Visualizzazione post con etichetta camelozampa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta camelozampa. Mostra tutti i post

giovedì 19 ottobre 2017

Prova a dire ABRACADABRA di M. L. Giraldo e N. Bertelle

Leggi l'informativa su Privacy & Cookie a lato, all'interno della stessa trovi le modalità per non aderire. Se vuoi aderire è sufficiente che prendi visione e continui la navigazione sul nostro blog. Grazie

"Mamma ma io non ci riesco, questi compiti sono troppo difficili."
"Ho paura non voglio nuotare, l'acqua è fredda e alta per me."
"Non posso correre ho paura di inciampare e poi io non sono veloce come gli altri, non sono bravo."
"Non ci riuscirò mai, mamma non insistere."

Insistere!
Spesso mi chiedo:
"Che vuol dire insistere con un bambino?" 

Bisogna mettersi nei panni del bambino, guardare il mondo così grande e veloce e nuovo e sconosciuto e rumoroso ... come lo è per un bambino per capire perché un bambino non vuole fare una cosa, perché piange, perché fa i capricci ...

I capricci?
"Cosa sono i capricci?" 

Ricordiamoci cari genitori che i capricci dei bambini nascono dai meccanismi che inneschiamo noi. Dire tante volte no e poi fare ciò che ci chiede urlando (meglio dire subito si), dire no urlando come pazzi a pugni serrati perché ... siamo stanchi? Non riusciamo a farci ascoltare? Non sappiamo essere assertivi? Decisi? Sicuri? ... dipende da noi.
I bambini sono degli eroi, ai quali però sarebbe il caso non insegnare subito che esiste la lotta, la guerra, le armi. Magari cominciamo dalle storie, dalle canzoni e dagli abbracci che forse si sta tutti più sereni.
I bambini, dicevo, sono degli eroi che molto piccoli e incompetenti affrontano il mondo a testa alta e indifesi, hanno quindi bisogno di stimoli e rinforzi positivi, anche quando sbagliano.

Immaginate di essere un gufetto appena nato che deve spiccare il suo primo volo e soffre di vertigini o ha paura (i gufi non soffrono di vertigini lo sanno tutti, non è mai successo e se così si dice tutti, così è e deve essere e guai a dire il contrario).
Comunque, provate ad immaginare di essere un gufetto che ha paura di spiccare il suo primo volo dalla cima dell'albero.
Tutti lo fanno e voi no. Avete paura. Non siete capaci. Vi si stringe il cuore e molto altro.
Allora, arriva la maestra che sa tutto e vi urla

"Vergogna, devi volare, tutti i gufi volano. Vergognati!" 

e il genitore che si vergogna per suo figlio insiste

"Dai buttati, vola, ti prego vola, non farmi questo, buttati ho detto, 
vola o ti spenno come un pollo..."

Magari il povero gufetto salta e vola, immaginate:

Un salto nel vuoto con il cuore stretto, solo, senza mano, ad occhi chiusi, vado giù, sempre più giù io sono forte, coraggioso, fortissimo, non ho paura di niente, nulla mi fa paura, io posso fare tutto, posso anche spaccare il mondo perché nulla mi fa paura. 

Qui mi fermo e rifletto:
Che uomo sarà quel bambino che non ha paura di nulla, che nulla lo può fermare, che può da solo spaccare il mondo? Un uomo senza paura? Che cosa vuol dire essere un uomo senza paura?

Dovete sapere che le emozioni non sono scollegate l'una dall'altra ma coesistono. Sono diversi risvolti di una stessa cosa e morta una, morte tutte.
Ora rifletto di nuovo sulla domanda: cosa è un adulto senza paura?
Bisogna anche ricordare che le emozioni sono contagiose, proprio come il raffreddore e allora mi chiedo che cosa è un mondo senza paura? Un mondo senza emozioni? Senza amore?

Che brutto!

Ma ricominciamo daccapo.
Se invece di uccidere la paura la trasformassimo in coraggio?
Ah che bello sarebbe.
Ma per diventare coraggiosi ci vuole tempo, osservazione, calma, fiducia, sostegno.
Allora l'affetto e la magia sono i migliori maestri in questo campo.
Nessuno obbligo, nessuna frustrazione come la vergogna (che brutto dire a un bambino vergognati. Ci si può sbagliare, va bene anche pagare ma vergognarsi per aver sbagliato in buona fede, a un bambino? Che brutto. I ladri si vergognano, gli assassini, i malfattori ... ma i bambini no!).

Quanto sono difficili l'affetto e la magia?
Oggi sembrano un binomio quasi impossibile eppure, le Magic Teachers di Hocus e Lotus la conoscono e funziona. Ma dove la si trova? Dove si compra? Chi ce l'ha?

Non è poi così difficile.
Proviamo a trasformare gli insulti in parole positive e abbracci e leggiamo ad alta voce con i nostri bambini
Prova a dire Abracadabra di Maria Loretta Giraldo e Nicoletta Bertelle 

Niente di più facile che essere affettivi, magici, positivi e trasformare la paura di un piccolo gufo in coraggio.
Non solo il piccolo gufo cresce coraggioso ma anche si contagia di questa voglia di aiutare gli altri piccoli e subito ripropone l'affetto, la magia e la positività e un altro bambino diventa uomo coraggioso, capace di affrontare le sue paure e di amare. Un uomo che non si vergogna di esistere.

Fantastico!! Vorrei che questi fossero gli insegnamenti ai nostri bambini.
Peccato che i complimenti pesino tanto agli animi contemporanei.
Pesano?
Alla prossima RifLettura.
Silvia

giovedì 12 ottobre 2017

Zagazoo di Quentin Blake

Leggi l'informativa su Privacy & Cookie a lato, all'interno della stessa trovi le modalità per non aderire. Se vuoi aderire è sufficiente che prendi visione e continui la navigazione sul nostro blog. Grazie

Dopo un lungo riposo dalla mia attività di blogger nel quale ho riflettuto su cosa, chi, come, quando ma soprattutto ho viaggiato e cambiato ancora casa,  torno con un libro che ha catturato il mio cuore, ma anche quello dei bimbi ai quali leggo.
Parlo del libro di Quentin Blake che cameloZampa ci regala nella splendida traduzione di Sara Saorin:



L'ho letto naturalmente ai miei figli, a dei fratellini che sono stati adottati, ai bambini di un corso e ad alcuni amici adulti.
Tutti, ma proprio tutti, hanno riso di gran cuore, e anche io!
La prima lettura è stata la peggiore di tutte.

Leggevo ai miei figli e ridevo nelle trasformazioni mostriche di questi bambini che puzzano, fanno rumore, piangono, fanno danni ... crescono in modo orribile.
Mentre leggevo ridevo e li guardavo con aria minacciosa e furbetta, i miei figli sorridevano e dicevano "noi no".

L'errore più grande che ho fatto è stato leggerlo subito con loro perché quando sono arrivata alla fine e mi sono trovata di fronte due ... pellicani ... loro ridevano come matti e io ho dovuto necessariamente dire insieme a Quentin Blake:

Certo che la vita è proprio incredibile!

Un libro quasi nietzscheano, che parla della vita e del suo ripetersi, riprodursi, faticosamente ma per fortuna felicemente nonostante tutto e poi continua, e poi diversa ... ma pur sempre uguale...

No! non si tratta della Divina Commedia ma della storia più semplice del mondo, basta saperla raccontare con i giusti toni.

L'avrò letta centinaia di volte eppure ancora adesso, se prendo il libro, rido e dico:

Certo che la vita è proprio incredibile!
A presto
Silvia


venerdì 15 aprile 2016

Spino di Ilaria Guarducci

Leggi l'informativa su Privacy & Cookie a lato, all'interno della stessa trovi le modalità per non aderire. Se vuoi aderire è sufficiente che prendi visione e continui la navigazione sul nostro blog. Grazie

In un bosco nero, nero vive un essere davvero cattivo, cattivissimo.
Il suo nome è Spino e ve lo presento.

Ricorda vagamente il lupo cattivo (leggi Lupi buoni e lupi cattivi) ma ha spine, anzi punzoni pungenti e cattivi ovunque, anche sul sedere.
Ama spaventare tutti quelli felici e gioiosi, piccoli e indifesi, lenti e ridarelli animali perché ... mmmm ... perché .... perché?
Forse perché lui non ha mai imparato a ridere?
Forse perché lui non ha mai imparato ad amare?
Forse perché lui non è stato amato?
Forse perché di lui hanno riso?
Quale infausto motivo spinge uno spino a impostare la sua vita sullo spavento, sulla derisione, sulla solitudine ... non lo capirò mai.

In ogni caso, come sempre avviene nella vita (altrimenti che senso ha?) succede qualcosa di imprevisto, qualcosa che proprio non era in programma e tutto cambia. Il cambiamento si sa, è un momento di confusione per tutti e se si è soli la confusione stagna senza risposta, senza confronto, senza un perché.
Rimane quasi paralizzata.
Per fortuna una zampa di coniglietto porta fortuna arriva a mostrarti qualcosa che da solo e senza l'imprevisto non avresti potuto vedere.
Il coniglietto Bernardo è secondo me quella zampina amica che tutti nella vita speriamo di incontrare, ma anche la nostra coscienza che ci sveglia e ci mostra altro di noi stessi e se siamo bravi a vedere questo altro, rimaniamo meravigliati a bocca aperta come i bambini.
Poi c'è la via della scelta consapevole.
Anche Spino fa la sua scelta ma sulle lumache no, non cambia idea:
A pensarci bene, [...] e le lumache ... Beh, le lumache erano davvero insopportabili.
Cosi l'ho leto io, poi lo leggo ai miei figli e si scatenano pazze risate alle disavventure di Spino, tenerezza per il coniglio Bernardo, voglia di sperimentare lo Spino cattivo e pietà per quelle povere lumache e alla fine mi sento dire:
Attento Spino o chiamo la Lumaca Ribelle (leggi La Lumaca che voleva conoscere le ragioni della sua lentezza) che ha combattuto mostri ben più prepotenti di te.

E allora tutte le mie riflessioni si perdono in una grande risata liberatoria e non se ne parla più.
Buon divertimento con questa splendida lettura.

sabato 9 aprile 2016

Il sogno di Youssef - I. Paglia e S. M. L. Possentini

Leggi l'informativa su Privacy & Cookie a lato, all'interno della stessa trovi le modalità per non aderire. Se vuoi aderire è sufficiente che prendi visione e continui la navigazione sul nostro blog. Grazie

Incontrare Isabella e poi anche Sonia Maria Luce in fiera ed essere abbracciata di gioia è stato un momento magico.
Uno di quei momenti in cui capisci che leggere crea relazioni affettive e positive, condivisione di pensieri uguali e differenti, viaggi in mondi vicini ma lontani, lontani ma vicini: la gioia di volare tutti insieme incontrandosi tra le pagine dei libri. Tutti insieme per costruire un futuro possibile.



Il sogno di Youssef è un libro molto delicato.
Un libro che con estrema dolcezza ti prende per mano e ti porta nel mondo ingenuo, innocuo e pieno di vita dei sogni dei bambini. I sogni di tutti i bambini del mondo: giocare, essere felici, viaggiare, conoscere, esplorare, abbracciarsi ... sogni delicati, ingenui, pieni di speranza, pieni di vita.




Un bambino prende un legnetto, guarda una nuvola, disegna un veliero ed è subito pronto a decollare con la sua fantasia, pronto ad abbracciare compagni di giochi e ad esplorare mondi con l'unico intento di riempirli di amore e di risa.


Poi arrivano i grandi, gli affari, le questioni importanti quelle che i grandi chiamano politica, economia, eco-ambiente, migrazioni. Quelle cose di cui i bambini non capiscono nulla e tutto cambia.
Non si sente più l'odore salmastro degli aranci in fiori e non si vola più sul veliero immaginario della fantasia.
A volte l'unica cosa che rimane è un vecchio sandalo.
Peccato.



"Perché disegni una caravella, Youssef?" chiese la sua mamma.
"È la nave delle scoperte. Me l'hanno raccontato a scuola.
E io voglio scoprire dove si trova, ora, la mia amica Maryam".
Tutti i bambini del mondo si chiedono dove si trovano le persone che amano e che non vedono in quel momento, così nasce il loro desiderio di scoprire il mondo.
Ma è bello sapere che le rivedranno, che presto giocheranno di nuovo insieme ... ma non per tutti è così.
L'immagine degli occhi aperti di Maryam sotto il notturno cielo stellato è un quadro che va visto più volte per comprendere a fondo cosa succede:
Aveva il ritmo di una ninna nanna e quel giorno li separò per sempre.
Un libro che ti mette in contatto con la naturalezza della vita lasciandoti un gusto dolce in bocca anche dove la vita semina l'amaro.
Solo chi è in contatto con questa naturalezza della vita può parlare alla luna fiducioso che, in qualche modo, riceverà una risposta.
Fiducioso che, in qualche modo, la felicità tornerà.
Grazie alle autrici e grazie all'editore CameloZampa per averci regalato tanta dolcezza nel descrivere un qualcosa di così profondo, contemporaneo e triste.


Naturalmente ciascuno coglie dal libro che legge ciò che è pronto a cogliere, ciò di cui ha bisogno e se un libro lo si rilegge dopo venti anni continuerà a regalarti nuove sensazioni. 
Quando ho letto questa storia ai miei figli mi hanno risposto:
Mamma allora Maryam e Youssef ora stanno giocando con Platero? Ma anche con tuo fratello vero? Sono felici ora!
Platero è l'asino di Juan Ramón Jiménez dal libro Mi primer Platero, mio fratello non lo hanno mai conosciuto ma l'essenza della vita, quella sì, l'hanno compresa bene.

mercoledì 6 aprile 2016

FB2016. Emozioni in Fiera di Bologna 2016

Leggi l'informativa su Privacy & Cookie a lato, all'interno della stessa trovi le modalità per non aderire. Se vuoi aderire è sufficiente che prendi visione e continui la navigazione sul nostro blog. Grazie

Sono rientrata a casa dalla fiera di Bologna intorno all'ora di cena carica di libri e di emozioni, purtroppo non tutte positive ma sicuramente positive sono state le emozioni nate dagli incontri con autori e editori. Piano piano ringrazierò tutti gli editori che hanno passato del tempo prezioso con me illustrandomi i loro libri.
Ho trovato dei libri davvero belli.
Alcuni sorprendenti.
Nei prossimi mesi piano piano, insieme al bilinguismo e a Hocus&Lotus, vi mostrerò le meraviglie scovate in Fiera.
Intanto grazie ad Antonella (Nati per Leggere e Biblioteca Quarantotti Gambini) e a Giuliana (Nati per Leggere) per averci permesso di arrivare in fiera.

Come potete immaginare dal post che ho lasciato ieri sera (leggi il post su Fuad Aziz), è stato quello con l'editore Artebambini e l'autore Fuad Aziz. Fuad ci ha raccontato la sua storia e guardando le immagini del post precedente e quelle di questo post potete capire perché gli ho chiesto se il bambino/ragazzo dei suoi libri, sempre in contatto con gli uccelli, con il volare e con i colori non sia per caso lui bambino/ragazzo e la sua voglia di volare liberamente e di poter dipingere il mondo con altri colori.
Fuad ci ha raccontato la sua storia di ragazzo iracheno che voleva cambiare il mondo della guerra:
... Cosa posso fare per cambiare il mondo? Cambiare il mondo è una parola molto grande.
Come posso collaborare a cambiare il mondo? Ma ancora è un pensiero troppo grande.
Cosa posso fare nel mio piccolo? Posso usare la mia arte per raccontare il mondo ai bambini, un mondo ai confini tra fantasia e realtà. Un mondo dove i bambini non vivono/vedono la guerra ma vivono/vedono storie, colori, armonia. I bambini che leggono, a differenza di quelli che crescono nella guerra, non diventano artisti ma diventano persone grandi con desideri positivi.
Ci ha raccontato che lui viene dal paese dei racconti di mille e una notte, è vissuto insieme alle storie raccontate loro dal nonno. All'epoca non vedevamo l'ora che arrivasse la sera per poter ascoltare le storie di nonno. Arrivava con un librone del quale allora non capivo il valore.
All'epoca non c'era la bella carta di oggi e la stampa digitale e i libri erano dipinti a mano così per girare le pagine ci si aiutava col coltellone da cucina di nonna ...
L'editore stesso ha letto le sue storie al Kamishibai e ricordo qualche anno fa, quando mi decisi a provare questo strumento di lettura, mi ha subito affascinato e devo dire anche i bambini lo adorano e così io che cominciavo a scoprire il mondo della lettura condivisa, Artebambini che mi ha aiutato a scoprirlo, Fuad Aziz con le sue meravigliose storie ...


Poi ho incontrato Isabella Paglia e Sonia Maria Luce Possentini e il loro delicatissimo Il sogno di Youssef edito CameloZampa, un libro che in modo molto, ma molto, delicato racconta una storia terribilmente dura. Devo dire brave perché è davvero difficile essere così dolci e delicati su un argomento così tanto devastante. Ma anche di questo vi parlerò presto.


È qui che una mano ha bussato sulla mia spalla, era quella di Livia Rocchi, compagna di nottate e corsi di letteratura infantile e scopro che anche lei ha pubblicato un libro. A presto Livia, alle nostre notti brave di intenso studio. 

Poi l'abbraccio di Arianna Papini con il suo La quaglia e il sasso, edito da Carthusia. Come sempre sorridente, incoraggiante e molto accogliente. Ricordo ancora una giorno in cui ci stavamo scambiando messaggi su un suo libro e lei ad un certo punto mi dice:
ma io dalle foto ho visto che anche tu disegni, non smettere mai perché questa è la via, crederci.
Mi sono chiesta come potesse pensare una cosa simile di me. Oggi mi ha detto:
ma io lo penso ancora, disegnare è amore, passione, è vivere bene e anche tu devi farlo.
Grazie Arianna e Grazie Carthusia che si è dimostrato un editore davvero al passo.
E con questo brevissimo assaggio di incontri emozionanti vi do la buonanotte perché mi si chiudono gli occhi pieni di racconti, incontri, emozioni e abbracci ma presto vi racconto di alcuni libri bellissimi che ho scoperto, un paio in particolare hanno subito lasciato il segno nel mio cuore e poi l'editore nicaraguense, i racconti costaricensi ... buoni sogni a tutti.