territorialità a aprirsi e vivere l'Italia non come un agglomerato di regioni che fanno capo ad un unico governo, ma come tanti cittadini che fortunatamente hanno culture, tradizioni, idee e risorse diverse, perché sono proprio queste mille diversità raccolte in un territorio piccolo e impervio che rendono l'Italia una nazione unica in tutto il mondo, perché è proprio da tutte queste diversità raccolte in questo bel paese che troviamo sempre la forza di rialzarci e farcela.

Immaginate quante cose possono imparare un gruppo di HomeSchooler sardi che vanno a fare l'esame in Veneto, e quanto una scuola toscana che riceve degli HomeSchooler dal Friuli Venezia Giulia. Immaginate quanto forti e uniti si possono sentire un gruppo di studenti del Piemonte o della Lombardia che frequentano una scuola in DAD della Puglia.

Un pensiero utopico che ho voluto condividere con tutti voi, un segno di speranza e di fiducia in una Italia che alla fine non sono mai riusciti veramente ad abbattere. Un pensiero che condivido con mio marito, anche lui giunto alla conclusione che alternative creative e condivise sono la via migliore.

giovedì 25 ottobre 2018

B-Bilingual, Ancona 1 convegno 28.10.2018

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Sapevate che nel mondo ad essere monolingue sono in pochissimi?
Ci avete mai fatto caso?
A dire che il bilinguismo fa male e crea de disturbi di linguaggio, sono ancora meno.
In America sono quasi tutti bi/tri-lingue.
Anche in Cina è così, in India, nella penisola Scandinava ... e noi italiani?
In qualche modo lo siamo anche noi, pensate a quanti dialetti coesistono in Italia.  Ora si usa meno e tutti vogliamo essere bravi italiani che parlano la propria lingua come a scuola e guai a farsi sentire in dialetto ma i nostri nonni no!
Loro sapevano.
Molti dei nostri nonni potevano parlare dialetto stretto (che in alcuni casi equivale ad un'altra lingua) e italiano.

Da quando sono diventata mamma "bilinguismo e allattamento" sono due argomenti che mi hanno davvero sorpreso e a tratti fatto ridere. Ricordo ancora, ero con mio figlio in ospedale, aveva 3 mesi e non voleva il ciuccio e non ha mai voluto il latte artificiale.
Lo sputava!
Venne una pediatra giovane, brava ma giovane.
Mi disse:
"Signora lo dico per lei, allatta troppo!"
Come si fa ad allattare troppo un bambino?
Quanti casi di mamme morte per allattamento esistono nella statistica?
Quanti casi di morti precoci per allattamento?
Con il bilinguismo è la stessa cosa, qual è la reale statistica nel mondo di bambini affetti da disturbi del linguaggio o ADHD (malattia nuova e ancora in fase di elaborazione) dovuti al bilinguismo.
Dal mio punto di vista il bilinguismo sfavorisce (e sottolineo la S iniziale) l'insorgere dei disturbi del linguaggio, dei disturbi comportamentali e anche di disturbi di attenzione, anzi migliora notevolmente il potenziale dei bambini che crescono bilingui in modo sereno, divertente e armonioso.

La ricerca genetica ... ah la ricerca genetica, che passione.
Il genotipo di ciascuno di noi. Sarebbe bello avere in mano tutti i genotipi di tutti gli esseri viventi per poterli studiare, confrontare e catalogare a ritroso fino a trovare il gene principe di ... di che? Sicuramente un argomento difficile per me, sicuramente una ricerca importante.
Io, da quel poco che ho capito, sospetto che il genotipo abbia un problema difficile da risolvere.
Si chiama Fenotipo.
Il fenotipo raccoglie tutte le caratteristiche di un organismo ambientale, non solo quelle di origine chimica, ma anche quelle culturali, educative, sociali, affettive e ... chi disturba di più il genotipo o il fenotipo?
Questa troppo semplice spiegazione per ricordare che l'ambiente circostante il bambino, lo stile di vita, la relazione parentale, amicale, scolastica, sportiva ... ebbene si la relazione è la base di ogni beneficio (e maleficio) che riguarda l'uomo.
Per questo il Bi-linguismo fa male se somministrato da manuale con rigidità e alte aspettative.
Ma noi parliamo di altro, parliamo di Bi-linguismo nel senso di apertura mentale, capacità di accettazione del diverso, capacità di focalizzazione e di problem solving, desiderio di socializzazione e coinvolgimento.
In fondo l'apprendimento riguarda la relazione e l'esperienza (riporto da wikipedia che è di pubblico accesso, ma trovate in ogni manuale pedagogico di riferimento):
L'apprendimento è un cambiamento relativamente permanente che deriva da una nuova esperienza o dalla pratica di nuovi comportamenti, ovvero una modificazione di un comportamento complesso, abbastanza stabile nel tempo, derivante dalle esperienze di vita e/o dalle attività dal soggetto. Esso è dunque un processo "esperienziale": le nostre esperienze, compresa l'attuazione di nuove attività, possono infatti influenzare significativamente le nostre connessioni neuronali e quindi le nostre strutture cerebrali. (https://it.wikipedia.org/wiki/Apprendimento)
... possono infatti influenzare significativamente le nostre connessioni neuronali ... fino a diventare persone isolate, arrabbiate, depresse e molto altro. 
In tutto questo però il Bi-linguismo non c'entra nulla. 

Ad Ancona le colleghe Magic Teachers, hanno organizzato un convegno, siete ancora in tempo per acquistare il biglietto e vederlo in streaming

Acquista il biglietto del 1 convegno B-Bilingual oragnizzato ad Ancona dalla Coop Soc. Magicteachers Siamo nell’era della globalizzazione. Sapere l’inglese è diventato un must. Integrare nella nostra comunità scolastica un numero sempre crescente di bambini immigrati un’esigenza. 

Ma cosa significa essere bilingui e quali sono gli strumenti a disposizione dei genitori che oggi vogliano far crescere i propri figli in un contesto plurilingue?

E qual è l’impatto del bilinguismo su quei bambini che presentino BiLS o più in generale BES, ovvero una fragilità significativa nell’area dell’apprendimento linguistico?

Smontare i pregiudizi più comuni che etichettano l’essere bilingui come una diversità, una stranezza, anziché un valore aggiunto è l’obiettivo del nostro convegno. Grazie agli interventi di professionisti specifici per ogni tematica, illustreremo i meccanismi di acquisizione di una e più lingue, approfondiremo e spiegheremo se e come il bilinguismo e il DSA possano essere collegati, ed evidenzieremo cosa possono fare le famiglie e la scuola per confermare il bilinguismo un punto di forza e favorire l’integrazione sociale dei bambini immigrati e dei DSA nella nostra comunità, rispettando la loro emotività e superando le barriere linguistiche. 

Una famiglia e una comunità che vogliano crescere nel bilinguismo possono farlo, con la giusta consapevolezza. È un obiettivo alla nostra portata, anche in caso di disturbi specifici del linguaggio, perché conoscere più lingue non aggrava necessariamente le difficoltà di comunicazione verbale.


Buon apprendimento a tutti
Silvia

venerdì 25 maggio 2018

Splendidi DinoParents per formidabili DinoKids, grazie a tutti!

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Quest'anno è stato un anno particolarmente duro. Un trasloco, situazioni affettive dolorose, una anno scolastico dei miei figli difficile e pesante, un anno da maestra faticoso, un anno di fine percorso formativo su due binari e in fase di valutazione finale.
Per fortuna il trasloco è finito. Per fortuna mio marito, i miei figli, i miei genitori (ai quali non sarò mai abbastanza grata) e i miei suoceri (in particolare grazie nonna Anna per la forza che sempre hai nel cercare la gioia di tutti) sono persone davvero speciali.
Per fortuna la scuola dei miei figli ha saputo raccogliere, accogliere, dialogare e alla fine trovare soluzioni.
Per fortuna (non c'entra nulla ma lo voglio dire lo stesso) ho incontrato Erica e la sua grinta.
Per fortuna sono Magic Teacher di DinoKids e DinoParents davvero speciali.
Per tutta questa Magia che ho incontrato in questo faticoso percorso scolastico sotto diversi aspetti, in questo post di fine anno voglio dire GRAZIE.

Anche quest'anno i corsi pomeridiani di Hocus & Lotus presso la scuola materna Tomizza di Trieste, sono giunti al termine con ottimi risultati.
12 diplomi consegnati, non molti per alcune Magic Teachers, ma sono 12 diplomi di qualità assicurata.
Sento il dovere, ma soprattutto il piacere, di ringraziare la scuola con le sue insegnanti, referenti, dirigente e tutte le gentilissime signore che hanno aspettato i miei ritardi nel lasciare l'aula per riordinarla. Grazie per avermi aiutato a rendere questo spazio felice.
Voglio ringraziare tutti i genitori dei miei DinoKids perché ciascuno a modo suo, ciascuno con le sue possibilità, ciascuno ... ha collaborato a far funzionare al meglio questo fantastico viaggio con Hocus & Lotus. Viaggio che tanto mi ha arricchito.
Grazie a tutti voi!
Soprattutto voglio ringraziare i miei DinoKids perché non è stato soltanto un viaggio nel Magico Mondo Inglese di Hocus & Lotus ma è stato un viaggio all'interno di una relazione magica e piena di vita ed emozioni.
In particolare vorrei ringraziare Enka per la sua ... perché lei ... e poi perché ... lei è Enka e le parole non bastano a descriverla.
Grazie di tutto Enka.

Quello che in questo post vorrei condividere con voi che mi leggete è l'importanza dell'incontro positivo e armonico tra tutti i soggetti coinvolti in un corso al fine di una buona riuscita, ovvero quando l'obiettivo finale è il benessere dei bambini.
Un corso di poche ore annue è magico se incontra tanta magia, nel metodo, nella struttura e nella relazione umana. Noi l'abbiamo trovata!

Ho un background di studi abbastanza importante in Italia e all'estero (laurea quinquennale in lingue, erasmus in Finlandia, corsi di lingua in Inghilterra, Spagna, Francia e Finlandia, corso biennale sulla gestione delle risorse umane, scuola biennale di teatro e corso biennale in arte-terapia, diploma quadriennale di gestalt counselor con un anno di specializzazione nell'uso del teatro, corso triennale in glotto-didattica infantile con il metodo del format narrativo della professoressa T. Taeschner (Hocus & Lotus), sto per finire proprio in questi due mesi il corso sull'apprendimento atipico e la questione BES.

Anche le esperienze professionali non mancano. Ho partecipato all'organizzazione di grandi eventi come i mondiali di atletica leggera a Osaka o ai diversi meeting romani del Golden Gala, ho tradotto testi per i Musei Vaticani, ho insegnato italiano in Finlandia che ero molto giovane, ho organizzato spettacoli teatrali e laboratori per bambini in giro per l'Italia, sono blogger, lettrice, scrivo ...

All'interno di queste molteplici esperienze professionali e di ricerca esiste un filo rosso che è quello che mi permette di andare avanti con buoni frutti (nel caso di questi particolari bambini direi ottimi), sto parlando dell'incontro di una relazione umana positiva, collaborativa, emozionale, non giudicante né competitiva.
Un ottimo metodo, una struttura scolastica competente e organizzata e l'armonia di un incontro relazionale felice anche nelle difficoltà e nella stanchezza.
Mi sento fortunata e felicemente stanca.
La stessa professoressa Taeschner, che sa di aver strutturato un metodo funzionale, ottimo anche dove troviamo delle lacune professionali, ci spinge sempre ad avere fiducia nella vita, ad essere positivi, a stabilire relazioni positive che portano al sorriso e alla felicità del bambino.
Diciamo che il metodo ottimo, con questa relazione Magica, diventa superlativo, eccellente.

Come ogni anno, anche quest'anno, alla consegna dei diplomi, io non ho organizzato recite o feste ma improvviso con i bambini e i genitori in base al dialogo, alle domande, alle stanchezze.
Le ultime due lezioni del corso abbiamo giocato con le DinoCards o DinoMemory.
Abbiamo usato le carte per inventare nuove storie e ognuno dei miei mini gruppi ha inventato una bellissima storia che di seguito vado a raccontare. Storia della quale abbiamo fatto il format narrativo per i genitori alla consegna dei diplomi.
I bambini fino ai 4 anni quando vedono le immagini (che conoscono perché sono delle storie di Hocus&Lotus) mi dicono delle parole (ovviamente in inglese) e io strutturo una storia semplicissima.
Poi la raccontiamo ai genitori attraverso il format da loro inventato.
Alcuni di 4 anni di fronte all'immagine mi sanno dire intere frasi, qualcuno come la bellissima Emma, mi ha raccontato intere storie.
Hanno potuto scegliere tra tante immagini e io ne metto solo alcune, giusto per far capire la complessità del metodo e i risultati che si possono ottenere riconoscendo e sfruttando a pieno le potenzialità dei bambini.

Con i bimbi più piccoli è molto difficile inventare storie in un lingua altra.
Prima delle cards abbiamo lavorato con i sassi dipinti.
I sassi dipinti sono per loro qualcosa di straordinario, dimostrano un interesse molto forte, ma prima ovviamente devono aver vissuto la storia che si propone oppure non si innesca il meccanismo dell'apprendimento bilingue.
Quanto scritto tra parentesi sono gli aggiustamenti che ho apportato per consegnare loro le storie stampate in ricordo di un così importante percorso di apprendimento.


The storm
by Leonardo, Leonardo, Davide, Emma (3/4 anni)
Corso Giallo

Hocus and Lotus go to Frog.
They Toc Toc Toc (knock) (at) the door.
"Hello frog!"
"The storm arrived"          
"the roof crack (broke)"
"Can you help?"
"Yes" said Frog.




All (their) friends come (came) to help (to) bilt (build) a (new) roof.
Hocus & Lotus are happy now.
Hocus & Lotus are happy again.








************************************
Strawberries
by Alessandro, Federico, Chiara (4/5 anni)
Corso Giallo

Hocus (was) in the pond
"splash splash"
Hocus went to run in the park
"hop hop hop"
The butterfly (went) on Hocus ('es) head.
"flap flap flap"
Hocus meet(s) frog and duck.





Hocus meet(s) Lotus in the park.
(Together), (they) eat strawberries.
They are happy now!






********************************************
Rat in the jungle
by Ilaria, Giulia, Lara, Korun, Giovanni (5/6 anni)
Corso Azzurro

Hocus is on the clouds with two big foot (feet).
Hocus is reading the book "Rat in the jungle".
Rat was walking in the jungle when he saw a lion.
Rat was afraid and go up (he run up) to the tree.
Rat call for help
"Heeeelp, heeeelp!"





Lotus cannot (couldn't) help because the (tolgo the metto her) house was on fire.










Rabbit saw the lion and call hocus.
"Hocus heeeelp, Hocus coooome!"










Hocus arrived (from) the clouds and took his scarf.
Lotus cut the scarf into two pieces (and) Hocus rescued Rat.









Hocus receive(ed) an invitation from Lotus.
Hocus was happy!









Mi dispiace molto sentirmi ancora dire da mamme e papà di bambini di 5/7 anni che questo è un metodo per bambini piccoli, come a dire che se nel metodo tolgo i DinoCrocs e metto Harry Potter i bambini dai 6 anni in su apprendono meglio.
Quando l'apparenza fa l'abito! 

Mi dispiace molto che ci siano in giro False Magic Teachers che lavorano a prezzi bassi sulla quantità, come se al posto del metodo fosse sufficiente leggere la storia, far cantare la canzone e far vedere il video.
Come se "più impari la canzone (a memoria) più sei (sembri) bravo"... no!!
Noi non insegniamo nulla a memoria e non chiediamo di sapere la canzone a memoria, mai! Ma questa è un'altra storia, è la storia che fa la differenza.
Buone vacanze miei piccoli DinoKids, divertitevi e spero vedervi tutti a ottobre, più alti più puzzolenti e pronti a diventare più bravi della vostra Magic Teacher.

Buone vacanze a tutti!
Magic Teacher Silvia
(anche su facebook)

lunedì 21 agosto 2017

Cari Genitori settembre è alle porte e ...

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Cari Genitori,

Ci siamo, settembre è alle porte!
Si ricomincia a pensare alla scuola e alle altre attività dei nostri figli e come ogni anno, io sono qui per accompagnarli nel percorso di apprendimento della lingua straniera.
Ho una modalità di insegnamento poco tradizionale, come molti avranno capito, e sono orientata al bilinguismo (anche se spesso non va di moda).
Ma Bilinguismo non è una parolaccia e non è "una questione complicata" come una volta mi sono sentita rispondere.
Il bambino bilingue può capire ed esprimersi in due lingue e, in base alla sua età e al suo percorso scolastico, piano piano saprà anche leggere e scrivere nelle due lingue.
Voglio solo precisare che un bambino bilingue conosce le due lingue come un bambino monolingue conosce la sua unica lingua: impara a comprendere e a parlare facendo tanti errori e migliorandosi con il tempo, all'inizio storpia le parole per poi riderci sopra quando le impara giuste e piano piano va avanti .... come succede a tutti i bimbi del mondo, che siano o no bilingui.
Se ci pensate il mondo è pieno di bambini bilingui.
Forse i monolingue sono una minoranza.
In tutti i paesi di confine ci sono bilingue, in tutto il centro e sud America ci sono bilingue.
Alcuni cinesi sono addirittura trilingue per via dei diversi ceppi del cinese, gran parte degli africani sono bilingue.
Per il bilinguismo non serve un vaccino di protezione (ma attenti a non suggerirlo) e non crea alterazioni della comprensione, disturbi patologici o complicanze relazionali.
Semplicemente abitua la mente a l'uso rapido e naturale di due lingue invece che di una lingua. Questo mio post un po' scherzoso e un po' ironico, è per dirvi che io sono qui per quei genitori che volessero saperne di più, per quelle scuole che volessero aprirsi al bilinguismo, per laboratori nelle scuole internazionali ...

- Consulenze sul bilinguismo
- Corsi di lingua (inglese, spagnolo e italiano) con il metodo Hocus&Lotus
- Laboratori di StoryTelling
- Creazione di eventi di lettura in lingua
- Giornate di lettura in lingua con Usborne Books

e molto altro ... a presto
Silvia


Chi sono:
Magic Teacher Silvia
Curriculum Vitae
Dicono di me
I miei post sul bilinguismo
Il mio contributo a di Hocus&Lotus






lunedì 19 giugno 2017

Magic Teachers. Dalla Lombardia: Elisa Baroni

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Elisa Baroni è una Magic Teacher dinamica e preparata con una storia molto intensa. Laurata in Lingue. Specializzata in glottodidattica infantile con il metodo Hocus &Lotus. Supporter Team Member del Trinity College di Londra e Team Member di EP Academy … ma dietro ai titoli di studio c'è molto di più. Andiamo a curiosare nella sua vita. 

Mi è stato chiesto di raccontare il mio viaggio con Hocus e Lotus, penso che potrei scriverne un libro. Ma facciamo un passo indietro.
Credo di essere nata con la passione per le lingue, ma di certo me ne sono innamorata ancora di più grazie a un papà che ne parlava ben quattro e mi portava con lui nei viaggi di lavoro in giro per il mondo quando poteva, e anche grazie al fatto che una parte della famiglia viveva e ancor vive in Francia. Da bambini spesso ci si trovava tutti insieme da loro e io passavo il tempo a chiedere come si dice “questo e quello” per poter imparare il più possibile. Ho ricordi meravigliosi di Natali trascorsi in Francia tutti riuniti (eravamo tantissimi, zii, nipoti, nonni) a festeggiare.
Dopo il liceo ho lavorato nei villaggi vacanze in giro per il mondo con una compagnia straniera per un paio di anni a stretto rapporto con tantissime persone di diverse nazionalità, un’esperienza meravigliosa e formativa, e una volta tornata mi sono iscritta a lingue e letterature straniere sperando un giorno di poter trovare la mia collocazione nel mondo.
Poi l’imprevisto … durante una vacanza in un paese straniero (guarda un po’ il destino) mi sono innamorata, dopo poco mi sono sposata e ho terminato l’università da sposata e mentre lavoravo in un ufficio per mantenermi. Si sa, la vita a volte fa dei giri strani ma se tu ci credi poi torni da dove volevi partire. E così è stato per me.
Quando è nata mia figlia mi sono licenziata dall’ufficio e ho scelto di dedicarmi per un paio d’anni a lei e di crescerla bilingue con l’inglese, in realtà non da subito, ho aspettato che avesse circa un anno, più per una mia insicurezza su come proporre questa lingua che per altro.
Oggi dopo il mio percorso di studi in glotto-didattica infantile grazie al metodo delle avventure di Hocus e Lotus e dopo aver studiato e approfondito il tema del bilinguismo infantile, partirei dal primo giorno di vita.
Il mio incontro con Hocus risale al 2012, quando la maestra della scuola dell’infanzia di mia figlia, dove io facevo un progetto gratuito di inglese per lei e compagni, mi parlò di un metodo e di una maglietta magica, un corso che aveva fatto tempo prima nel progetto “Brescia Bilingue” e mi mostrò dei materiali. Fu amore a prima vista!!
Mi iscrissi subito al corso perché sentivo forte dentro di me la necessità di trovare un metodo valido per trasmettere le mie conoscenze alla mia bimba. Ormai le filastrocche, le canzoncine, le letture in inglese, non ci bastavano più. Mancava il tassello per fare il passo decisivo verso una vera educazione bilingue.
Trovai in questa metodologia tutto quello che cercavo e che di più amavo al mondo: teatro, musica, ritmo, movimento, comunicazione e relazione affettiva coi bambini.
Mi buttai in questa avventura mettendoci il cuore, la passione e tanto sacrificio. Fare la mamma, lavorare, studiare, non sempre sono compiti facili da portare avanti in contemporanea.
Elisa mette in risalto la relazione umana che ci distingue tutte per il rispetto tra di noi, del volere dei genitori, dei bambini. Il rispetto dei loro tempi, del loro apprendere e del loro sognare … e la fatica che il vivere nel rispetto della buona relazione comporta. Leggiamo cosa ci dice:
Alle Magic Teachers che si affacciano a questo mondo sento di dire che non cambierei questa professione con altre, ma anche che richiede tanto sacrificio, studio, tempo (a volte sottratto a noi e ai nostri cari), infinita passione e rispetto. Rispetto di chi siamo, di quale messaggio offriamo con Hocus e Lotus e di questo metodo. E rispetto tra di noi. Ma soprattutto rispetto per i bambini che ci vengono affidati.
I bambini sono esseri speciali, delicati, puri, taluni semplici altri complicati da noi adulti, tutti desiderosi di amare e essere amati, capiti, rispettati, compresi e soprattutto guidati. Sento una grande responsabilità in quello che faccio ogni giorno.
Se si ha un animo sensibile, e questa condizione credo dovrebbe essere imprescindibile per un’insegnante, il viaggio emotivo che si intraprende con questa professione è profondo, a volte estenuante, altre rigenerante, ma sempre intenso e di grande impatto.
Siamo MAGICHE perché rispettiamo i principi della buona comunicazione e della relazione affettiva, e non dovrebbe essere altrimenti per chi si rapporta con i bambini.
Nelle parole di Elisa capiamo anche la difficoltà di inserirsi nel territorio, l'importanza del binomio impegno personale e buon utilizzo del materiale di apprendimento in dotazione con ogni corso Hocus & Lotus e l'importanza di scegliere le Magic Teachers all'interno della Rete di Eccellenza cui tutte noi apparteniamo.
In questi 5 anni di viaggio ho concluso i tre livelli di formazione e sono diventata “practical trainer”, con la speranza di poter diffondere le buone pratiche di Hocus e Lotus in tutta questa provincia dove il metodo è conosciuto grazie al progetto di sperimentazione di “Brescia Bilingue” risalente a diversi anni fa, ma dove spesso non viene attuato come dovrebbe, ovvero senza l’ausilio dei materiali che sono imprescindibili per l’esposizione e l’apprendimento dei bambini e soprattutto da insegnanti non certificate o auto -formatesi.
Grazie alla RETE DI ECCELLENZA a cui appartengo, chiunque consulti il sito ufficiale può trovare il mio nome nella sezione “Magic Teachers” certificate e avere garanzia della mia formazione professionale, linguistica e glottodidattica.
Nel mio meraviglioso territorio molti genitori stanno aprendo le porte delle loro case al nostro progetto di BILINGUISMO FAMIGLIARE con Hocus e Lotus, confermandomi di anno in anno stima grazie ai risultati ottenuti INSIEME.
Per sensibilizzare ancor di più su questa tema così importante per il futuro dei nostri figli, negli ultimi 2 anni ho partecipato a manifestazioni sul territorio come relatrice, ultima in ordine temporale la “Fiera del Bambino Naturale” di Chiari in cui ho condotto un approfondimento sui “vantaggi del bilinguismo” e sfatato alcuni falsi miti che ancora sono radicati in una parte della collettività.
Inoltre sono anche molto “social”: mi si trova un po’ ovunque, in particolare su facebook mi occupo di una pagina dedicata al BILINGUISMO (Educazione Bilingue in famiglia a Brescia) dove raccolgo interviste, articoli, risultati di ricerche scientifiche e condivido esperienze anche personali.
A un genitore che legge questa intervista direi che Hocus e Lotus è un dono prezioso: esso offre l’opportunità di aprirsi a nuove lingue, al mondo, a diverse culture, per abbattere le frontiere e crescere cittadini internazionali. Ma è anche garanzia di tanto tanto amore se la famiglia riesce a farne una parte delle proprie giornate. Un momento speciale in una lingua diversa ma altrettanto bella e importante, qualunque sia la lingua prescelta.
Come ogni cosa preziosa, come l’essere genitori, anche questo viaggio non sempre è facile e lineare, a volte presenta imprevisti, a volte ci spiazza, altre volte ci riempie di gioia.
Come ho scritto tempo fa in un’intervista a una stimata collega (Mascia Calcich. Intervsta): l’importante non è la meta ma l’emozione che ci accompagna durante il viaggio!
Anche la relazione della Magic Teacher con i genitori (che subito diventano DinoGentiori) è importantissima.
Ai “dino-genitori” di oggi e di domani (così chiamo coloro che si affidano a me per questo percorso di bilinguismo famigliare) sento di dare un unico consiglio: l’impronta che Voi darete all’apprendimento della seconda lingua, le EMOZIONI che VIVRETE con i Vostri bambini in questo mondo magico e l’impegno che metterete nel fare le attività con loro a casa saranno la chiave e il cuore dell’apprendimento. NON C’E’ APPRENDIMENTO SE NON C’E’ AMORE! Amate Voi per primi questo mondo! Lasciatevi coinvolgere! Tornate bambini ! Fate la differenza tra un corso di lingue e un PERCORSO di VITA BILINGUE! O, perché no, MULTILINGUE … io e la mia bimba visto che abbiamo concluso i 5 livelli in inglese pensiamo già a quale lingua fare ora …
Una mia alunna di 6 anni l’ultimo giorno di corso mi ha detto: “io voglio imparare tutte le lingue di Hocus e Lotus, teacher!”
E se fossero i Vostri bambini a dirvi queste parole? Dategliene l’opportunità!
Venite a Iseo, in provincia di Brescia, a conoscere me e i miei amici Dinocrocs Hocus e Lotus

lunedì 15 maggio 2017

Magic Teachers. Dalla Toscana, Giselle Pons

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Inizio questa mia intervista con una data:
New York 1933, l'anno in cui nasce Giselle Pons da costumisti franco-armeni.
Questa semplice frase già racconta tanto della nostra fantastica Magic Teacher Giselle Pons. La prima domanda che pongo a Giselle è:
In che modo nel tuo lungo percorso di vita hai sentito di essere una Magic Teacher? In che modo ti sei sentita in armonia e in accordo con il Metodo del Format Narrativo della Professoressa Traute Taeschner?
Sorridente, dolce e determinata, spiega:

La mia infanzia è stata caratterizzata dal trilinguismo e dal teatro, che hanno fortemente influenzato il mio successivo lavoro con la lingua inglese.
Subito mi rendo conto del perché Giselle, a oggi, lavora come Magic Teacher. La sua storia si spiega da sé. Giselle ci racconta:
Devo premettere che già bambina mi ero prefissa due obiettivi:1) Mai fare figli.2) Mai fare l’insegnante.Invece ... mi sono sposata a 20 anni e ho avuto ben 4 figli e 7 nipoti. Ho svolto mille mestieri e ho fatto la mamma. Poi ... avevo più di 40 anni quando ho dato le mie prime lezioni private. Ho iniziato insegnando inglese ad alcuni psicanalisti romani. Una volta che mio marito è andato in pensione ci siamo trasferiti dapprimaad Ansedonia, poi a Canino.A Canino ho iniziato facendo StoryTelling nella scuola primaria e sono poi passata a fare teatro in lingua nelle scuole di Canino, Arlena e Cellere. Con i miei alunni ho fatto spettacoli in inglese con ‘antipasto’ di francese partecipando ai festival teatrali di Bolsena e Grosseto.
Su suggerimento di Grazia Olimpieri, ex insegnante d’inglese e ora dirigente scolastico dell’I.C. di Montalto di Castro, alla fine degli anni ’90 ho seguito il corso di formazione di Hocus e Lotus.
Sembra un romanzo e invece è la storia vera di una persona che tanto ha lavorato nella sua vita e non ha mai smesso di re-inventarsi. Finalmente l'incontro di Giselle con Hocus&Lotus. Domando:
Immagino sia stato subito amore?
Lei spiega sicura:
Il format narrativo mi ha subito incantato perché raccoglieva e confermava tutte le mie esperienze e conoscenze del multi-linguismo ... e del teatro.
La curiosità diventa grande e il mio interesse è attirato come una calamita nel mondo personale di Giselle.
È stato difficile il tuo inserimento come Magic Teacher nelle scuole?
Dapprima, ho insegnato Hocus&Lotus con successo nelle scuole materne e primarie di Canino, Valentano, Montalto di Castro, Grotte di Castro, Acquapendente, Bolsena e a Pitigliano, dove abbiamo fatto un delizioso spettacolo Hocus&Lotus nel Teatro Comunale nel 2001.In seguito, oltre ad insegnare le lingue con Hocus&Lotus, man mano che la mia professionalità cresceva, sono diventata esaminatrice orale per le gamme d’esami dell’Università di Cambridge da Young Learners a Proficiency.Attualmente tengo corsi Cambridge nella scuola media, primaria e liceo di Tarquinia, oltre che nelle scuole primarie di Montalto e Pescia Romana.
Subito ripenso al matrimonio tra la metodologia Hocus&Lotus e i diversi livelli di esami del Trinity College e subito risalta all'occhio che Hocus&Lotus sposa bene l'apprendimento in qualsiasi valutazione o certificazione. Chiedo: 
Vuoi dire che hai abbandonato Hocus&Lotus oppure oggi ancora insegni con il metodo?
Giselle ci spiega come la sua vita sia stata un work in progress costante e tra una metodologia e l'altra abbia sempre portato con sé il Format Narrativo.
Dopo tanti anni, ho ripreso ad insegnare Hocus&Lotus nella scuola materna di Pescia Romana. Avevo dimenticato quanto fosse divertente e stimolante questo straordinario metodo. È una gioia ritrovarmi con deliziosi bambini che assorbono Hocus&Lotus comespugnette!
"Spugnette", la dolcezza con cui parla dei bambini mi fa chiudere gli occhi e ripenso a qualche giorno fa, quando una persona mi ha chiesto: conosci questa Magic Teacher? E io ho risposto che la Magic Teacher è certificata lei deve stare tranquilla perché quello che apprendiamo è proprio l'importanza della relazione sana all'interno di un percorso di apprendimento e dunque i bambini sono in mano sicura. Chiedo ancora:
In che modo l'incontro e re-incontro con il metodo ha cambiato la tua vita?
Soprattutto questa rinnovata DinoEsperienza mi ha fatto riflettere sui problemi con cui i ragazzi italiani si confrontano a tutti i livelli.Purtroppo raramente si prosegue con la metodologia Hocus&Lotus nella scuola primaria, tralasciando l'importanza della pratica nell'apprendimento di una lingua viva e presente.Molto più spesso accade che se chiedi a un bimbo della classe quinta “How old are you?” probabilmente lui risponderà “I’m fine”.E se chiedi “How are you?”, ti risponderà “I’m ten years old”.La comunicazione in inglese è fortemente impedita a causa dai programmi in vigore che non tengono conto dei progressi che hanno fatto la psicologia cognitiva e le neuro-scienze.
La questione assume un carattere serio e propositivo e proprio per la sua lunghissima esperienza nel mondo dell'insegnamento dell'inglese mi sento di chiedere apertamente:
Di cosa non tengono conto i programmi ministeriali secondo te?
Anni fa insegnavo inglese anche alla Università della Terza Età di Orbetello. I miei studenti erano prevalentemente ex professori di scuola. Quelli che trovavano maggiori difficoltà erano i matematici perché non riuscivano a concepire l'anarchia della lingua inglese. Alla fine ho provato a sottoporre loro la prima storia di Hocus&Lotus ed è avvenuto un miracolo: hanno capito ... e insieme a loro anche io ... che l’apprendimento di una lingua non passa sempre per la corteccia frontale. Abbiamo capito che ‘vivere’ la situazione è uno strumento didattico vincente a tutti i livelli per superare le insidie di questa meravigliosa ma folle lingua che è l’inglese.
Non farò altre domande a Giselle, che ancora insegna inglese ai bambini con il Metodo del Format Narrativo, ma terminerò il mio post con una frase, la stessa con la quale l'ho iniziato e lascio a voi sognare di avere la forza e la determinazione di andare avanti sempre, comunque e coraggiosamente:
New York 1933, l'anno in cui nasce Giselle, da costumisti franco-armeni ... e ancora insegna inglese ai bambini!

sabato 6 maggio 2017

La mia proposta per un futuro migliore dei nostri bambini

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Oggi viviamo in un periodo storico in cui il bene materiale sta diventando scomodo, problematico e anti-ecologico e dunque è il momento di volgere lo sguardo verso nuovi orizzonti anche per quanto concerne i nostri bambini, la loro gratificazione, la loro felicità, la loro educazione e la loro autostima. Un cambiamento nei confronti di queste folli spese festaiole è già un regalo per il bambino di oggi. Quante persone spendono 200,00€ per un giocattolo (bellissimo ed educativo) che rimarrà per sempre nel cuore e nella vita del bambino? Sì, perché poi liberarsi di un bellissimo gioco di legno tanto costoso è difficile anche da grande e ciò comporta uso di cantine, soffitte, traslochi faticosi e molta inutile polvere. Uno vale la pena, forse anche due, ma vale la pena comprarne uno ogni due mesi?
Le figurine ad esempio sono divertenti, ma devono rimanere figurine, costi bassi, scambi tra bambini e album compilato possibilmente in ordine. Altro sono le figurine che costano oramai più delle sigarette e che portano allo scambio interattivo con il computer.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura. In fondo l'amore (ma se ci pensate bene anche il successo) non passa attraverso la carta di credito ma passa attraverso la relazione umana, positiva, sincera, affettiva e costante nel tempo (e non ha prezzo).
I ricordi più belli dell'infanzia, passano per la relazione umana.
I bambini fortunati hanno dei nonni che assolvono a questo compito, proprio perché loro ai nipoti dedicano il tempo e l'affetto e non soltanto soldini. Da grandi, poi, ci si ricorda molto volentieri di quando si passava tanto tempo ad ascoltare le storie della nonna (storie che rimangono con noi tutta la vita, sono preziose e non fanno polvere), oppure della sfida a scacchi con lo zio che non ci faceva mai vincere (avete idea di quanto sia importante saper giocare a scacchi?).
Ci si ricorda meno volentieri dei momenti tristi, passati in giardino o in salone da soli, a giocare a sassetti o al computer, senza nessuno con cui condividere vincite e perdite, gioie e tristezze, conquiste e autostima.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura, dicevo, e dunque del tempo costante e periodico da passare insieme in giro per musei raccontando storie e aneddoti sulle opere d'arte.
Passeggiate in montagna giocando a riconosciamo i picchi piuttosto che corse sulla battigia più lunga che troviamo.
Libri scelti accuratamente e letti insieme, fino a costruire una piccola biblioteca nel cuore del bambino.
Un corso di nuoto e magari qualche nuotata insieme in piscina, poi al lago, poi al mare e poi un piccolo fiume da guadare.
A chi ama la danza si può regalare un corso oppure una volta l'anno l'esperienza del balletto al teatro dell'opera.
Naturalmente, si può regalare un corso di lingua che permetta anche la condivisione in famiglia in lingua.
Noi Magic Teachers nel mondo, oltre ad occuparci dell'apprendimento della seconda lingua in età precoce, lavoriamo molto a promuovere questa condivisione linguistica felice in famiglia. Migliora la conoscenza della lingua ma anche la relazione del bambino nei confronti della propria famiglia e del mondo e di conseguenza la sua autostima e la sua positività.
Confessiamo di essere contrarie ad un apprendimento che passa sempre attraverso frustrazioni e paure.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura e dunque,  richiede una scelta più difficile perché, al di là della carta di credito, si richiede la relazione in presenza.
Per quanto riguarda la relazione in presenza posso dire poco.
Ciascuno di noi sa cosa può e cosa vuole, mi sento di consigliare solo che sia positiva, in modo che vada a riempire quella parte dei ricordi che alimentano la gioia di vivere.
Per quanto riguarda libri, film, opere, musica e spettacoli di tanto in tanto parlo di quelli che io scelgo ma ciascuno ha un suo gusto ed è giusto che scelga in libertà. Ricordate che la cultura è stimolo e apprendimento, se vedete un film di guerra stimolate alla guerra (che può essere uno stimolo alla violenza ma anche uno stimolo alla memoria), se vedete un film di fate stimolate i sogni (senza i quali non si trova un vero scopo nella vita) e via dicendo. Che sia una scelta consapevole.
Per quanto riguarda i corsi mi permetto di consigliare corsi certificati e con certificazione.
La certificazione può sembrare un superfluo pezzo di carta ma a lungo andare scoprirete che non è così.
La certificazione che il bambino riceve, è segno di gratificazione per lui, di garanzia del livello, di possibilità future. Un professore preparato quando riceve in classe (ma lo stesso dicasi nello sport) un ragazzo con un certificato conosce già il livello di preparazione dell'alunno e può subito predisporsi su un piano formativo comune e personalizzato. Quando vostro figlio dirà di conoscere una lingua potrà certificare che non sta inventando niente. Man mano che cresce il bambino sa di dover raggiungere gli obiettivi formativi e sa che questi passano attraverso una certificazione, senza la quale si vede costretto a rinunciare ad alcune possibilità.
Pensate a quando per un posto di lavoro vi richiedono la conoscenza dell'inglese o dell'informatica, magari siete anche più bravi ma non potete partecipare alle selezioni perché non siete certificati. Anche nello sport, volendo entrare in gruppi sportivi molto grandi e strutturati, dovete dimostrare (medaglie alla mano) che negli ultimi due anni avete raggiunto alcuni obiettivi, se siete anche più bravi ma non detenete punteggi, non possono prendervi in considerazione.

I corsi di Hocus&Lotus al riguardano sono fantastici perché permettono ai bambini di apprendere in modo divertente attraverso l'esperienza e fanno leva sulle capacità personali di ciascun bambino, stimolando la sua voglia di stare e di fare e la sua autostima all'interno di una relazione affettiva sicura, il vero luogo magico dei corsi Hocus&Lotus. 
Quest'ultima è la base del successo del suo apprendimento e di molte altre cose.
Difficilmente si raggiungono gli obiettivi quando ci si abitua a dire:
"Non ce la faccio. Non sono bravo. È troppo difficile per me. Ho paura ..." .
Le certificazioni Hocus&Lotus, proprio perché strutturate e sviluppate secondo una ricerca trentennale ancora operante e di carattere mondiale, possono rispecchiarsi e collaborare con altri enti certificatori di livello mondiale, come ad esempio le certificazioni Trinity.

Hocus&Lotus, inoltre, a testimonianza del suo potenziale, si mette in campo per l'apprendimento di ben cinque lingue. Vi sembra poco una testimonianza trentennale di un metodo che porta a termine i suoi obiettivi per l'apprendimento precoce della lingua straniera, in cinque lingue?
Un metodo che offre non solo il metodo con un altissimo potenziale didattico, ma anche più possibilità di lavoro per noi Magic Teachers che ci impegnami in questa ricerca costante.
Io ad esempio posso insegnare ai bambini in inglese, in spagnolo, in francese e in italiano. Con la globalizzazione del mondo, sono tantissimi gli stranieri che vivono in Italia e anche loro hanno bisogno di un supporto come Hocus&Lotus che non solo li avvia in modo felice e sicuro alla lingua italiana, ma anche li fornisce di una relazione affettiva che stimola un'inserimento sereno e di ficucia.
Non dimentichiamo che il Metodo, non porta avanti solo un obiettivo linguistico ma è perfettamente adeguato alle moderne esigenze di vita che richiedono di raggiungere obiettivi trasversali come conoscenza di una lingua straniera, capacità comunicativa, capacità espressiva, capacità relazione, capacità organizzativa, pro-positività, capacità di lavoro costante.

A presto
Silvia

venerdì 10 marzo 2017

Lettura, illustrazione e narrazione. Riflessioni personali

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Oggi condivido la mia opinione sull'importanza in società del leggere, illustrare e narrare. Sono traduttrice, insegnante di lingue, StoryTeller promotrice della lettura, scrittrice per passione, lettrice libera e mamma. In questi giorni guardavo i numerosi libri che ho messo insieme in questi ultimi 7 anni. Libri quasi tutti per bambini … per bambini? Dipende, ma di questo vi dirò dopo.
Numerosi e bellissimi albi illustrati. Gli albi più amati sono stati, Piccolo blu e piccolo giallo, La voce del noce, Dove vanno le nuvole, La sedia vuota, La zuppa di sasso, Il tuo colore.
Ma anche libretti studiati proprio per i bimbetti sotto i tre anni: la Pimpa e Barbapapà ci hanno accompagnato in tantissimi viaggi e serate.
Poi i libri di parole, quelli che hanno qualche accenno di illustrazione ma tante parole da leggere: Il piccolo principe, le storie di Sepúlveda, Pinocchio.
Ma anche piccole e importanti saghe come quella di Hogard, le Storie di Querciantica e il vecchio e indimenticabile Zorro.
Ma anche le storie che ho inventato per i miei figli (e che spero presto far uscire un compendio), ho dovuto scriverle per non sbagliare le parole mentre le raccontavo ricordandole, perché le ripetizioni per noi sono noiose e prive di valore ma per i bambini sono importantissime per la serenità, per l'apprendimento, per l'autostima e per molto altro.

Ieri sera stavo proprio riflettendo sul fatto che questi libri in qualche modo sono la storia del mondo che ho costruito nell'immaginario dei miei figli e dunque è importantissimo scegliere libri, metodi, giochi e via discorrendo ... ma non bisogna assolutamente avere paura dei libri e delle storie.
Quello che fa crescere i nostri figli non è il libro di per sé, l'oggetto e forse nemmeno il contenuto (anche se hanno entrambi la loro importanza) bensì è la relazione tra il lettore e l'ascoltatore.
Una mamma, un papà, una nonna, una zia … che leggono felici ad un bambino per 15 minuti, gli hanno regalato un'esperienza che non ha valore monetario, uno stimolo verso l'amore per la lettura … perché bisogna amare la lettura e non l'oggetto libro (che poi può nascere ed è bello, ma è un'altra cosa).

Come scegliere i libri da leggere?
Ci si può far consigliare da chi ha tanta esperienza. Ci sono tante persone che organizzano momenti di lettura importanti per bambini e genitori, ci sono biblioteche attivissime al riguardo.

Per poter scegliere bisogna anche sapere cosa si cerca.

Un libro per argomento? (Io non amo i libri che ti guidano con la morale alla nanna, a togliere il ciuccio e il pannolino o a mangiare frutta e verdura, ma so che ne esistono di belli e divertenti).

Un libro semplice per le prime parole? (La Pimpa ma anche Abbaia George ma anche le storie di Elmer e molti altri).

Un libro che voglia stimolare la vista e porre l'attenzione sull'osservazione?
Di fantastici albi illustrati ce ne sono milioni, l'importante è che le illustrazioni non siano eccessivamente piene e soprattutto corrispondenti a quanto si legge. Ovviamente, che quanto si legge sia posizionato vicino all'immagine che rispecchia.

Ci sono anche albi illustrati senza parole e con quelli potete sviluppare la fantasia, vostra e del vostro bambino … e la memoria. Perché le ripetizioni sono importanti e il bambino tende a ripetere sempre uguale (lui ha una grande capacità di ripetere sempre uguale, mentre l'adulto, con la testa sempre più piena di parole e pensieri tende a ripetere il concetto ma non la parola uguale).

Un libro che voglia stimolare l'attenzione all'ascolto. L'attenzione all'ascolto è oggi secondo me un deficit in espansione tra i bambini sempre più stimolati da rumori, plastica, luoghi chiusi e pieni di rimbombi. I bambini sanno stare concentrati all'ascolto sempre meno e (ma è una mia opinione personale) al contempo vengono diagnosticati sempre più bambini con deficit di attenzione, o di iperattività (non saprei cosa altro aspettarmi da bambini non abituati ad ascoltare storie e abituati a lanciarsi come pazzi da una parte all'altra di enormi muri di gomma con musica sparata a tutto volume).

Quando non esisteva la scrittura esisteva già la scuola. Affinché un bambino diventasse adulto, era fondamentale che gli venisse passato il sapere del suo stesso popolo. Quando i popoli hanno cominciato a mischiarsi fra loro il corpo umano si è fortificato e le conoscenze condivise hanno creato la scienza per progredire, per migliorare.

Gli anziani del villaggio sedevano in mezzo alla natura con i piccoli del villaggio, insegnando loro a vedere, ascoltare e riconoscere suoni e segni della natura. Era un processo lento e spesso silenzioso, bisognava saper aspettare, ascoltare, con pazienza e concentrazione per poi, al momento giusto, essere pronti rapidi e abili. I saggi raccontavano loro bellissime storie di avventure con fantastici personaggi, per spiegare loro il mondo. Insegnavano loro l'arte di usare quanto la natura metteva a disposizione attraverso l'apprendimento della pittura (per lasciare segni e segnali), della scultura (per preparare armi e utensili), del canto (per comunicare tra loro anche da lontano), della danza (per entrare in contatto con le proprie emozioni).

Provate ad immaginare di vivere in una grotta, riscaldati e illuminati solo da un fuoco centrale tanto caldo quanto pericoloso. Dovete alimentare il fuoco ma temerlo perché può prendere piede e uccidere tutti. Gli uomini devono cacciare gli animali per sfamare il villaggio intero. Chiusi in una grotta di ombre e luci, gli uomini si preparano alla caccia grossa, siamo agli albori dell'arte. L'uomo ha paura ma deve cacciare o non sopravvive. Gli animali fuori sono grossi, hanno zanne, code e zampe spaventose, emettono suoni forti e terrificanti.
L'uomo ha paura ma deve cacciare.
Per poter sopravvivere l'uomo non cancella la sua paura e si trasforma in una macchina da guerra ma cerca la sua paura, vi entra in contatto, la affronta e la fa sua amica. L'uomo entra in contatto con la sua emozione attraverso l'arte e le storie.

Il saggio, il capo, il guerriero più forte siede con gli altri uomini intorno al fuoco. Racconta il piano. Poi racconta storie di antenati che hanno combattuto la stessa paura, la stessa fiera feroce. La narrazione coinvolge tutti, ci sono dei graffiti sulla parete della caverna che rappresentano le storie del passato, le stesse che racconta il capo.
Quando tutti hanno capito che cosa spaventosa stanno andando a fare, suonano, cantano e danzano la loro stessa paura, per entrarci in contatto e farla alleata. Non c'è nessuna morale dietro, solo una presa di contatto con se stessi e con il proprio mondo.

Così io credo che nasca l'arte. A questo io credo che servano le storie che scegliamo di leggere ai nostri figli. È nella relazione salda, di amore e condivisione e nel rispetto reciproco, che le storie funzionano. Se sviluppate l'attenzione visiva, l'ascolto attivo, la fantasia di espressione, il disegno libero … regalate al bambino la via alla consapevolezza di se stesso.

Il metodo principale che uso per insegnare le lingue ai bambini (Il Format Narrativo attraverso le avventure di Hocus & Lotus) funziona proprio perché prevede l'uso di tutti questi canali: relazione umana, ascolto attivo, condivisione, espressione teatrale, canto … possono anche danzare le bellissime musiche del format.
Condivisione a lezione e a casa.
Tutto in un'altra lingua, abbandonando in quello spazio la lingua madre che volentieri cede il passo alla seconda lingua e senza bisogno di oggetti di transizione e di traduzioni.
Il metodo funziona perché riprende le più antiche tecniche di insegnamento, perché propone un percorso che riguarda sia l'ontogenesi che la filogenesi dell'uomo, senza morale.